
(METEOGIORNALE.IT) Due giorni di tepore, non di più, quelli previsti ad inizio febbraio. Una toccata e fuga del caldo africano, ma sufficiente per farci dimenticare in fretta che ci troviamo in pieno inverno e che la strada per l’estate è ancora molto lunga. In effetti, le temperature previste la prossima settimana sono davvero ragguardevoli e nulla hanno a che vedere con il periodo in cui ci troviamo. La prima ondata di caldo africano dell’anno andrà in scena, ma non su tutta Italia.
È importante sottolineare come episodi di questo tipo, seppur brevi, rappresentino una sorta di “assaggio” di ciò che diverrà sempre più frequente con il passare delle settimane. Il mese di febbraio, infatti, pur restando pienamente invernale, segna l’inizio di una lenta ma costante transizione energetica dell’atmosfera, soprattutto alle basse latitudini.
La prima ondata di caldo entra in scena
Si tratterà di un fronte caldo molto vigoroso, legato strettamente a un ciclone che prenderà vita sull’Africa nord-occidentale. Potrebbe rivelarsi una configurazione abbastanza simile al ciclone africano della scorsa settimana, quello che ha duramente colpito l’estremo Sud con mareggiate e piogge torrenziali. Ovviamente è ancora presto per dire che il prossimo ciclone sarà identico al precedente, ma la configurazione di base che porterà alla sua nascita appare molto simile.
I cicloni africani rappresentano una delle figure bariche più insidiose per il Mediterraneo, proprio perché nascono in un ambiente estremamente ricco di energia termica e vengono poi innescati dall’ingresso di aria più fresca in quota di origine atlantica. Il contrasto tra queste masse d’aria genera vortici molto profondi, capaci sia di richiamare caldo intenso verso nord sia, successivamente, di produrre fasi di maltempo severo.
Ciclone nordafricano, un altro problema in vista
Parliamo di una classica saccatura fresca di origine atlantica che ad inizio febbraio si fionderà prima sulla Penisola Iberica e successivamente su Marocco e Algeria. Proprio sulle coste africane, dove si trova la catena montuosa dell’Atlante, si svilupperà una depressione orografica che, nei giorni successivi, potrebbe evolvere in un autentico ciclone pronto a investire il Mediterraneo tra il 5 e il 6 febbraio.
La presenza dell’Atlante gioca un ruolo cruciale in questi scenari: l’impatto delle correnti in quota contro la catena montuosa favorisce la nascita di minimi barici nei bassi strati, successivamente alimentati dal calore latente delle acque relativamente miti del Mediterraneo. È proprio questo meccanismo che rende i cicloni nordafricani difficili da inquadrare con largo anticipo.

Prima il caldo, poi il possibile peggioramento
Ma facciamo un passo indietro. Prima di questo ipotetico forte peggioramento andrà in scena la tanto annunciata ondata di caldo. Il ciclone nordafricano, situato tra Marocco e Algeria, potrebbe innescare la risalita di un flusso tiepido nordafricano verso il Sud Italia e le isole maggiori, tra martedì 3 e mercoledì 4 febbraio.
Le regioni più esposte al rialzo termico saranno:
- Sicilia
- Calabria
- Basilicata
- Puglia
- Campania
- Molise
- Sardegna
Due giorni di tepore improvviso, con la colonnina di mercurio vicina o superiore ai 20°C su molte località del Sud e delle isole. I venti di libeccio e ostro, a tratti forti, favoriranno temperature eccezionali soprattutto su:
- Palermitano
- Messinese
Qui le massime potrebbero toccare 25–26°C, come se ci trovassimo in piena primavera. Valori fino a 22–23°C su Calabria, Basilicata e Puglia, 20–21°C su Molise, Campania e Sardegna. Temperature tutt’altro che invernali, chiaro segnale di un Nord Africa sempre più energetico.
Perché il caldo africano arriva così presto
Questi valori elevati non sono casuali, ma rappresentano la diretta conseguenza di un Sahara che già a febbraio inizia a riscaldarsi in modo più deciso rispetto ai mesi precedenti. Il deserto africano funge da enorme serbatoio di calore e, quando le correnti lo consentono, questo surplus energetico viene rapidamente trasportato verso nord, investendo il Mediterraneo centrale.
Del resto, con l’aumentare dei minuti di luce e dell’intensità dei raggi solari, a oltre un mese di distanza dal solstizio d’inverno, è naturale che le temperature inizino pian piano a salire sul deserto del Sahara e su tutta la fascia sub-tropicale. Gioco forza, qualsiasi avvezione da sud diventerà via via sempre più tiepida con il passare delle settimane.
Fonti e modelli previsionali
Per questa analisi sono stati consultati i principali centri meteorologici internazionali e i relativi modelli globali: (METEOGIORNALE.IT)
- GFS – Global Forecast System (NOAA/NCEI)
https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast - ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
https://www.ecmwf.int/en/forecasts - NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
https://www.noaa.gov
