
(METEOGIORNALE.IT) Da alcuni mesi a questa parte abbiamo ampiamente trattato l’argomento riguardante La Nina e le ripercussioni meteo climatiche globali che un fenomeno di tale portata ha avuto e sta avendo sull’andamento dell’Inverno 2025-2026
Non soltanto La Nina, piuttosto una combinazione di diversi fattori che determinano una cronica debolezza del Vortice Polare. Sono temi che continueremo ad affrontare durante le prossime settimane, anche perché da qui a Marzo abbiamo il sentore – sulla base delle consuete analisi modellistiche – che le dinamiche invernali possano proseguire con una certa incisività. Anche sulle nostre regioni.
Riprendendo il discorso “La Nina” possiamo senz’altro confermare quel che era emerso non tanto tempo fa, ovvero un repentino cambiamento di regime nelle anomalie termiche delle acque superficiali del Pacifico Equatoriale. Ricordiamoci, infatti, che La Nina è il frutto di anomalie termiche negative, mentre El Nino è esattamente il fenomeno opposto. Quindi dettato da acque pacifiche equatoriali più calde del normale.
Ed è ciò che sta per accadere, tant’è che tutte le più autorevoli proiezioni modellistiche confermano un passaggio di regime nel corso delle prossime settimane. In questo momento, infatti, il Pacifico Equatoriale è condizionato da venti zonali in rapida accelerazione, il che significa molto semplicemente trasporto d’aria mite con conseguente riscaldamento delle acque superficiali.
La Nina dovrebbe spegnersi rapidamente, al suo posto dovrebbe subentrare El Nino e dovrebbe prendere il sopravvento durante la stagione primaverile.
Viene da chiedersi, quindi, che ne sarà della seconda parte dell’Inverno. Viene da chiedersi, quindi, se l’attuale accelerazione del Vortice Polare è legata a quel tipo di pattern. In realtà no, al momento non c’è alcun legame. Attualmente stiamo assistendo alle “normalissime” contrazioni ed espansioni stagionali del Vortice Polare, soprattutto stiamo assistendo alle “normalissime” interazioni tra troposfera e stratosfera.
Che poi pattern come La Nina, El Nina, la QBO e via discorrendo possano incidere su tali interazioni è cosa nota. Pur non scordandoci, per quel che riguarda l’Europa, che l’Atlantico è il termoregolatore più importante. Giusto sottolinearlo, perché spesso ci si dimentica di quanto possa essere impattante sull’andamento delle nostre stagioni.
Comunque, il ritorno di El Nino sulla scena climatica globale promette ripercussioni dirompenti. Il centro di calcolo europeo, giusto per citarne uno, propone già dei cambiamenti imponenti sull’andamento primaverile. A partire dalla seconda metà di Febbraio e fino ad Aprile, infatti, le correnti zonali potrebbero riprendere il sopravvento pilotando aria umida e mite su gran parte del vecchio continente.
Ed ecco quindi che l’ultimo step invernale e gran parte della Primavera potrebbero caratterizzarsi per temperature superiori alle medie stagionali. Ma anche per precipitazioni particolarmente abbondanti, frutto di frequenti assalti depressionari di matrice oceanica. Vedremo, fatto sta che il ritorno di El Nino potrebbe realmente impattare pesantemente tanto sulla Primavera quanto sulla prossima Estate. E non solo… (METEOGIORNALE.IT)
