
(METEOGIORNALE.IT) C’è il concreto rischio di vivere un inverno d’altri tempi, se le proiezioni meteo che ci arrivano dai centri di calcolo trovassero conferma, con l’anticiclone russo protagonista. Manca ancora molto tempo, ma tutto sembra convergere verso una nuova fase rigida, a livello europeo, per la parte conclusiva di gennaio.
Il freddo di quest’inizio gennaio ha determinato una prima svolta di un inverno che era partito in sordina. Un’ondata di gelo ha coinvolto un’ampia porzione d’Europa e ora il freddo tende a mantenersi nonostante un cambio di circolazione, grazie all’estesa copertura nevose presente in molte nazioni del Continente.
Il nostro Paese è risultato coinvolto solo in parte da questo grande freddo, sufficiente per far crollare le temperature. Vedere temperature così rigide, come quelle che si sono misurate in gran parte del Paese con picchi sotto i -10 gradi, appare piuttosto sorprendente di questi tempi.
Questo freddo è apparso più eccezionale di quanto fosse realmente solo perché non eravamo più abituati. In realtà abbiamo solo ritrovato quella dinamicità invernale tipica della stagione che favorisce fasi fredde. Ondate di gelo di queste proporzioni come quella che ha colpito possono sempre verificarsi.
Gelo potenzialmente intenso in rotta a fine mese fin sul Mediterraneo
Il freddo ritrovato non mette certo in discussione il riscaldamento globale e gli inverni sempre più caldi nel trend generale. Le ondate di freddo intenso semplicemente sono meno frequenti e durature rispetto al passato, ma quando si presentano con la giusta configurazione possono occasionalmente risultare estreme.
Nei prossimi giorni l’inverno tornerà a mascherarsi d’autunno, ma durerà poco. Diverse simulazioni dei modelli di calcolo ci indicano che si avrà una nuova marcata recrudescenza invernale sull’Europa nella parte conclusiva di gennaio. L’Italia potrebbe facilmente essere coinvolta almeno in parte.
Il Vortice Polare si mostrerà ancora fiacco e questo favorirà la nuova formazione di un anticiclone di blocco alle alte latitudini, probabilmente con il concorso dell’alta pressione siberiana. Il serbatoio gelido russo potrebbe quindi far sentire il proprio respiro verso i Balcani, l’Europa Centrale e poi l’Italia a partire dal 24/26 gennaio.
Chi ha pensato ad un inverno già in fase calante dovrà ricredersi. Come già accaduto in quest’avvio di gennaio, l’Italia potrebbe trovarsi terreno di contesa tra questi flussi gelidi continentali e masse d’aria più miti oceaniche. Queste sono le condizioni ideali per favorire scenari meteo con neve in pianura e sulle coste.
Questo articolo è redatto da parte dell’autore, tenendo conto dei più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), interpretati per le previsioni e l’evoluzione meteo. (METEOGIORNALE.IT)



