L’anno nuovo è ormai imminente e sembra voglia riservarci grosse sorprese. L’esordio del 2026 sarà freddissimo, da Nord a Sud, grazie all’intrusione di aria gelida artica sul Mediterraneo: già la notte di Capodanno sarà davvero rigida, con temperature sotto lo zero su gran parte dello Stivale. Tuttavia si tratterà di freddo secco, senza neve.
Ma i primi fiocchi bianchi del nuovo anno, e dell’inverno, potrebbero arrivare a bassa quota durante il weekend.
Arriva la neve dal Weekend?
L’inizio dell’anno sarà dunque molto freddo ma avaro di precipitazioni, poiché il cuore della perturbazione gelida non avrà la forza sufficiente per attraversare i Balcani e il Mar Adriatico. Per affluire sul Mediterraneo sceglierà la via occidentale, ovvero circumnavigare l’arco alpino attraversando Germania e Francia per poi fiondarsi sul Mediterraneo occidentale nei primi giorni di gennaio.
Questo passaggio chiave implica il ritorno delle perturbazioni da ovest, a loro volta alimentate da queste fredde correnti in alta quota.
Maltempo e neve in arrivo da ovest
Le nubi e le piogge potrebbero pian piano conquistare il nostro Stivale tra il 2 e il 3 gennaio, soprattutto le regioni del Nord e del medio-alto Tirreno, che sono sempre le più esposte alle perturbazioni di origine atlantica.
Ma oltre al maltempo è molto probabile l’arrivo della neve a bassissima quota o addirittura in pianura sulle regioni settentrionali per due motivi fondamentali:
- Afflusso di aria fredda dal Rodano, che dilagherà su tutto il Settentrione mantenendo molto basse le temperature
- Passaggio di perturbazioni cariche di precipitazioni che scorreranno sopra l’aria fredda stagnante in Val Padana
Weekend sotto osservazione
Il momento cruciale potrebbe essere proprio il primo weekend del 2026, quando si verificherebbe questo connubio perfetto secondo il Centro Meteo americano GFS. Nel corso di domenica 4 gennaio la neve potrebbe arrivare a bassissima quota o in pianura su:
- Lombardia
- Emilia-Romagna
- Trentino-Alto Adige
- Veneto
- Friuli Venezia Giulia
Lo zero termico potrebbe scivolare fino a 100–200 metri di altitudine su gran parte del Nord-Est, un fattore chiave per l’arrivo della neve in pianura, come non succedeva da anni.
Questa previsione, però, è ancora in cerca di conferme o smentite, considerando che si tratta di una dinamica delicata e strettamente legata alla formazione di un minimo di bassa pressione sul Mar Ligure durante il weekend.
ECMWF più prudente
Ad esempio, il Centro Meteo europeo ECMWF ritarda l’arrivo della neve in pianura sulle regioni del Nord al giorno dell’Epifania, ovvero martedì 6 gennaio. In ogni caso, sembra proprio il Nord Italia il settore nel mirino della prima neve dell’anno in pianura, mentre sul resto d’Italia, almeno fino all’Epifania, sarà molto difficile rivedere la neve a bassa quota.
Fonti e modelli consultati
Per elaborare questa tendenza meteo ho confrontato le ultime proiezioni dei principali centri di calcolo internazionali, facendo riferimento ai dati di GFS (https://www.ncep.noaa.gov), ECMWF (https://www.ecmwf.int) e NOAA (https://www.noaa.gov).