
(METEOGIORNALE.IT) Tra la sera di martedì 6 gennaio e la giornata di giovedì 8, le regioni più esposte saranno Marche, Abruzzo e Molise, dove non si esclude il ritorno della neve fino a quote molto basse, in alcuni casi anche prossime alla pianura.
Si tratterà di un peggioramento tipico delle irruzioni fredde da nord e nord-est, con aria gelida nei bassi strati e la possibile formazione di una depressione sul Tirreno, in grado di richiamare umidità verso l’Adriatico. Proprio l’incontro tra aria fredda e correnti più umide sarà l’elemento decisivo per stabilire dove e quanta neve cadrà.
Marche: attenzione soprattutto al settore settentrionale
Nelle Marche, in particolare nelle zone interne e nel settore settentrionale della regione, le condizioni appaiono favorevoli a nevicate fino in pianura, specie tra la notte e la mattina di mercoledì 7 gennaio. In queste aree, se lo strato d’aria fredda nei bassi livelli riuscirà a resistere, i fiocchi potrebbero raggiungere anche le zone costiere.
Più a sud, verso le basse Marche, la neve resta possibile ma con fenomeni più irregolari e discontinui, alternati a fasi di pioggia fredda.
Abruzzo: fiocchi possibili fino ai fondovalle
Sull’Abruzzo, soprattutto lungo il versante adriatico e nelle aree interne, il segnale invernale è piuttosto solido. La quota neve potrebbe scendere fino a 200–300 metri, coinvolgendo colline e fondovalle tra la sera del 6 e la giornata del 7 gennaio.

Sulle zone costiere la situazione sarà più delicata: basterà una lieve variazione delle temperature o dell’intensità delle precipitazioni per passare rapidamente dalla pioggia alla neve, rendendo lo scenario molto variabile da zona a zona.
Molise: imbiancate anche a bassa quota
Anche il Molise potrebbe vivere una fase invernale significativa. Le nevicate potranno interessare le aree appenniniche e spingersi localmente sotto i 300 metri, soprattutto tra martedì e mercoledì. Nelle zone più meridionali e verso il confine con Campania e Basilicata, la neve sarà più probabile a quote leggermente superiori, ma non si escludono brevi sconfinamenti verso quote più basse durante i rovesci più intensi.
Uno scenario da seguire passo dopo passo
È importante sottolineare che questo tipo di configurazione è molto sensibile a piccoli cambiamenti: la tenuta del freddo nei bassi strati e l’intensità delle precipitazioni saranno determinanti.
In sintesi, l’episodio potrebbe risultare significativo per molte aree del medio Adriatico, ma con differenze anche marcate su distanze di pochi chilometri. Per questo motivo, gli aggiornamenti delle prossime ore saranno fondamentali per definire con maggiore precisione l’evoluzione della neve.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)



