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Scenari meteo prima di Natale stravolti, vi diciamo tutte le novità emerse

Davide Santini di Davide Santini
15 Dic 2025 - 11:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Importante cambiamento nelle tendenze meteo per il periodo natalizio. Lo scenario attualmente ipotizzato suggerisce infatti una possibile attenuazione della spinta delle correnti occidentali. Contrariamente a quanto si era annunciato tempo fa, la possibilità di avere le festività sotto flusso umido e piovoso sta aumentando di percentuale. Ma in questo articolo andiamo a scoprire che cosa potrebbe accadere.

 

Il pattern meteorologico

È previsto uno spostamento dell’alta pressione verso latitudini più settentrionali, aprendo così un varco all’ingresso di masse d’aria più fredde. In tale contesto, l’inverno potrebbe riuscire finalmente a guadagnare terreno sul bacino centrale del Mediterraneo, grazie all’afflusso di correnti di origine artica. Il tutto accompagnato dalla formazione di sistemi depressionari ben strutturati.

 

Potrebbero esserci tantissime perturbazioni tra gli ultimissimi giorni della seconda decade e il periodo prima di Natale. Indicativamente Tra il 18 e il 23. Seguiranno importanti aggiornamenti, ma i modelli cominciano a inquadrare la situazione.

 

Un cambiamento netto?

In particolare, il modello GFS ipotizza uno scenario decisamente interessante dal punto di vista sinottico. Verrebbe infatti a delinearsi una sorta di ponte tra l’anticiclone delle Azzorre e quello russo-scandinavo. Questa configurazione favorirebbe una disposizione delle figure bariche tale da intrappolare, tra l’Europa centrale e l’Italia, un vortice ciclonico ricco di aria fredda e caratterizzato da condizioni di spiccato maltempo. Sarebbe qualcosa di prettamente invernale. O comunque di acceso maltempo. Non si vedrebbero le condizioni idonee ad avere stabilità e clima mite come sovente è capitato negli ultimi anni.

 

Non è un Run isolato

A supporto di questa tendenza non vi è soltanto il modello GFS. Anche altre simulazioni, come quelle fornite dal centro europeo ECMWF, sembrano convergere verso un’interpretazione simile almeno nel lungo termine. Chiariamo subito il concetto. Non possiamo parlare di previsioni meteo ma di scenari. Uno scenario indica eventualmente se, dal punto di vista probabilistico, è più facile avere maltempo, freddo, oppure mite e soleggiato.

 

Curiosità attorno al 20 dicembre

Alla luce di queste ipotesi, vi mostriamo una mappa attorno al 20 dicembre. Questa possibile irruzione invernale rappresenterà l’inizio di una fase più duratura, con un progressivo rafforzamento del freddo e della neve anche a bassa quota? Oppure si tratterà di un episodio temporaneo, destinato a esaurirsi rapidamente e a lasciare nuovamente spazio all’espansione dell’alta pressione?

 

Importante e profonda area di maltempo nell’ultima decade di dicembre. Ci potrà essere neve a bassa quota attorno al periodo natalizio? Potrebbero salire le quotazioni…

 

Un’ultima delucidazione

Oltretutto, il fatto che i modelli a lunga gittata abbiano così cambiato le carte in tavola deriva dal fatto che è l’atmosfera rimane comunque dinamica. Questo vuol dire che il freddo poco prima del Natale potrebbe effettivamente realizzarsi. E soprattutto non dovrebbe essere una semplice toccata e fuga. Ma mancano ancora parecchi giorni e quindi vi invitiamo a seguire i nostri aggiornamenti meteo.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anticiclone delle Azzorreanticiclone russo-scandinavoaria articaAROMEARPEGEcambiamento meteoCorrenti Occidentalidinamica atmosfericaECMWFfreddogfsICONinvernoirruzione freddaItaliamaltempoMediterraneo centralemeteo natalemodelli meteoNatale 2025neve a bassa quotaperturbazionipioggeponte anticiclonicoprevisioni a lungo termineprevisioni meteo natalescenario meteotendenze meteovortice ciclonico
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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