
(METEOGIORNALE.IT) Importanti novità per quanto riguarda gli scenari meteo per febbraio. I modelli numerici, specifici di questo settore, stanno progressivamente aumentando la probabilità di un possibile Stratwarming improvviso, o di tipo Major (SSW) nella prima parte di febbraio. Oltretutto, emergono pure segnali che risultano coerenti anche nelle configurazioni medie del vortice polare. Ma vediamo nel dettaglio cosa potrebbe succedere.
Analizziamo il pattern
Negli aggiornamenti più recenti la media del vento zonale a 10 hPa evidenzia una chiara tendenza verso l’indebolimento. Lo si può notare molto bene nell’immagine sottostante. Questo fenomeno porta progressivamente verso una possibile inversione dei venti a circa 25-30 km di quota proprio all’inizio di febbraio.
Quando il flusso occidentale in stratosfera rallenta in maniera significativa, aumenta la probabilità che il Vortice Polare subisca un allungamento o addirittura una rottura. Insomma, aumentano le possibilità per avere una colata fredda in Europa. Ma andiamo per gradi, senza correre.
Chiariamo subito il concetto
Come sempre accade in campo meteo, è comunque essenziale evitare conclusioni affrettate. La semplice osservazione di una mappa non implica automaticamente che si verifichi uno split confermato o addirittura un riscaldamento stratosferico improvviso.
La conferma tecnica richiede un’inversione netta e persistente del vento zonale a 10 hPa. Quella che abbiamo mostrato è una mappa delle medie. Non è una certezza. Di conseguenza, pur in presenza di segnali in crescita, la situazione rimane ancora da consolidare nei prossimi run modellistici. Serviranno quindi ulteriori aggiornamenti nei prossimi periodi per dare la conferma ufficiale.

Non cadiamo in fase di conclusioni
Infine, è importante sfatare un mito diffuso, che però spesso e volentieri passa in secondo piano. La presenza di uno SSW non garantisce sempre effetti al suolo. Anche se l’evento dovesse verificarsi, ciò non implica che masse d’aria fredda raggiungano necessariamente il Mediterraneo.
Tutto dipende dalla capacità del segnale stratosferico di propagarsi verso il basso. Prima cosa. E seconda cosa, forse è ancora più complicata: la riorganizzazione della circolazione troposferica sull’Europa. Quindi, qualora dovesse verificarsi intanto si deve propagare verso il basso e poi la discesa della massa gelida deve colpire proprio l’Italia. Stiamo parlando di due condizioni particolarmente difficili da effettuare. Ecco perché è opportuno seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire meglio l’evoluzione.
Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
