(METEOGIORNALE.IT) Sembrava quasi una promessa mantenuta, quel freddo intenso che ha inaugurato il 2026. Un inizio d’anno che ha fatto battere i denti a milioni di americani, portando il gelo fin dove solitamente non osa, come nel profondo Midwest o lungo le coste nord-occidentali della Florida. Eppure, guardando le ultime elaborazioni modellistiche, si ha l’impressione che l’atmosfera stia giocando a dadi con le stagioni. Diciamolo chiaramente: l’inverno sta per tirare i remi in barca, lasciando spazio a una vampata di calore che ha dell’incredibile.
Dalle gelate ai valori estivi
Osservando la mappa delle anomalie termiche, quella vasta macchia rossa che si espande sugli Stati Uniti centrali e meridionali non lascia spazio a dubbi. La circolazione atmosferica ha deciso di cambiare registro, e lo farà in modo brusco. Se fino a ieri si parlava di brividi e cappotti pesanti, dalla prossima settimana la musica cambia.
Le proiezioni indicano massime diffuse tra i 70 e gli 80 gradi Fahrenheit nel sud del Paese. Facendo una rapida conversione per i nostri standard, stiamo parlando di temperature che schizzeranno tra i 21°C e i 27°C. Insomma, valori che sanno di primavera inoltrata, se non addirittura di inizio estate in alcune zone, nel pieno cuore di Gennaio. Un salto termico violento, capace di disorientare non solo le persone, ma l’intera vegetazione.
Lo zampino dell’Amplificazione Artica
Ma perché assistiamo a questi sbalzi così repentini? Non è solo “il tempo che cambia”, c’è qualcosa di più profondo nei meccanismi del nostro pianeta. Gli esperti puntano il dito verso l’Amplificazione Artica. In pratica, il Polo Nord si sta scaldando molto più velocemente rispetto alle medie latitudini; questo riduce il contrasto termico che solitamente tiene teso e vigoroso il flusso a getto (il “nastro trasportatore” delle perturbazioni).
Quando il getto rallenta, inizia a ondulare vistosamente, come un fiume pigro che crea grandi anse. È proprio questa debolezza che favorisce gli scambi meridiani estremi: prima permette al gelo artico di sprofondare fin sulla Florida (come successo a inizio anno), e subito dopo consente all’aria subtropicale di risalire indisturbata verso il Canada.
Una pausa lunga, forse troppo
Non si tratterà di una fiammata di 24 ore. L’alta pressione sembra intenzionata a mettere radici, bloccando la porta alle discese fredde per i prossimi 7-10 giorni. Di ondate di gelo, all’orizzonte, non se ne vedono. L’inverno, quello vero, sembra quasi voler scomparire dalle carte meteo del Nord America, sostituito da un’anomalia positiva che coprirà gran parte della nazione.
Siamo di fronte all’ennesima prova di come il clima stia perdendo le sue mezze misure, regalandoci (si fa per dire) un’altalena continua tra estremi opposti.
Fonti e approfondimenti:
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Arctic Program
- NASA – Global Climate Change: Vital Signs of the Planet
- World Meteorological Organization (WMO) – State of the Global Climate
- National Snow and Ice Data Center (NSIDC) – Arctic Sea Ice News
- Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) – Reports

