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La svolta prima di Natale: sbuca il gelo siberiano e per l’Italia arriva una sorpresa evidente

Dicembre estremo: alta pressione, freddo nordamericano e possibile svolta prima di Natale

Federico De Michelis di Federico De Michelis
07 Dic 2025 - 18:10
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News, Zoom
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(METEOGIORNALE.IT) Com’era nelle attese, il mese di Dicembre sta diventando estremamente variabile. Osserviamo nelle proiezioni questa fase di alta pressione che, a dire il vero, non mi spaventa affatto, anche perché era previsto un periodo anticiclonico. Questo, soprattutto, è in risposta al fatto che nel Nord America si sta verificando una fortissima ondata di freddo con fenomeni davvero estremi, con temperature che in alcune località non si raggiungevano da oltre quarant’anni, come ad esempio nel Québec: qui siamo in Canada.

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Questa ondata di freddo, tra l’altro, sarà l’anteprima di ulteriori episodi, in quanto il Nord America è estremamente vulnerabile sia al fatto che c’è un Vortice Polare debole sia a un altro evento che è stato classificato negli anni recenti, chiamato Amplificazione Artica. Questo genera, nel Nord America, per l’appunto, un susseguirsi di ondate di freddo. Inoltre, poi, c’è la La Niña e di questo non bisogna dimenticarsene. Ma, effettivamente, siccome noi siamo in Europa, dobbiamo osservare l’evoluzione meteo europea.

 

Innanzitutto, quando da noi abbiamo correnti nord-occidentali, a differenza del Nord America queste scorrono nell’Oceano Atlantico, che sicuramente non è innevato come le aree canadesi e non è così freddo, pertanto il freddo che c’è nell’Artico viene mitigato. Tra l’altro, l’Artico si sta anche riscaldando e, quindi, quando giungono correnti da nordovest abbiamo un’irruzione di aria artico-marittima. Nella fattispecie attuale abbiamo inoltre un’espansione verso nord dell’alta pressione africana che ci influenza molto frequentemente, perché siamo molto vicini all’Africa. Soprattutto nel periodo estivo effettivamente che lo contraddistingue, ma si palesa ormai in tutte le stagioni; d’inverno si fa notare a tratti, e in alcune stagioni invernali questo fenomeno è rimasto piuttosto persistente.

 

Al momento, però, dobbiamo analizzare il mese di Dicembre, e questo Dicembre non sembra orientato a ospitare l’alta pressione africana per lungo tempo. Avremo un evento piuttosto importante: in Italia non raggiungeremo temperature da record, ma ci riusciranno nel sudovest della Francia, dove sono attesi picchi di 27-28°C in alcune località. Loro determinano questi eventi di caduta per una situazione orografica: scendono le correnti dalla catena dei Pirenei e si surriscaldano. In Italia abbiamo una condizione molto differente. Innanzitutto, in Pianura Padana ci sono le inversioni termiche che mantengono le temperature comunque abbastanza basse, anche se mediamente sopra la media, soprattutto nei valori massimi, ma non troppo.

 

Nonostante questo potente anticiclone, durante la fase clou – il massimo dell’anticiclone – avremo temperature sopra la media sull’Arco Alpino, le Alpi e la penisola italiana, ma non sono previste temperature paragonabili a quelle francesi, anche se effettivamente ci saranno picchi massimi piuttosto estremi.

 

Il nostro sistema di previsioni meteo indica che i picchi massimi di temperatura si avranno a Cagliari, Catania, Olbia con 21°C; a Siracusa, Palermo, Tortolì, Messina con 20°C; Reggio Calabria, Trapani, Crotone, Brindisi con 19°C; a Roma 18°C. Scendendo su altre località di una certa rilevanza, vediamo Padova con 15°C, ma siamo all’estremo est, dove il cuscinetto freddo della Val Padana più facilmente viene eroso dai cambiamenti di correnti. Invece sono previsti, ad esempio, 12°C a Cuneo, a Varese, a Milano, addirittura appena 10°C.

Quindi, effettivamente, non si può dire che si avrà un’ondata di calore sulla Pianura Padana, soprattutto sul settore centro-occidentale, perché non solo Milano avrà queste temperature massime contenute, ma anche Novara, Piacenza, Vercelli, Alessandria, Lodi, Pavia, cioè tutto il settore più a ovest della Pianura Padana, che meglio conserva l’aria fredda quando c’è il cosiddetto cuscinetto freddo.

 

Bene, passata la fase di alta pressione, secondo i modelli matematici, sia quello americano che europeo, avremo una tendenza verso un peggioramento delle condizioni atmosferiche. Questo, però, tarderà abbastanza, perché il primo fronte, secondo il modello matematico europeo, dovrebbe riuscire piuttosto indebolito a raggiungere l’Italia intorno al 16 Dicembre. Sarà più attivo lungo la penisola, la Sardegna e la Sicilia. Un secondo fronte molto più vigoroso – ma siamo estremamente distanti come periodo di previsione, quindi tutto potrà cambiare – lo potremmo vedere intorno a sabato 20 Dicembre; a quel punto però giungerà anche aria fredda di origine artico-marittima e, quindi, si potrebbero verificare nevicate a quote anche medio-basse sull’Arco Alpino, neve che potrebbe raggiungere anche i versanti italiani, dato che si potrebbe verificare la formazione di un minimo di bassa pressione sul Golfo Ligure.

In queste circostanze le correnti si dispongono da sudovest-ovest e, quindi, con l’aria fredda che arriva e le precipitazioni, abbiamo la possibilità di vedere la neve di nuovo a quote anche sotto i metri sulle Alpi per Natale, quindi una situazione che potrebbe essere decisamente favorevole per chi ha scelto di trascorrere le vacanze in montagna.

 

In tale contesto, però, vediamo anche un aspetto che diventa piuttosto interessante: infatti, dal 20 Dicembre in poi c’è questa aria marittima fredda – parliamo di temperature a 850 hPa che scendono anche sotto 0°C per quanto riguarda il Nord Italia – quindi uno zero termico decisamente favorevole per avere nevicate veramente sotto i 1000 metri di quota. C’è da dire che, con una bassa pressione di questo tipo, potrebbe nevicare anche a quote sino a 500 metri sul livello del mare. Maltempo è previsto sul resto d’Italia, però, man mano che ci spostiamo verso sud, le condizioni meteo saranno meno peggiori secondo il modello matematico europeo. Ma qui stiamo parlando comunque di previsioni veramente a lunghissimo termine.

 

Una cosa da segnalare è che, teoricamente, si potrebbe verificare la formazione di una nuova alta pressione sulla Penisola Iberica, questo alla vigilia di Natale.

Occhio: sempre il modello matematico europeo indica che l’anticiclone russo-siberiano comincerà a creare una situazione di sbarramento alle correnti occidentali a est e il freddo siberiano dovrebbe traslare oltre la catena montuosa degli Urali e, quindi, arrivare in quella che è la Russia europea.

Questo è un aspetto molto importante, perché la Siberia tenderà a raffreddarsi parecchio soprattutto nelle prossime settimane e, quando succede questo, il freddo tende a dilagare sia a ovest sia a nord sia a sud. Questa è una dinamica che succede tutti gli anni, ovviamente, però poi dipende dalle correnti occidentali se questo dilagare verso ovest proseguirà e addirittura raggiungerà l’Italia. Ma questa, al momento, non è una prospettiva che vediamo sino perlomeno al 22 Dicembre, osservando i tradizionali modelli matematici.

 

Vedendo invece il modello matematico americano, abbiamo la conferma sempre di questo grandissimo anticiclone russo-siberiano che va a invadere tutta la Russia europea con temperature gelide. Si impadronirà climatologicamente anche della Scandinavia; il freddo arriverà anche in Polonia. Ecco, freddo anche in arrivo soprattutto sulle regioni settentrionali italiane, quindi una predisposizione, verso il periodo prenatalizio, a una condizione atmosferica prettamente invernale. C’è da dire che nel frattempo abbiamo avuto un imprevisto, un disturbo: quello del freddo americano che ha spinto verso nord questo anticiclone africano, ritardando in qualche maniera condizioni di freddo maggiore.

 

Inoltre: abbiamo delle novità in merito allo Stratwarming, ovvero il forte riscaldamento della stratosfera. Di questo ne parleremo in altri articoli, perché si prospetta, nel dopo metà Dicembre, un sensibile riscaldamento. Non è al momento prospettabile un evento definito Major, però si potrebbe avere qualcosa che andrebbe a scalfire le correnti occidentali prevalenti e, quindi, quel freddo che si porterà sulla Russia europea minaccerebbe, più avanti – da Natale in poi – probabilmente anche l’Europa occidentale e l’Italia.

 

Sono prospettive viste osservando non tanto i modelli matematici tradizionali, ma quelle mappe che prevedono il Vortice Polare, lo Stratwarming e altri indici climatici. Quindi non si tratta di una previsione meteo puntuale, ma di linee di tendenza generali. Ovviamente non vi stiamo dicendo che appena dopo Natale o a Natale nevicherà sull’Italia: stiamo solo commentando che determinati indici climcatici sono favorevoli. Poi andremo a vedere, nel corso dei giorni, i modelli matematici per comprendere che cosa potrebbe succedere.

 

Crediti: ECMWF, NOAA Climate Prediction Center, NCEP, Met Office, Météo-France, DWD, AEMET, SMHI, WMO, EUMETSAT, Copernicus Climate Change Service (C3S), NSIDC, Environment and Climate Change Canada, Meteorological Service of Canada (METEOGIORNALE.IT)

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Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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