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Home A La notizia del giorno

Meteo fine Gennaio TURBOLENTO: nuovi cicloni e occasioni di NEVE a bassa quota

Davide Santini di Davide Santini
21 Gen 2026 - 09:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Una serie di eventi meteo molto rilevanti potrebbe colpire l’ultima parte di gennaio. In particolare, possiamo analizzare un importante corridoio depressionario che si viene a creare tra l’Atlantico, il nostro paese e le regioni orientali molto fredde. In questo articolo andiamo ad analizzare ciò che potrebbe accadere e soprattutto che conseguenze avrebbe sul nostro paese.

 

Italia in una terra di confine

Questo pattern meteo potrebbe dare origine a una fase atmosferica piuttosto dinamica e instabile, caratterizzata da numerosi passaggi perturbati a partire da venerdì 23 e potenzialmente fino ai primi giorni di febbraio. Non si vedono, di fatti, occasioni per alte pressioni.

 

L’Italia, trovandosi in una posizione di confine tra masse d’aria di diversa natura, potrebbe essere veramente nel cuore di una battaglia tra due fazioni diverse. Flusso mite di matrice atlantica a Occidente e aria gelida proveniente da Oriente.

 

Occasioni per nevicate a bassa quota

Stiamo parlando infatti ad una serie di impulsi perturbati atlantici che, dopo il loro passaggio, lasciano spazio a infiltrazioni di aria più fredda. Sarà un treno di perturbazioni, una in fila all’altra. Una sorta di condizione meteo primaverile, che però detiene ancora il freddo di stampo invernale.

 

È facile intuire che l’interazione ripetuta tra aria fredda preesistente e nuove perturbazioni può creare le condizioni ideali per episodi di neve anche a quote molto basse, talvolta fino alla pianura. Magari saranno semplici imbiancate di pochi millimetri e poi tutto verrà fuso, ma intanto quello che possiamo dire è che non si vedono periodi stabili molto a lungo.

 

Occasione addirittura per neve fin quasi sulla pianura entro i primissimi giorni di febbraio. Invitiamo i lettori a non leggere con la lente di ingrandimento la propria località, ma di guardare con una visione d’insieme.

 

Vediamo alcune cartine

La prima è tra venerdì 23 e sabato 24, dove le regioni del Nord-Ovest potrebbero fare il pieno di neve dalla quota di media collina. Si parla dell’Appennino ligure, della Valle d’Aosta, del Piemonte, della Lombardia occidentale, dei fondovalle alpini e dell’Emilia occidentale.

 

In una seconda fase, compresa tra mercoledì 28 e giovedì 29, le stesse zone potrebbero essere nuovamente coinvolte, ma stavolta ci potrebbe essere un’estensione più marcata dei fenomeni verso l’Emilia e il Veneto occidentale.

 

Neve veramente a bassa quota tra il 23 e il 25 gennaio. In particolare, sul Piemonte e le zone adiacenti.

 

L’altro step

Successivamente, a partire dal 31 gennaio, il modello GFS ipotizza ulteriori possibili interazioni tra correnti fredde e nuove perturbazioni atlantiche. Non emergono segnali per nevicate diffuse, ma intanto permane la possibilità di fronte perturbati a più riprese.

 

Stiamo parlando di tendenze meteo a lungo periodo e quindi andranno confermate. Concludiamo dicendo, con  ragionevole sicurezza, che non ci sono le condizioni per avere alte pressioni e clima mite per più giorni. Il che, visti i tempi, è già qualcosa.

 

Nuove occasioni di neve a bassa quota o comunque di periodi perturbati nei primissimi giorni di febbraio. Tutto questo secondo il modello GFS. Seguiranno importanti sviluppi per conferme o smentite.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Appennino Ligurearia freddaaria gelidaAROMEARPEGEassenza di alta pressionecorridoio depressionarioECMWFEmiliafebbraiofine gennaioflusso atlanticogennaiogfsICONinstabilità atmosfericainvernolombardialungo terminemaltempometeometeo Italiamodelli meteoneveneve in pianuranevicate a bassa quotanord italiaNord-Ovestperturbazioni atlantichePiemonteprevisioni meteotendenza meteovalle d'aostaVeneto
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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