
(METEOGIORNALE.IT) Quello che vogliamo fare in questo articolo non è una semplice previsione meteo. Anche perché, sanno bene i nostri lettori, è assolutamente impossibile stilare dettagli precisi a oltre un mese. Nei prossimi paragrafi analizzeremo tre tendenze diverse. Tutte possibili, anche se altre più probabili e altre ancora di meno.
Scenario 1: il prolungato dominio dell’anticiclone
Uno degli scenari più probabili vede il consolidamento dell’anticiclone di matrice subtropicale, come è già successo tante volte negli ultimi anni. Il famoso anticiclone “mangia-inverno”. Questo porterebbe a condizioni di stabilità, con temperature miti soprattutto in quota, mentre in pianura si potrebbero manifestare fenomeni di inversione termica e nebbie dense.
In questa configurazione, oltre alle temperature al di sopra della media, avremmo pure un grosso deficit idrico. E questo non è affatto una buona cosa soprattutto per le regioni del Sud, che proprio in questo periodo dovrebbero avere l’apice delle piogge annuali.
Opzione 2: veloce ingresso di aria gelida da est
Un’altra ipotesi, sebbene meno frequente nelle ultime annate, riguarda un temporaneo indebolimento dell’alta pressione sul suo lato orientale. Ciò consentirebbe l’arrivo di un flusso di aria più fresca dai quadranti orientali. Questa eventualità comporterebbe un calo termico marcato nelle regioni orientali, le adriatiche e in parte il Sud.
In Valle Padana, ad esempio, non comporterebbe alcun tipo di precipitazione nevosa ma si instaurerebbe un buon cuscino freddo. Ma è altamente probabile che potrebbe essere solo un episodio veloce. Oramai questo tipo di pattern meteo dura davvero pochi giorni. E tutto torna come prima.
Ipotesi 3: aria continentale freddissima
Tra le ipotesi più interessanti c’è quella di un’incursione di aria molto fredda di origine continentale. Chiariamo subito il concetto. È di gran lunga la meno probabile. Questo ingresso di masse d’aria gelide dai Balcani, tipico delle configurazioni invernali.
Qualora dovesse mai accadere potrebbe portare un drastico abbassamento delle temperature, con fenomeni di gelo notturno e possibili nevicate a bassa quota sulle regioni orientali e meridionali. Questo era il pattern meteo più frequente nelle ondate di gelo più toste del secolo passato. Non che non possa ri-verificarsi, ma sappiamo che le sue probabilità sono davvero bassissime.
Ultima eventualità: il mite flusso atlantico
Anche questa non è da escludere qualora Il vortice polare fosse piuttosto forte. Sappiamo che, in tale opzione, possibilità di avere freddo alle Basse latitudini è praticamente nulla. E allora via libera al passaggio di perturbazioni provenienti dall’Oceano Atlantico, ovviamente se l’alta delle Azzorre non fosse di mezzo.
Tale configurazione potrebbe portare piogge più diffuse, soprattutto al Nord Italia, mentre il Meridione sarebbe investito da clima molto mite e soleggiamento generoso. Ribadiamo il concetto. Sono solo ipotesi meteo, che andranno ovviamente vagliate nelle prossime settimane. (METEOGIORNALE.IT)
