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GELO e NEVE, cambiano gli obiettivi: Italia coinvolta solo in parte dal 23 Gennaio

Le tendenze meteo per la fine del mese hanno subito una variazione. Esattamente come vi avevamo annunciato, il freddo ci sarà; è sicuro. Il

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Le tendenze meteo per la fine del mese hanno subito una variazione. Esattamente come vi avevamo annunciato, il freddo ci sarà; è sicuro. Il problema è che non dovrebbe puntare l’Italia. Gli ultimi Run modellistici delineano uno scenario già visto. Il fulcro del freddo resta confinato sull’Europa centrale. Qui, masse d’aria gelida di origine continentale e correnti atlantiche più miti continuano a farsi letteralmente la lotta.

Italia tagliata fuori

Ancora una volta, però, il Mediterraneo rimane ai margini di questo scontro, con l’Italia che viene interessata solo di striscio. Le perturbazioni che riescono a raggiungere le nostre latitudini hanno caratteristiche più simili all’autunno che all’inverno, portando piogge, vento e umidità. E questo va bene.

Ma Fateci un attimo caso. È rarissimo che portino nevicate diffuse. Diciamo la seguente cosa. È un copione che si ripete con regolarità da almeno dieci anni e che rappresenta una chiara spia dei cambiamenti climatici in atto nell’area mediterranea. In fondo, siamo immersi nel cosiddetto hotspot climatico. Non solo fa più caldo rispetto a un tempo, ma anche la dinamica atmosferica è profondamente cambiata.

Basti pensare che, oramai, riuscire a vivere una settimana consecutiva di condizioni pienamente invernali è diventato sempre più raro, quasi un’eccezione. A tal punto che la prima metà di gennaio ci è parsa gelida. Ma semplicemente mezzo secolo fa sarebbe passata praticamente del tutto inosservata.

Cambiamenti importanti?

Fino alla fine del mese non sono previste irruzioni fredde degne di nota sul Mediterraneo, se si escludono alcuni passaggi perturbati di origine atlantica, accompagnati da maltempo ma con temperature complessivamente miti. Al massimo, le regioni settentrionali potrebbero essere sfiorate da un leggero calo termico.

Che sarà sufficiente a riportare i valori nella media stagionale (o forse un pelo al di sotto dal 23 gennaio) e a favorire qualche nevicata sulle Alpi. Ma di grandi imbiancate in Valle Padana oppure sulle coste proprio non si vede l’ombra. Non ci sono le condizioni sinottiche idonee a dare una vera e propria svolta bianca a questa stagione.

Italia interessata solo in maniera molto marginale dal freddo di fine mese. I nuovi run modellistici lo hanno sentenziato.

Una rogna persistente

Il problema di fondo resta però strutturale. Il Mediterraneo si sta trasformando sempre più in un’area che sente molto il Global Warming. Il riscaldamento più rapido delle basse latitudini modifica la circolazione atmosferica generale, spingendo le masse d’aria fredda verso nord.

Relegando l’inverno mediterraneo ad una serie di alternanze di masse d’aria umida e secca, grigio e piovoso e poi successivamente freddo secco, ma difficilmente freddo e nevoso. È una sorta di attore che non riesce mai a dominare. E quando lo fa riesce a farlo solo per brevi periodi. Salvo poi non riuscire a nevicare in maniera diffusa perché mancano le occasioni per una dinamica meteo congrua.

Nuova possibilità di freddo a livello europeo dal 22-23 gennaio in poi, ma per il Nord Italia sarebbe un semplice leggero sotto media, mentre al Centro-Sud nemmeno ci sarebbe l’occasione di freddo.

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA,

ICON

AROME

ARPEGE

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