
(METEOGIORNALE.IT) L’alta pressione arrivata in Italia da un paio di giorni non durerà a lungo. Sole e bel tempo lasceranno molto presto spazio alle fredde correnti nord-orientali, che faranno precipitare le temperature in ogni angolo d’Italia, facendoci assaporare connotati da pieno inverno come non capitava da qualche anno. In verità si tratterà di una sferzata fredda relativamente secca, perché la parte più attiva della perturbazione gelida resterà al di là dell’Adriatico e non avrà la forza sufficiente per approdare in Italia. Ma attenzione, perché l’arrivo della neve in pianura potrebbe essere rimandato solo di qualche giorno.
Prima il gran freddo, poi neve in pianura?
Il calo termico appena citato arriverà sul finire dell’anno, in particolar modo tra martedì sera, mercoledì (giorno di San Silvestro) e giovedì, ovvero all’esordio del 2026. Il freddo proveniente dai Balcani farà precipitare le temperature su tutto lo Stivale, portandole fino a 8°C sotto le medie tipiche del periodo.
Ad esempio:
- Su buona parte della Val Padana avremo temperature massime nel giorno di San Silvestro tra 4 e 5°C
- Sulle coste del versante Adriatico a malapena si raggiungeranno i 7°C
L’apice del freddo verrà raggiunto nella notte di Capodanno, quando le minime scivoleranno senza freni sotto lo zero su buona parte d’Italia.
Tutto questo, però, avverrà in un contesto relativamente secco e con cielo sereno, eccezion fatta per qualche piovasco di passaggio nella giornata di martedì 30. Ma l’arrivo della neve in pianura, come detto, potrebbe essere rimandato solo di pochi giorni.
La strada occidentale del gelo e il ritorno del maltempo
Gli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteo mostrano quale sarà l’evoluzione di tutto questo gelo presente sull’Est Europa. Non avendo la forza sufficiente per superare i Balcani e raggiungere l’Italia centro-meridionale, l’aria fredda sarà costretta ad aggirare l’arco alpino, attraversando l’Europa centrale per poi fiondarsi su Francia, Spagna e Mediterraneo occidentale.

Questa traiettoria occidentale comporterà:
- lo sviluppo di depressioni molto insidiose sull’Europa occidentale (perturbazioni atlantiche)
- il ritorno di maltempo organizzato in Italia tra il 3 e il 6 gennaio
Trattandosi di perturbazioni provenienti da ovest, l’impatto maggiore si avrà su Nord Italia e medio-alto Tirreno, ed è proprio su questi settori che potrebbe arrivare la neve a bassa quota. Sul centro-sud, invece, prevarranno i venti di scirocco molto meno freddi.
Nord Italia nel mirino della neve in pianura
In particolar modo spicca il Nord Italia. Qui l’aria fredda si accumulerà con maggiore facilità, poiché le correnti nord-orientali aggireranno l’arco alpino e si getteranno sul Mediterraneo attraverso la Valle del Rodano. Il freddo si insedierà nei bassi strati subito dopo Capodanno, creando un potenziale cuscinetto di aria fredda.
Ed ecco che con l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, potrebbero verificarsi nevicate a quote molto basse o addirittura in pianura, dal Piemonte al Veneto. I fiocchi bianchi potrebbero raggiungere le pianure attorno al 5 gennaio, ma manca ancora tempo e saranno necessari ulteriori aggiornamenti per rendere questa previsione più affidabile.
Fonti e modelli di riferimento
Per questa analisi mi sono basato sul confronto delle principali simulazioni modellistiche internazionali, utilizzando come riferimento: (METEOGIORNALE.IT)
- GFS → https://www.ncep.noaa.gov
- ECMWF → https://www.ecmwf.int
- NOAA → https://www.noaa.gov
