
(METEOGIORNALE.IT) Ma che fine ha fatto il freddo artico? Dov’è la neve? Le premesse di un inverno nevoso in pianura sono venute meno nelle ultime settimane, considerando che a prendere in mano le redini del gioco sono state le perturbazioni atlantiche. Il freddo artico arriva a singhiozzi, come successo tra Capodanno e l’Epifania, unico momento in cui i fiocchi di neve sono arrivati a quote molto basse su diverse regioni. Poi poco o nulla: anzi, il freddo sembra essere scomparso e non si mostrerà nemmeno nei giorni della Merla.
Giorni della Merla: niente gelo
Sia chiaro, non farà nemmeno caldo. Parliamo di temperature in linea col periodo, soprattutto tra il 30 e il 31 gennaio, ma con certezza affermiamo che questi giorni della Merla non saranno i più freddi dell’anno. La tradizione, dunque, non sarà rispettata.
In questo finale di gennaio le temperature massime oscilleranno tra 7 e 14°C, risultando un po’ più alte al Sud e un po’ più basse al Nord. In ogni caso non saranno sufficienti per l’arrivo della neve a bassa quota, nonostante il passaggio di varie perturbazioni che quasi senza sosta continueranno ad affluire all’interno del Mediterraneo. Si tratta di perturbazioni atlantiche, quindi caratterizzate da masse d’aria non particolarmente fredde, ma quantomeno molto turbolente e instabili. La pioggia certamente non manca e quantomeno un po’ di neve alle alte quote.
Dove pioverà di più durante i giorni della Merla
Durante i giorni della Merla arriveranno altri fronti instabili da Ovest, pronti a investire soprattutto le regioni del Sud e del basso Tirreno. Le aree più esposte saranno:
- Calabria tirrenica
- Sicilia settentrionale
- Campania
Qui si prevedono le piogge più corpose. Arriverà poco o nulla invece al Nord, dove avremo un clima abbastanza freddo ma nel complesso asciutto.
Il freddo artico c’è, ma resta lontano
E in tutto questo che fine ha fatto il freddo artico? Le fredde correnti artiche e anche quelle continentali ci sono, ma al momento non sono in grado di arrivare nel Mediterraneo. Tutto il gelo è confinato tra:
- Russia europea
- Scandinavia
- Polonia
- Ucraina
- Paesi baltici
In queste aree le temperature sono davvero proibitive, addirittura inferiori ai -20°C su molte città dell’Est. Tuttavia la particolare configurazione barica che si è innescata nelle ultime settimane impedisce l’arrivo del freddo a latitudini più basse, mentre le perturbazioni atlantiche fanno la voce grossa sul Mediterraneo e sull’Europa occidentale. Addirittura nei primi giorni di Febbraio spunta la mitezza africana, soprattutto tra sud Italia e Grecia, per un paio di giorni, tutto mentre sull’est Europa il gelo continuerà a a dominare la scena.
L’inverno non è finito
Questo però non significa che l’inverno si concluderà senza sussulti del gelo. Anzi, occorre precisare che il vortice polare continua a essere fortemente frammentato e destabilizzato, e così sarà anche nel corso di febbraio. Insomma, ci saranno altre potenziali occasioni di freddo e neve in Europa e in Italia, ma serviranno i giusti incastri atmosferici per permettere la discesa del gelo e della neve proprio sulle nostre regioni.
Fonti e modelli previsionali
Per l’analisi dell’evoluzione atmosferica sono stati consultati i principali modelli meteo globali:
Global Forecast System (GFS) – NOAA/NCEI
https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast
ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
https://www.ecmwf.int/en/forecasts
NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov (METEOGIORNALE.IT)
