
(METEOGIORNALE.IT) Stiamo per concludere un mese di dicembre a due velocità. Quasi ossimoriche. La prima è che abbiamo avuto condizioni meteo di forte stabilità e clima molto mite per buona parte del mese. La seconda è che stiamo vivendo un periodo molto perturbato, ma tutt’altro che invernale.
Le piogge sono state particolarmente irregolari, molto abbondanti al Nord-Ovest, in alcune zone delle due Isole Maggiori e in Toscana. Ma non possiamo certo parlare di precipitazioni democratiche per tutta l’Italia. Per non parlare della neve.

La situazione attuale
Queste manifestazioni, unite al fatto che abbiamo vissuto un mese dicembrino caldissimo su tutta Europa, evidenziano chiaramente le anomalie di un inverno che fatica a prendere marcia. A titolo di esempio, guardiamo un altro fatto. La nebbia, che dovrebbe essere una presenza tipica nelle pianure del Nord durante questa stagione, risulta assente o poco diffusa.
Allo stesso tempo, la neve alpina natalizia è inferiore alle medie attese, anche se in questa fase sta nevicando tantissimo, ma solo a quote novembrine. Ancora più critica è la situazione dell’Appennino, dove le nevicate sono state sporadiche e limitate alle cime più alte, per poi scomparire rapidamente sotto l’azione dell’alta pressione. Non è un pattern meteo invernale. Assolutamente.
Stravolgimento totale
Tutto questo si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione delle stagioni. Sempre più spesso si parla di condizioni meteo estreme. Ma ce ne siamo accorti un po’ in tutte le stagioni. Le condizioni intermedie diventano rare: o si registrano temperature eccezionalmente elevate o, quando arriva il freddo, esso si manifesta in modo brusco.
Ovviamente, lo stesso vale per le precipitazioni, che risultano o eccessivamente abbondanti e concentrate in brevi periodi, oppure del tutto assenti, causando gravi deficit idrici in molte zone. Si passa magari da cinque o sei mesi molto sotto le medie a due mesi iper piovosi. E viceversa.

La Svolta a gennaio?
Resta quindi da capire se il primo mese del 2026 potrà segnare un punto di svolta. È possibile che dopo questa lunga fase mite si assista a un ritorno del freddo, anche se le simulazioni modellistiche non indicano con certezza un’ondata fredda generalizzata su tutta la Penisola.
Anzi, sembra proprio che il grande nocciolo gelido previsto posta finire decisamente più a oriente. Mentre salgono le quotazioni per l’alta pressione. In fondo, anche il vortice polare dovrebbe ricompattarsi. Quindi stiamo parlando di una serie di tasselli che vanno contro gelo e neve a bassa quota. Non resta che capire se avremo brevi fasi stampo invernale e lunghe fasi meteo di stabilità e clima mite. Cosa che potrebbe essere realmente così.

Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus (METEOGIORNALE.IT)
