
(METEOGIORNALE.IT) Un intenso ciclone potrebbe portare uno sconquasso nel meteo del bacino del Mediterraneo. Prima di addentrarci nei dettagli, evidenziamo il fatto che sono attese precipitazioni abbondanti e persistenti, che localmente potranno assumere carattere di nubifragio, oltre a nevicate molto consistenti su Alpi e in parte Appennini.
Normale o anomalo?
Una via di mezzo. Si tratta di imponenti e importanti scambi meridiani, ovvero grandi movimenti delle masse d’aria che non seguono più una direzione prevalentemente occidentale, ma si dispongono lungo i meridiani. Ovvero da nord verso sud e viceversa. In tale contesto, correnti fredde di origine polare riescono a scendere verso latitudini più basse, coinvolgendo il Mediterraneo e creando una terra di scontri tra masse d’aria profondamente diverse.

Le date
A partire da lunedì 19 si entrerà nella fase più delicata del peggioramento. Le correnti atlantiche in arrivo andranno infatti a scontrarsi con aria più calda e umida presente sul Nord Africa. Da questa interazione nascerà un ciclone mediterraneo che, una volta formatosi, tenderà a isolarsi sui nostri mari.
Configurazioni di questo tipo sono considerate tra le più pericolose, poiché favoriscono condizioni di instabilità durature, oltre che risultare difficili da prevedere con largo anticipo. Basta lo spostamento di qualche centinaio di chilometri per far cambiare completamente un’eventuale previsioni meteo.
A titolo di esempio…
Quando un ciclone mediterraneo rimane stazionario, tende a muoversi molto lentamente, insistendo sulle stesse zone per più giorni consecutivi. Ciò comporta piogge continue e accumuli pluviometrici elevati, con il conseguente aumento del rischio di criticità idrogeologiche.
In questo caso, le aree maggiormente esposte saranno le due Isole Maggiori e i settori tirrenici di Lazio, Campania e Calabria, dove non si escludono rovesci violenti accompagnati da forti raffiche di vento. Il Nord Italia dovrebbe restare più ai margini, con un richiamo sciroccale che dovrebbe portare maltempo soprattutto sul Piemonte.

Clima comunque mite
Sul fronte neve, le temperature saranno molto miti per essere il cuore di gennaio e il richiamo di venti meridionali limiteranno le nevicate alle quote più elevate. La neve cadrà copiosa oltre i 1300 metri sulle Alpi e sopra i 1700-2000 metri lungo l’Appennino. Gli accumuli previsti potrebbero essere molto abbondanti. Si tratta quindi di condizioni meteo di stampo prettamente autunnale più che invernali.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
