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In questi giorni il Mediterraneo centrale e l’Italia sono interessati da un temporaneo, moderato promontorio anticiclonico, il quale porta condizioni di diffusa stabilità su gran parte del paese. La pressione è in aumento pressoché ovunque, sia in quota che al suolo, con valori qui anche di un certo rilievo, tra 1022 e 1026 hpa, quelli massimi al Sud, quelli meno alti via via verso il Nord.

Naturalmente, come è tipico delle alte pressioni invernali, anticiclone non vuole dire stabilità e sole ovunque. Per via dell’umidità pregressa, anche dei bassi strati piuttosto raffreddati, in seguito alle irruzioni fredde dei giorni trascorsi, è presente, infatti, una diffusa condensazione bassa, con copertura nuvolose su molte aree del territorio.

 

In particolare, oggi, ma anche domani e poi ancora più nei giorni a seguire, le regioni settentrionali, o buona parte di esse, e quelle del medio e alto Tirreno, anche la Campania, sono e sarebbero costantemente interessate da nubi, le quali, localmente, potrebbero arrecare, non per azione depressionaria, per lo meno nell’immediato, piuttosto per influenza di umidità marittima, anche qualche pioggia. E’, questo, il caso della Liguria, specie centro orientale e localmente della Toscana settentrionale.

Va, tuttavia, evidenziato che progressivamente, verso metà settimana, inizierebbe a farsi sentire una maggiore influenza di aria umida oceanica, quindi la pressione andrebbe progressivamente diminuendo, a iniziare dalle regioni del Nord, con l’arrivo di nubi sempre più compatte e con tendenza a maggiore instabilità, magari anche di un certo rilievo al Nordovest e su alto Tirreno.

 

Da venerdì 16, più nubi e piogge anche in Sardegna e qualche pioggia più debole verso la Sicilia, poi verso l’estremo Sud, Calabria e settori ionici un po’ tutti, quindi anche su Sud Lucania e Puglia. Le uniche aree che, fino a domenica 18, rimarrebbero ancora all’asciutto, sarebbero le regioni del medio Adriatico, quelle relative appenniniche, anche diffusamente la Campania e il resto della Lucania.

Un’azione instabile più decisa, però, prenderebbe piede a inizio della prossima settima, quindi per la fase tra lunedì 19 e martedì 20. Dal settore iberico, infatti, avanzerebbe con determinazione una più ampia bassa pressione in isolamento su quei comparti europei sudoccidentali, ma in spostamento e in approfondimento ulteriore, proprio tra lunedì 19 e martedì 20, verso il Mediterraneo centro-occidentale, più esattamente tra Baleari, Tunisia, Nord Algeria e poi nostre due isole maggiori.

 

Dunque, per quella fase sarebbero attese 24/36 ore di maltempo, probabilmente il più intenso della serie, anche più di quello pregresso al Nordovest, e in particolare tra le due isole maggiori e anche la Calabria. Su queste tre regioni, potrebbero aversi accumuli significativi di pioggia, nell’ordine anche di 100/200 mm in 24 ore, con rischio di possibili, locali dissesti.

Le aree più esposte, stando al quadro attuale, ma naturalmente suscettibile di apprezzabili modifiche ancora, sarebbero quelle sarde centro orientali, diffusamente la Sicilia, qui di più i settori orientali tra Catanese e Messinese, poi anche buona parte della Calabria specie ionica. Importanti precipitazioni, magari qui per fase più breve, potrebbero arrivare verso il 20 anche fino alla Lucania meridionale.

 

Fase di maltempo anche intenso, specie sulle are citate, a inizio della settimana prossima, tuttavia per quella fase, le piogge raggiungerebbe un po’ tutte le regioni, dove più, dove meno, con avvento di circolazione instabile per tutti che potrebbe protrarsi anche a diversi giorni successivi, per di più anche con quadro termico in progressivo calo dal 21/22.

Ulteriori dettagli sull’evoluzione nel medio e lungo termine nei nostri quotidiani aggiornamenti.   Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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