Sembrava quasi una maledizione, diciamocelo chiaramente. Guardare le webcam delle nostre montagne mette addosso una certa tristezza, con quelle strisce bianche sparate dai cannoni in mezzo a prati che di invernale avevano ben poco. La situazione sulle Alpi, specie per le stazioni sciistiche che dovranno ospitare le attese Olimpiadi di Milano Cortina, รจ stata finora appesa a un filo. Freddo sรฌ, per fortuna, ma cieli dannatamente sereni. Si รจ sparato lโimpossibile, sfruttando le basse temperature per creare quel fondo necessario alle gare, ma tutti sappiamo che la neve artificiale, per quanto perfetta tecnicamente, non ha lo stesso fascino di un paesaggio ovattato e sommerso dal bianco naturale.
Eppure, proprio quando lโansia iniziava a serpeggiare tra gli organizzatori e gli operatori turistici, le carte meteorologiche hanno deciso di regalarci un colpo di scena. Non stiamo parlando di una spolverata coreografica, ma di un cambiamento radicale, una di quelle svolte che potrebbero salvare la faccia allโItalia davanti agli occhi di tutto il mondo.
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La svolta atlantica di metร mese
Tutto cambierร drasticamente dopo la metร di Gennaio. Se fino a ora siamo stati ostaggio di correnti secche, le proiezioni confermano lโapertura della Porta Atlantica. ร come se si fosse sbloccato un ingranaggio inceppato nellโatmosfera: perturbazioni atlantiche cariche di umiditร sono pronte a investire il Mediterraneo e lโarco alpino.
Le temperature, in questa fase, subiranno un leggero rialzo rispetto al gelo secco dei giorni scorsi, ma rimarranno pienamente invernali, perfette per garantire che le precipitazioni siano nevose. Ed รจ qui che la faccenda si fa interessante. Non vedremo pioggia in quota, ma fiocchi, tanti fiocchi. Le correnti umide impatteranno sui nostri rilievi scaricando quantitร dโacqua โ anzi, di neve โ che non vedevamo da tempo in una singola ondata. Insomma, un sospiro di sollievo collettivo.
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Analisi della nevicata: molto piรน di quanto dicano le mappe
Dando uno sguardo approfondito alle proiezioni, la situazione appare rosea, ma lโanalisi tecnica suggerisce uno scenario ancora piรน โestremoโ di quello che una semplice occhiata superficiale potrebbe suggerire.
In realtร , le dinamiche atmosferiche previste suggeriscono unโintensificazione dei fenomeni proprio a ridosso dei rilievi, per via del cosiddetto effetto โstauโ (il sollevamento forzato delle masse dโaria contro le montagne). Questo significa che, soprattutto sui settori centro-occidentali, potremmo trovarci di fronte a accumuli reali superiori del 50%, se non addirittura dellโ80%, rispetto alle stime standard dei modelli a bassa risoluzione.
Parliamo di zone cruciali. La Lombardia, il Trentino e la Valle dโAosta sono nel mirino di quella che potremmo definire una โbomba nevosaโ. E cโรจ un altro dettaglio fondamentale: la quota neve. Se le mappe spesso faticano a leggere i dettagli orografici delle valli piรน strette, lโaria fredda che ristagna nei bassi strati permetterร alla neve di scendere ben piรน in basso di quanto rappresentato graficamente.
Non solo sopra i 1500 o 1600 metri, ma anche le localitร a quote inferiori, quelle che spesso negli ultimi anni sono rimaste a secco, vedranno il paesaggio trasformarsi. Immaginate accumuli che in alcuni casi potrebbero raddoppiare le previsioni automatiche, seppellendo letteralmente le piste e garantendo quel โtesorettoโ di manto nevoso indispensabile per le competizioni. ร lo scenario che tutti aspettavano.
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Il meteo perfetto per le Olimpiadi
Non poteva andare meglio di cosรฌ, davvero. Questa configurazione sembra disegnata a tavolino per le esigenze di Milano Cortina. Avere una nevicata cosรฌ massiccia poco prima dellโevento รจ una manna dal cielo, ma il vero capolavoro atmosferico arriva dopo. Verso la fine del mese, infatti, i modelli indicano un nuovo calo termico.
Cosa significa questo in termini pratici, al di lร dei tecnicismi? Significa che tutta quella neve fresca, che cadrร ย in abbondanza, verrร immediatamente consolidata dal freddo successivo. Niente scioglimento precoce, niente โpappaโ sulle piste. Si creerร un fondo compatto e naturale, che unito alla neve artificiale giร presente garantirร condizioni di gara eccezionali.
Inoltre, non รจ escluso che altre perturbazioni possano seguire questa prima ondata, magari meno violente, ma utili per il mantenimento estetico del paesaggio. Per un evento che mette lโItalia in vetrina, lโestetica conta eccome. Vedere le nostre montagne pelate sarebbe stato un colpo durissimo allโimmagine turistica nazionale; vederle cariche di metri di neve รจ la migliore pubblicitร possibile.
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La fine dellโincubo dei โnon-inverniโ
Bisogna ammetterlo, veniamo da un periodo difficile. Gli ultimi inverni sono stati spesso disastrosi, dei โnon-inverniโ che hanno messo in ginocchio lโeconomia della montagna. Molte stazioni sciistiche, specialmente quelle sotto i 1600 o 1700 metri di quota, hanno faticato a restare aperte o hanno dovuto chiudere i battenti molto prima di Pasqua.
Abbiamo visto stagioni in cui la neve arrivava solo a Maggio, fuori tempo massimo, o inverni dominati dallโanticiclone africano che portava temperature primaverili a Gennaio. Questa volta, la musica sembra cambiata. Lโarrivo di queste perturbazioni atlantiche intense, proprio nel cuore della stagione, ci riporta a una normalitร climatica che avevamo quasi dimenticato.
La quantitร di neve prevista sul settore centrale e occidentale delle Alpi รจ tale da farci dimenticare le recenti sofferenze. ร una boccata dโossigeno per gli albergatori, per i gestori degli impianti e, ovviamente, per gli atleti che arriveranno da ogni angolo del globo, dallโEuropa allโAmerica, per gareggiare sulle nostre nevi.
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Uno sguardo ai prossimi giorni
Insomma, preparate le pale. Se le previsioni verranno confermate, e tutto lascia pensare che sarร cosรฌ, ci aspetta una seconda parte di Gennaio vecchia scuola. La combinazione tra le forti nevicate in arrivo e il successivo calo termico creerร quella stabilitร del manto nevoso che รจ il sogno di ogni sciatore e la salvezza per un evento complesso come le Olimpiadi.
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Monitoreremo con attenzione lโevoluzione, ma la tendenza รจ chiara: lโinverno, quello vero, ha deciso di presentarsi allโappuntamento piรน importante, vestendo a festa le nostre montagne proprio quando ne avevamo piรน bisogno. Ma attenzione, non vuol dire che sono tornati gli inverni di una volta, questa รจ unโoccasione, il prossimo inverno vedremo che succederร . Ma con lโAmplificazione Artica abbiamo la possibilitร per alcuni anni, di osservare taluni inverni anche con la neve come succedeva anni fa.
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Credit
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- NOAA Climate Prediction Center โ International Desks
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- Nature Climate Change โ Mountain Snowpack Research
- IPCC โ Climate Change and Cryosphere
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