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Per decenni il famoso โcuscinetto freddoโ della Pianura Padana era un elemento meteo quasi scontato. Puntualmente, ogni anno, compariva con regolaritร allโinizio di dicembre, si rafforzava nel corso di gennaio e spesso riusciva a reggere fino alla seconda metร di febbraio. Oggi quello scenario appartiene sempre piรน alla memoria climatica.
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Non a caso, gli inverni si sono fatti mediamente piรน miti, le irruzioni fredde meno persistenti e la possibilitร di neve letteralmente crollata. Eppure, nonostante questa debolezza, quando il cuscinetto dโaria gelida riesce ancora a formarsi puรฒ paradossalmente provocare piรน nevicate di un tempo. Ma comโรจ possibile questo fatto? Lo scopriamo in questo articolo.
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Le condizioni
Non รจ per forza necessario che il freddo ristagni per mesi. ร sufficiente un periodo relativamente breve caratterizzato da una forte inversione termica. Bastano cinque o sette giorni. Soprattutto con un anticiclone non particolarmente forte nรฉ caldo che รจ capace di far mantenere il freddo nella Conca Padana.
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Ed รจ proprio in questo contesto che entra in gioco il fattore decisivo: una serie di incastri. Se, mentre il lago dโaria fredda รจ ancora forte e ben strutturato, sopraggiunge una perturbazione atlantica ricca di umiditร , le condizioni diventano ideali per eventi nevosi di grande portata. ร successo in passato e, non รจ un paradosso, potrebbe capitare anche in condizioni di global warming.
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La legge fisica
Lโaria piรน calda e umida tende a scorrere sopra lo strato gelido senza riuscire inizialmente a scalzarlo. Questo meccanismo, noto come nevicata da sovrascorrimento, รจ uno dei processi piรน classici della climatologia invernale del Nord Italia. ร studiato nei libri di scienza.
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Ma cโรจ un grosso problema rispetto a qualche decennio. Le masse dโaria in arrivo dal Mediterraneo e dallโAtlantico sono oggi decisamente piรน calde. Secondo la fisica dellโatmosfera, e in particolare lโequazione di Clausius-Clapeyron, unโaria piรน calda รจ in grado di trattenere quantitร di vapore acqueo molto maggiori. Questo significa precipitazioni piรน intense. Basti pensare a quanto siano diventate violente le piogge. Nubifragi estremi nella stagione calda e precipitazioni fortissime anche fino a ottobre inoltrato.
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Il Vortice Polare
Sappiamo che รจ una sorta di trottola che gira sopra i poli. ร una semplificazione forte ma si puรฒ fare cosรฌ. In questo caso perรฒ va distinto nella sua componente stratosferica e troposferica. Attualmente, il Vortice Polare Stratosferico mostra segnali di instabilitร , legati a ripetuti riscaldamenti della stratosfera.
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Nella remota ipotesi che questa fragilitร dovesse culminare in un evento di riscaldamento stratosferico maggiore (il cosiddetto major), i venti zonali potrebbero invertirsi, con effetti dirompenti sulla circolazione invernale. Una simile evoluzione aumenterebbe sensibilmente il rischio di irruzioni gelide di matrice siberiana nel cuore dellโinverno. Un poโ come รจ successo nelle ultime ondate di gelo forti, come nel 2012 e il 2018.
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Nel frattempoโฆ
I Vortice Troposferico appare giร debole. Abbiamo trattato delle ondate di gelo ripetute nel Nord America. Ma cosa dicono le proiezioni? Nelle prossime settimane potrebbe giungere un nuovo impulso freddo sul continente, in un periodo dellโanno in cui il soleggiamento รจ minimo e il suolo ha giร perso gran parte del calore accumulato. Ciรฒ aumenta la probabilitร di neve a quote molto basse, ovviamente sono solo probabilitร non stiamo parlando di certezze. A maggior ragione quando trattiamo tendenze meteo a lungo termine.
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ID 1647148 | Snowstorm ยฉ
Jeff Stein | Dreamstime.com
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La Niรฑa
A completare questo quadro particolarmente complesso, parliamo di questa teleconnessione che storicamente favorisce configurazioni di blocco sullโAtlantico, deviando le perturbazioni verso traiettorie piรน fredde. ร un ulteriore elemento da tenere sottโocchio. Giova ricordare questo ai nostri lettori. Si tratta di eventi poco frequenti. Ma non possiamo escluderli. A maggior ragione nel caso di estremizzazione meteo.
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Ricordiamo che la Pianura Padana, con la sua particolare orografia, resta uno dei luoghi piรน predisposti in Europa allโintrappolamento dellโaria fredda e allโamplificazione delle precipitazioni. E anche se veniamo da annate non particolarmente favorevoli alla neve, bisogna ricordare che nulla ci vieta che ci sia un episodio di neve anche forte.
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Le considerazioni finali
Non sappiamo se questo scenario si realizzerร questโanno. ร molto poco probabile. Ma non impossibile. Rimarchiamo perรฒ il seguente fatto. Il clima che conoscevamo non esiste piรน. La frequenza con cui nevicava cโรจ la scorderemo per sempre. Il cuscinetto dโaria fredda รจ comunque ancora una pedina fondamentale di questo scacchiere.
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E quando incontrerร le perturbazioni giuste, la Val Padana potrebbe ritrovarsi, ancora una volta, sotto una coltre bianca capace di sorprendere tutti. Ovviamente non si puรฒ dare con certezza questo evento meteo. Magari sarร un altro inverno scialbo. Ma intanto la possibilitร , pur decisamente remota, cโรจ ancora e non la vogliamo escludere a priori.
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Credit
Global Forecast System del NOAA,ย
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
American Meteorological Society