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Questo inverno si farร ricordare. Siamo in unโepoca di Global Warming, e questo episodio di freddo โ che in Italia si traduce in gelo solo al Nord โ non dimostra affatto che il Riscaldamento Globale sia finito, nรฉ che stiano per tornare gli inverni di una volta.
Si tratta, piuttosto, di una normale fluttuazione del tempo atmosferico, inserita allโinterno di un quadro climatico globale sempre piรน caldo. Il nostro Pianeta continua letteralmente a bollire.
ร sufficiente osservare una mappa globale per renderci conto che, stavolta, siamo noi a trovarci nel ramo delle correnti fredde.
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Cโรจ qualcosa di diverso nellโaria, una sensazione che avevamo quasi dimenticato. Guardando le ultime proiezioni del modello matematico ECMWF, la prima cosa che salta allโocchio non รจ un evento apocalittico, ma un ritorno alla normalitร che, paradossalmente, oggi ci appare come unโeccezione. Diciamolo chiaramente, quello che stiamo osservando sulle mappe per la seconda decade di Gennaio non รจ nulla che, fino a dodici o quindici anni fa, non avremmo classificato come un classico inverno mediterraneo. Eppure, la nostra percezione รจ cambiata. Ci siamo abituati a inverni scialbi, a temperature miti, e ora che le carte mostrano una configurazione barica piรน rigida, gridiamo allโevento storico.
Non lo รจ, o almeno non nel senso assoluto del termine. Tuttavia, per il Nord Italia, che continua a viaggiare su medie decisamente basse, e per lโevoluzione che si prospetta sullโEuropa, siamo di fronte a una fase meteorologica rilevante.
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LโEuropa nella morsa dellโAnticiclone Russo-Siberiano
La chiave di volta di tutta la simulazione risiede a est. ร lรฌ che bisogna guardare. Sulle distese innevate della Russia e della Scandinavia si sta consolidando una figura barica imponente: lโAnticiclone Russo-Siberiano. Non รจ una presenza timida. Si tratta di un serbatoio di aria gelida pellicolare, pesante, che tende a muoversi in modo retrogrado, ovvero da est verso ovest, contrariamente al flusso zonale classico a cui siamo abituati. Osservando lโevoluzione tra il 9 e il 16 Gennaio, si nota come questo blocco di aria fredda tenti di farsi strada verso lโEuropa Centrale.
Lโaria fredda continentale รจ una bestia difficile da prevedere. A differenza delle perturbazioni atlantiche, che hanno una dinamica piรน fluida, il freddo russo si muove rasoterra, รจ denso, e la sua espansione verso il Mediterraneo dipende da equilibri sottilissimi. Cโรจ una lotta in corso tra le correnti miti oceaniche e questo gigante gelido. Se lโalta pressione dovesse spingersi troppo a nord, permetterebbe al freddo di scivolare lungo il suo bordo orientale, puntando dritto verso i Balcani e lโItalia. E in effetti, รจ proprio questo lo scenario che il modello europeo sembra voler percorrere, pur con tutte le cautele del caso.
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LโItalia e il rebus della neve
Veniamo al dunque, ovvero a cosa accadrร sulla nostra Penisola. Le mappe mostrano chiaramente un progressivo deterioramento delle condizioni atmosferiche. Lโingresso di aria piรน fredda dalla porta della Bora o dalla Valle del Rodano non avviene mai in modo indolore quando incontra le acque del Mediterraneo. I nostri mari conservano ancora un calore latente significativo e questo contrasto termico รจ la miccia perfetta per innescare moti convettivi violenti. Non stiamo parlando solo di freddo sterile, ma di instabilitร atmosferica pura.
Attorno alla metร del mese, in particolare verso il 15 o il 16 Gennaio, si intravede la formazione di un minimo depressionario proprio sui nostri mari. ร una configurazione classica, quasi da manuale di meteorologia sinottica. Lโaria fredda scavalca le Alpi, si getta nel Mare Nostrum e genera vortici ciclonici che possono portare maltempo diffuso. Qui entra in gioco la prudenza. Parlare di accumuli nevosi precisi a questa distanza temporale รจ un azzardo che lasciamo ad altri. Tuttavia, il rischio neve cโรจ. E non parliamo solo delle cime appenniniche.
Con lo zero termico in calo drastico, specialmente al Nord Italia e lungo il versante adriatico, i rovesci potrebbero assumere carattere nevoso a quote interessanti. Durante i fenomeni piรน intensi, lโaria fredda viene trascinata verso il basso dalle precipitazioni stesse, un fenomeno noto come rovesciamento dellโaria fredda. Questo significa che potremmo vedere fiocchi, o magari gragnola e nevischio, anche laddove la temperatura al suolo sembrerebbe inizialmente troppo alta. ร quel tipo di tempo โcattivoโ, ventoso, crudo, dove la sensazione di freddo รจ amplificata dal vento (wind chill) che, come mostrano le mappe delle raffiche, soffierร forte su gran parte dello Stivale.
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La previsione a lungo termine
Bisogna perรฒ essere onesti con il lettore. Quando si analizzano mappe oltre il settimo giorno di previsione, si entra in un campo minato. La volatilitร dei modelli matematici in queste situazioni รจ estrema. Basta uno spostamento di poche centinaia di chilometri dellโasse dellโalta pressione per trasformare una ondata di gelo in una semplice rinfrescata o, al contrario, in un evento ben piรน severo. LโAnticiclone Russo รจ un gigante lento, ma basta un nulla per fermarlo o deviarlo.
Inoltre, cโรจ un fattore che non possiamo ignorare: lโamplificazione artica e i possibili disturbi al Vortice Polare. I modelli suggeriscono dinamiche di Stratwarming, ovvero un riscaldamento improvviso della stratosfera polare. Quando questo accade, il Vortice Polare puรฒ andare in crisi, frammentarsi o spostarsi, e le conseguenze a cascata sulla troposfera (dove viviamo noi) possono essere drastiche, portando il gelo a latitudini molto basse. Ma โ ed รจ un โmaโ grosso come una casa โ i tempi di risposta tra ciรฒ che accade lassรน e ciรฒ che accade quaggiรน non sono immediati e, soprattutto, non sono garantiti. Potremmo trovarci di fronte a uno stravolgimento totale della previsione dopo il 20 Gennaio. Quello che oggi sembra un ingresso diretto del freddo potrebbe trasformarsi in una interazione diversa, magari con lโAtlantico che riprende vigore spazzando via tutto, oppure con un blocco ancora piรน tenace che isola il freddo sullโItalia. Insomma, navigiamo a vista.
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Instabilitร atmosferica e contrasti: non solo freddo
Non focalizziamoci solo sul termometro. Lโaspetto piรน insidioso di questa evoluzione รจ lโenergia in gioco. Lโaria fredda che scivola sullโAdriatico o sul Tirreno crea un mix esplosivo. Le mappe della pressione atmosferica mostrano isobare fitte, segnale inequivocabile di venti intensi. Maestrale, Tramontana, Grecale: lโItalia sarร spazzata da correnti che accentueranno la sensazione di disagio fisico.
Nelle aree dove il contrasto sarร maggiore, pensiamo ad esempio alle regioni del Sud Italia o alle Isole Maggiori esposte ai venti settentrionali, i temporali potrebbero essere accompagnati da grandine o da quella neve tonda che imbianca il paesaggio in pochi minuti, creando disagi alla circolazione pur senza essere una nevicata classica.
Al Nord, invece, la situazione potrebbe essere diversa: qui il freddo tende a ristagnare nei bassi strati (il famoso โcuscinettoโ), e se lโaria umida dovesse scorrere sopra questo strato gelido, potremmo assistere a nevicate piรน organizzate, anche se al momento le precipitazioni piรน intense sembrano voler privilegiare il Centro-Sud e i versanti orientali.
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Uno sguardo verso fine mese
Proiettando lo sguardo verso lโultima parte della decade, lโincertezza regna sovrana, ma il segnale di fondo rimane quello di un inverno che vuole fare la voce grossa. Lโaria gelida accumulata sullโEuropa orientale รจ una โspada di Damocleโ. Anche se non dovesse sfondare subito, rimarrร lรฌ, a due passi da noi, pronta a approfittare di ogni minimo cedimento dellโalta pressione oceanica.
In sintesi, prepariamoci a tirare fuori sciarpe e cappotti pesanti, quelli veri. Non siamo di fronte allโera glaciale, ma a un riallineamento con la nostra storia climatica recente, quella che avevamo frettolosamente archiviato. La variabilitร sarร la vera protagonista: passeremo da momenti di sole cristallino e freddo pungente a fasi di maltempo crudo e ventoso. ร lโinverno, insomma. Quello che forse, sotto sotto, un poโ ci mancava.
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Fonte utilizzato per lโanalisi meteo
- ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts): Charts and Data Overview โ Ente di riferimento globale per la modellistica meteorologica a medio termine.
