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Home A La notizia del giorno

Meteo: cambia tutto da Lunedì 12, STOP FREDDO sull’Italia

Davide Santini di Davide Santini
09 Gen 2026 - 12:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Cambia tutto nel meteo della prossima settimana. A cominciare da lunedì 12 e in particolare fino a giovedì 15 le temperature saliranno, anche di parecchio, sopra le medie del periodo. Il freddo intenso di questi giorni sarà un lontano ricordo.

 

Niente neve?

L’attesa per un evento nevoso di rilievo sulla Valpadana, ipotizzato nel periodo compreso tra il 12 e il 14 gennaio, potrebbe non essere confermato. Ancora una volta, come già accaduto in diverse occasioni, le premesse per una fase invernale significativa sul Nord Italia sono state del tutto cancellate a causa di eventi particolarmente sfavorevoli.

 

Purtroppo è così. O c’è freddo intenso ma mancano le perturbazioni, o ci sono tante precipitazioni ma manca il freddo (vedasi i diluvi di Natale). In questo caso, l’occasione era ghiotta, perché le temperature sono state tanti giorni ben al di sotto delle medie tipiche di riferimento. Anche per essere nel cuore di gennaio.

 

Cosa è successo

Era una situazione limite. Lo ammettiamo. Non c’erano segnali meteo fortissimi di grandi nevicate. La perturbazione fredda, nel tentativo di avanzare verso levante, trova un ostacolo nella rimonta di un robusto cuneo anticiclonico di origine subtropicale, che ne arresta la progressione.

 

È quello che accadrà la prossima settimana. Se da un lato avremo finalmente temperature un pochettino più sopportabili, da quell’altro viene vanificata totalmente la possibilità di una bella imbiancata a quote basse. È esattamente quello che è successo nel febbraio 2023. Tanto freddo, totalmente sprecato e inutile. Diciamo che è utile solo per limare le temperature, le anomalie mensili. Ma di certo non potrà essere convertito in gioia o apoteosi nevosa.

 

Lo stesso vale per i rilievi

Il quadro non è più incoraggiante nemmeno per Alpi e Appennini. Le precipitazioni nevose che interesseranno il Centro Italia sono destinate, almeno alle quote medio-basse, a trasformarsi rapidamente in pioggia e a fondere il manto nevoso già presente.

 

Per quanto riguarda le Alpi, la neve dovrà attendere almeno la metà del mese e, anche in quel caso, si tratterà di accumuli modesti, confinati a quote piuttosto elevate, indicativamente superiori ai 1000-1200 metri. L’atmosfera sarà molto umida, ma anche altrettanto mite. E comunque non si vedono perturbazioni degne di nota. Potrebbero essere leggere spolverate.

 

Anticiclone particolarmente mite soprattutto al Centro Sud. La carta è riferita a mercoledì 14 gennaio. In tal frangente le temperature in montagna sarebbero positive anche oltre 2000 metri, fondendo in fretta il manto nevoso caduto, soprattutto nell’Appennino.

 

Cambiamento a fine mese?

Bisogna andare assolutamente con i piedi di piombo. Secondo alcune elaborazioni del modello GFS, si intravede infatti la possibilità di un nuovo flusso di masse d’aria molto fredde. Il tutto a cominciare dal 20-22 gennaio. Va  sottolineato che si tratta, al momento, di una tendenza ancora incerta e poco definita, data la distanza temporale superiore ai dieci giorni. Che non è certo poco.

 

Non possiamo dire se ci sarà una nuova occasione di neve, oppure se verrà vanificata. Le premesse potrebbero esserci, con tanti se e con tanti ma. Non diamo ulteriori dettagli. Bisogna attendere. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per scoprire come evolverà il tutto!

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: accumuli nevosiaggiornamenti meteoalpianomalie termicheanticicloneanticiclone subtropicaleappenniniAROMEARPEGEcambiamento climaticoECMWFflussi d’aria freddafreddogennaio 2026gfsICONmeteoneveneve al Centro Italianeve al Nord Italiaperturbazioniprecipitazioniprevisioni meteotemperatureValpadana
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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