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      Home ยป Colpo di scenba: neve a palate verso la Milano Cortina. Olimpiadi super nevose
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      Colpo di scenba: neve a palate verso la Milano Cortina. Olimpiadi super nevose

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 07/01/2026
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      8 Min Lettura
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      Contents
        • La svolta atlantica di metร  mese
        • Analisi della nevicata: molto piรน di quanto dicano le mappe
        • Il meteo perfetto per le Olimpiadi
      • La fine dellโ€™incubo dei โ€œnon-inverniโ€
        • Uno sguardo ai prossimi giorni

      Sembrava quasi una maledizione, diciamocelo chiaramente. Guardare le webcam delle nostre montagne mette addosso una certa tristezza, con quelle strisce bianche sparate dai cannoni in mezzo a prati che di invernale avevano ben poco. La situazione sulle Alpi, specie per le stazioni sciistiche che dovranno ospitare le attese Olimpiadi di Milano Cortina, รจ stata finora appesa a un filo. Freddo sรฌ, per fortuna, ma cieli dannatamente sereni. Si รจ sparato lโ€™impossibile, sfruttando le basse temperature per creare quel fondo necessario alle gare, ma tutti sappiamo che la neve artificiale, per quanto perfetta tecnicamente, non ha lo stesso fascino di un paesaggio ovattato e sommerso dal bianco naturale.

      Eppure, proprio quando lโ€™ansia iniziava a serpeggiare tra gli organizzatori e gli operatori turistici, le carte meteorologiche hanno deciso di regalarci un colpo di scena. Non stiamo parlando di una spolverata coreografica, ma di un cambiamento radicale, una di quelle svolte che potrebbero salvare la faccia allโ€™Italia davanti agli occhi di tutto il mondo.

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      La svolta atlantica di metร  mese

      Tutto cambierร  drasticamente dopo la metร  di Gennaio. Se fino a ora siamo stati ostaggio di correnti secche, le proiezioni confermano lโ€™apertura della Porta Atlantica. รˆ come se si fosse sbloccato un ingranaggio inceppato nellโ€™atmosfera: perturbazioni atlantiche cariche di umiditร  sono pronte a investire il Mediterraneo e lโ€™arco alpino.

      Le temperature, in questa fase, subiranno un leggero rialzo rispetto al gelo secco dei giorni scorsi, ma rimarranno pienamente invernali, perfette per garantire che le precipitazioni siano nevose. Ed รจ qui che la faccenda si fa interessante. Non vedremo pioggia in quota, ma fiocchi, tanti fiocchi. Le correnti umide impatteranno sui nostri rilievi scaricando quantitร  dโ€™acqua โ€” anzi, di neve โ€” che non vedevamo da tempo in una singola ondata. Insomma, un sospiro di sollievo collettivo.

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      Analisi della nevicata: molto piรน di quanto dicano le mappe

      Dando uno sguardo approfondito alle proiezioni, la situazione appare rosea, ma lโ€™analisi tecnica suggerisce uno scenario ancora piรน โ€œestremoโ€ di quello che una semplice occhiata superficiale potrebbe suggerire.

      In realtร , le dinamiche atmosferiche previste suggeriscono unโ€™intensificazione dei fenomeni proprio a ridosso dei rilievi, per via del cosiddetto effetto โ€œstauโ€ (il sollevamento forzato delle masse dโ€™aria contro le montagne). Questo significa che, soprattutto sui settori centro-occidentali, potremmo trovarci di fronte a accumuli reali superiori del 50%, se non addirittura dellโ€™80%, rispetto alle stime standard dei modelli a bassa risoluzione.

      Parliamo di zone cruciali. La Lombardia, il Trentino e la Valle dโ€™Aosta sono nel mirino di quella che potremmo definire una โ€œbomba nevosaโ€. E cโ€™รจ un altro dettaglio fondamentale: la quota neve. Se le mappe spesso faticano a leggere i dettagli orografici delle valli piรน strette, lโ€™aria fredda che ristagna nei bassi strati permetterร  alla neve di scendere ben piรน in basso di quanto rappresentato graficamente.

      Non solo sopra i 1500 o 1600 metri, ma anche le localitร  a quote inferiori, quelle che spesso negli ultimi anni sono rimaste a secco, vedranno il paesaggio trasformarsi. Immaginate accumuli che in alcuni casi potrebbero raddoppiare le previsioni automatiche, seppellendo letteralmente le piste e garantendo quel โ€œtesorettoโ€ di manto nevoso indispensabile per le competizioni. รˆ lo scenario che tutti aspettavano.

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      Il meteo perfetto per le Olimpiadi

      Non poteva andare meglio di cosรฌ, davvero. Questa configurazione sembra disegnata a tavolino per le esigenze di Milano Cortina. Avere una nevicata cosรฌ massiccia poco prima dellโ€™evento รจ una manna dal cielo, ma il vero capolavoro atmosferico arriva dopo. Verso la fine del mese, infatti, i modelli indicano un nuovo calo termico.

      Cosa significa questo in termini pratici, al di lร  dei tecnicismi? Significa che tutta quella neve fresca, che cadrร ย  in abbondanza, verrร  immediatamente consolidata dal freddo successivo. Niente scioglimento precoce, niente โ€œpappaโ€ sulle piste. Si creerร  un fondo compatto e naturale, che unito alla neve artificiale giร  presente garantirร  condizioni di gara eccezionali.

      Inoltre, non รจ escluso che altre perturbazioni possano seguire questa prima ondata, magari meno violente, ma utili per il mantenimento estetico del paesaggio. Per un evento che mette lโ€™Italia in vetrina, lโ€™estetica conta eccome. Vedere le nostre montagne pelate sarebbe stato un colpo durissimo allโ€™immagine turistica nazionale; vederle cariche di metri di neve รจ la migliore pubblicitร  possibile.

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      La fine dellโ€™incubo dei โ€œnon-inverniโ€

      Bisogna ammetterlo, veniamo da un periodo difficile. Gli ultimi inverni sono stati spesso disastrosi, dei โ€œnon-inverniโ€ che hanno messo in ginocchio lโ€™economia della montagna. Molte stazioni sciistiche, specialmente quelle sotto i 1600 o 1700 metri di quota, hanno faticato a restare aperte o hanno dovuto chiudere i battenti molto prima di Pasqua.

      Abbiamo visto stagioni in cui la neve arrivava solo a Maggio, fuori tempo massimo, o inverni dominati dallโ€™anticiclone africano che portava temperature primaverili a Gennaio. Questa volta, la musica sembra cambiata. Lโ€™arrivo di queste perturbazioni atlantiche intense, proprio nel cuore della stagione, ci riporta a una normalitร  climatica che avevamo quasi dimenticato.

      La quantitร  di neve prevista sul settore centrale e occidentale delle Alpi รจ tale da farci dimenticare le recenti sofferenze. รˆ una boccata dโ€™ossigeno per gli albergatori, per i gestori degli impianti e, ovviamente, per gli atleti che arriveranno da ogni angolo del globo, dallโ€™Europa allโ€™America, per gareggiare sulle nostre nevi.

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      Uno sguardo ai prossimi giorni

      Insomma, preparate le pale. Se le previsioni verranno confermate, e tutto lascia pensare che sarร  cosรฌ, ci aspetta una seconda parte di Gennaio vecchia scuola. La combinazione tra le forti nevicate in arrivo e il successivo calo termico creerร  quella stabilitร  del manto nevoso che รจ il sogno di ogni sciatore e la salvezza per un evento complesso come le Olimpiadi.

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      Monitoreremo con attenzione lโ€™evoluzione, ma la tendenza รจ chiara: lโ€™inverno, quello vero, ha deciso di presentarsi allโ€™appuntamento piรน importante, vestendo a festa le nostre montagne proprio quando ne avevamo piรน bisogno. Ma attenzione, non vuol dire che sono tornati gli inverni di una volta, questa รจ unโ€™occasione, il prossimo inverno vedremo che succederร . Ma con lโ€™Amplificazione Artica abbiamo la possibilitร  per alcuni anni, di osservare taluni inverni anche con la neve come succedeva anni fa.

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      Credit

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      • NOAA Climate Prediction Center โ€“ International Desks
      • ECMWF โ€“ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • Nature Climate Change โ€“ Mountain Snowpack Research
      • IPCC โ€“ Climate Change and Cryosphere

      ย 

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      TAG:alpi occidentalimeteo gennaiomilano cortinaneve lombardiaOlimpiadi invernaliperturbazione atlanticaprevisioni neve
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