
(METEOGIORNALE.IT) Ci sono importanti novità per quanto riguarda le tendenze meteo dei primissimi giorni del 2026. In una prima fase l’aria fredda arriverebbe su suolo italiano da Est e Nord-Est. In questa configurazione atmosferica, le regioni settentrionali dell’Italia si troverebbero in una posizione di sottovento rispetto alle correnti principali.
Questo favorirebbe condizioni di tempo stabile, con cieli prevalentemente sereni o poco nuvolosi. Le precipitazioni nevose, in questo contesto, sarebbero quindi limitate quasi esclusivamente alle aree alpine prossime ai confini. Pioggia e temporali invece sarebbero molto più diffusi sulle aree adriatiche e In alcune zone del Sud, ben esposte a tale tipo di correnti.
Novità importante
Mancano ancora parecchi giorni e dobbiamo necessariamente evidenziare il fatto che parliamo di tendenze e non di previsioni meteo. Alcune simulazioni dei principali modelli ipotizzano una discesa più diretta della massa d’aria di origine artica verso la penisola, in particolar modo su una parte delle zone di Ponente.
In questo caso, si verrebbe a creare un minimo barico tra il Mar Ligure e il Mar Tirreno, una configurazione favorevole allo sviluppo di precipitazioni diffuse e soprattutto richiamerebbe aria fredda che consentirebbe la discesa della neve a quote più interessanti.
Non possiamo ancora dire a livello di pianura o di collina, però sicuramente nevicherà a quote meno elevate degli ultimi peggioramenti tra Natale e Santo Stefano. Ricordiamo che, in linea generale, la quota neve dipenderebbe in modo determinante dalla quantità di aria fredda effettivamente in grado di penetrare sul territorio.

Diamo le date
Qualora uno scenario meteo di questo tipo dovesse concretizzarsi tra il 2 e il 4 gennaio, il modello ECMWF evidenzia la possibilità di accumuli nevosi anche significativi sulle zone del Nord, ovviamente bisogna aspettare per sapere ulteriori dettagli.
Resta infine aperta la questione sulla possibile evoluzione successiva: questo eventuale episodio freddo potrebbe rimanere isolato oppure essere seguito da ulteriori configurazioni simili? Le tendenze meteo che si spingono più in là suggeriscono che entro il periodo dell’Epifania potrebbe riprendere un flusso più mite di origine occidentale.
Non sarebbe alta pressione. Ma precipitazioni diffuse in un clima più mite. Vedremo effettivamente se appena dopo Capodanno ci sarà l’occasione per qualche sorpresa bianca a bassa quota. In fondo, spesso gennaio è stato poco solerte a fasi meteo nevose negli ultimi tempi…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
