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Che gelo Lunedì, sotto zero su gran parte d’Italia, poi svolta totale

Brusco calo delle temperature nelle prossime ore su tutta Italia, ma ondata di gelo fugace. Cambio di rotta ad inizio settimana.

Raffaele Laricchia di Raffaele Laricchia
11 Gen 2026 - 15:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Aria molto fredda proveniente dai Balcani sta attraversando in queste ore il Mar Adriatico e si sta gettando sul Centro-Sud, causando un netto rinforzo del vento di Maestrale e soprattutto un brusco calo delle temperature. Possiamo definirla la terza ondata di freddo di questo inizio del nuovo anno, che avrà come obiettivo quello di riportare la colonnina di mercurio sotto lo zero su molte regioni. Piomberà il gelo nella notte di lunedì, ma non durerà a lungo.

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Gelo troppo veloce, qualche fiocco in arrivo

Questa ondata di freddo sarà estremamente rapida e marginale, tanto che non porterà quasi assolutamente accumuli di neve al suolo. Avremo solo qualche centimetro di accumulo oltre i 600 metri tra Abruzzo e Molise grazie all’effetto stau, ovvero l’accrescimento verticale delle nubi sui versanti sopravento dell’Appennino, indotto dal sollevamento forzato dell’umidità.

In altre parole, a ridosso delle montagne le precipitazioni diventano un po’ più sostanziose e permettono l’arrivo di nevicate con qualche centimetro di accumulo soprattutto alle medio-alte quote, mentre più in basso troviamo solo qualche fiocco svolazzante.

 

Dove potrà comparire qualche fiocco

  • Abruzzo e Molise oltre i 600 m
  • Zone appenniniche soggette a stau
  • Pianure tra Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata con solo fiocchi coreografici

 

Apice del gelo tra notte e primo mattino

L’apice del freddo lo avremo soprattutto in Puglia, dove scorreranno temperature di circa -8 °C a 1500 metri di altitudine, valori consoni per la neve in pianura ma di fatto mancherà la materia prima, ovvero l’instabilità. Insomma, non ci saranno precipitazioni, se non qualche fiocco di neve qua e là fino in pianura ma assolutamente senza accumuli.

Ci sarà invece tanto vento, che andrà ad acutizzare la percezione del freddo, già di per sé molto elevata.

Nel corso della notte di lunedì e al primo mattino il vento inizierà rapidamente ad attenuarsi e il cielo diventerà sereno su gran parte d’Italia. Proprio in questo frangente si attiverà un potente irraggiamento notturno che farà letteralmente crollare la colonnina di mercurio su tutto lo Stivale.

 

 

Le minime più basse attese

  • Regioni centrali
  • Valli, conche e doline interne
  • Altipiani appenninici

 

Quello di lunedì sarà un risveglio davvero rigido, soprattutto per le regioni centrali, dove si prevedono temperature minime di gran lunga sotto lo zero. Nelle aree interne, nelle conche, nelle valli e nelle doline si ipotizzano minime fino a -10 °C nelle aree interne dell’Abruzzo e addirittura fino a -15 °C sugli altipiani. Città come L’Aquila potrebbero registrare minime al di sotto dei -5 °C.

 

Gran gelo anche in Val Padana, con minime ovunque sotto lo zero e picchi di -4/-5 °C nelle piccole località e nei centri rurali. Farà molto freddo anche sul Meridione, dove avremo temperature attorno allo zero in pianura e fino a -2 °C in collina tra Puglia, Basilicata e Campania.

 

Dopo il gelo, svolta con l’alta pressione

Ma, come specificato poc’anzi, il gelo non durerà a lungo. L’ondata di freddo si sposterà velocemente verso Est, sulla Penisola Balcanica e la Grecia, mentre alle sue spalle si rinforzerà l’alta pressione subtropicale, che sarà effettivamente la protagonista del tempo dei prossimi giorni.

La sua azione sarà maggiore sulle regioni del Centro-Sud, dove avremo un consistente aumento delle temperature entro il 15 gennaio, mentre al Nord e sul medio-alto Tirreno troveremo maggiore nuvolosità, che inibirà l’aumento delle temperature.

In ogni caso il freddo artico batte in ritirata per almeno 10 giorni. Dopo questa parentesi anticiclonica pare proprio che torneranno le perturbazioni atlantiche, però questa volta sprovviste di aria molto fredda, come invece accaduto negli ultimi assalti del maltempo.

 

Fonti e modelli di riferimento

Per delineare questo scenario di gelo e la successiva svolta atmosferica sono stati consultati i principali modelli previsionali internazionali, in particolare il GFS (https://www.ncep.noaa.gov), il centro europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e le analisi ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov). (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: freddogelometeoprevisionitemperature
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Raffaele Laricchia

Raffaele Laricchia

È nata in me una passione irrefrenabile per la meteorologia già dall'età di 8 anni, quando ancora si consultavano le previsioni meteo sul televideo. Ho studiato Fisica, sono diventato Tecnico Meteorologo certificato e riconosciuto dal WMO (Organizzazione Mondiale della Meteorologia) ed ora ho alle spalle già decine di migliaia di articoli di meteorologia in appena 13 anni di attività (ho 34 anni ora!). Lavoro anche come presentatore meteo presso emittenti televisive come Antenna Sud, Tele Molise, Video Calabria TV e altre regionali. Produco contenuti social di stampo meteo, dove migliaia di persone mi seguono assiduamente.

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