
(METEOGIORNALE.IT) Una serie di eventi meteo molto rilevanti potrebbe colpire l’ultima parte di gennaio. In particolare, possiamo analizzare un importante corridoio depressionario che si viene a creare tra l’Atlantico, il nostro paese e le regioni orientali molto fredde. In questo articolo andiamo ad analizzare ciò che potrebbe accadere e soprattutto che conseguenze avrebbe sul nostro paese.
Italia in una terra di confine
Questo pattern meteo potrebbe dare origine a una fase atmosferica piuttosto dinamica e instabile, caratterizzata da numerosi passaggi perturbati a partire da venerdì 23 e potenzialmente fino ai primi giorni di febbraio. Non si vedono, di fatti, occasioni per alte pressioni.
L’Italia, trovandosi in una posizione di confine tra masse d’aria di diversa natura, potrebbe essere veramente nel cuore di una battaglia tra due fazioni diverse. Flusso mite di matrice atlantica a Occidente e aria gelida proveniente da Oriente.
Occasioni per nevicate a bassa quota
Stiamo parlando infatti ad una serie di impulsi perturbati atlantici che, dopo il loro passaggio, lasciano spazio a infiltrazioni di aria più fredda. Sarà un treno di perturbazioni, una in fila all’altra. Una sorta di condizione meteo primaverile, che però detiene ancora il freddo di stampo invernale.
È facile intuire che l’interazione ripetuta tra aria fredda preesistente e nuove perturbazioni può creare le condizioni ideali per episodi di neve anche a quote molto basse, talvolta fino alla pianura. Magari saranno semplici imbiancate di pochi millimetri e poi tutto verrà fuso, ma intanto quello che possiamo dire è che non si vedono periodi stabili molto a lungo.

Vediamo alcune cartine
La prima è tra venerdì 23 e sabato 24, dove le regioni del Nord-Ovest potrebbero fare il pieno di neve dalla quota di media collina. Si parla dell’Appennino ligure, della Valle d’Aosta, del Piemonte, della Lombardia occidentale, dei fondovalle alpini e dell’Emilia occidentale.
In una seconda fase, compresa tra mercoledì 28 e giovedì 29, le stesse zone potrebbero essere nuovamente coinvolte, ma stavolta ci potrebbe essere un’estensione più marcata dei fenomeni verso l’Emilia e il Veneto occidentale.

L’altro step
Successivamente, a partire dal 31 gennaio, il modello GFS ipotizza ulteriori possibili interazioni tra correnti fredde e nuove perturbazioni atlantiche. Non emergono segnali per nevicate diffuse, ma intanto permane la possibilità di fronte perturbati a più riprese.
Stiamo parlando di tendenze meteo a lungo periodo e quindi andranno confermate. Concludiamo dicendo, con ragionevole sicurezza, che non ci sono le condizioni per avere alte pressioni e clima mite per più giorni. Il che, visti i tempi, è già qualcosa.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
