Dicembre prosegue per il momento all’insegna del meteo decisamente poco invernale. Prendendo spunto dalle ultime proiezioni dei modelli matematici, sembra che a ridosso di Natale si assisterà ad un cambiamento di scenario importante in tutta Europa, che promette bene.
L’incertezza è ancora d’obbligo. Non sarebbe nulla di memorabile, ma basterebbe per ritornare a configurazioni meteo invernali che non si sono viste facilmente negli ultimi anni. Probabilmente si potrebbe verificare una prima significativa irruzione di aria artica verso l’Europa Centro-Orientale.
Il trampolino di lancio sarà rappresentato dal massiccio inserimento di un’alta pressione sulla Scandinavia. Il flusso freddo o gelido di provenienza russa, scorrendo sul bordo meridionale della figura anticiclonica, potrebbe raggiungere l’Italia in modo importante, riportando di colpo l’inverno che quasi non ricordiamo.
Aumenta quindi l’ottimismo per gli amanti di freddo e neve. Ormai anche sperare in un inverno semplicemente normale, come quelli di non tanti anni fa, sembra davvero complicato. Alla fin fine ci si accontenterebbe di poco, ci vuole pochissimo a far meglio degli ultimi anni.
Al momento non si possono certo fare previsioni precise, non resta che andare step by step. Nell’ambito di un inverno probabilmente mite, ci potrebbe essere spazio per qualche episodio di freddo acuto invernale. Non sarebbe affatto una novità. Tutto questo non toglie la possibilità di un evento gelido importante.
Solo i sognatori e gli amanti di neve e gelo sperano in un Inverno memorabile, ma la realtà con cui dobbiamo fare i conti è ben diversa e gli ultimi inverni stanno lì a dimostrarlo. Vale sempre la pena raccontare il meteo del passato, raffrontarlo con quello che viviamo questi anni.
La mente corre al Gennaio 1985 e a certe similitudini
L’evoluzione degli inverni negli ultimi decenni è sotto gli occhi di tutti, con la normalità del passato che appare stravolta e fluttuazioni sempre più forti verso il riscaldamento. Vediamo il memorabile inverno del 1985, uno degli ultimi davvero glaciali. Eppure un’ondata di gelo di quel tipo può sempre ripetersi.
La prima metà di Dicembre del 1984 trascorse con l’anticiclone mite in buona parte dell’Europa. Erano condizioni tipiche, nessuno poteva aspettarsi un’ondata di gelo storica. Nel frattempo, la Scandinavia rimaneva sotto l’influenza di correnti atlantiche umide e relativamente tiepide.
I modelli matematici di previsione indicavano uno Stratwarming, che avrebbe potuto causare una destabilizzazione del Vortice Polare. Di conseguenza, alcune regioni del nostro Emisfero potevano sperimentare ondate di freddo potenzialmente rilevanti. Questo era la vera novità.
Uno Stratwarming non implica necessariamente nevicate o gelo in Italia, ma in questo caso fu determinante. La vera ondata di gelo si è scatenò più avanti, nella terza decade di Dicembre nell’Europa Nord-Orientale, preludio a quello che sarebbe successo dopo sul resto del Continente e sull’Italia.
Un confronto con il 1984 può essere utile di come certi cambiamenti possono manifestarsi all’improvviso. Naturalmente poi ogni anno fa storia a sé ed è innegabile che il clima si sia completamente stravolto rispetto a 40 anni fa. Gli estremi di gelo possono però sempre accadere sullo scenario meteo europeo.