
Sven Hansche | Dreamstime.com
(METEOGIORNALE.IT) C’è un indice meteo che desta stupore negli esperti. Andiamo a scoprire di che cosa si tratta. Soprattutto quali sarebbero le condizioni che potremmo avere nel nostro paese. Limitandoci a dire che stiamo parlando di eventi probabilistici e non di certezze.
L’amplificazione artica
Si tratta di un processo ben noto agli addetti ai lavori. Esso si verifica quando le regioni polari registrano temperature nettamente superiori alla media storica, alterando l’equilibrio termico tra il Polo e le aree temperate. In Europa, in particolare, il settore del Polo Nord mostra da tempo valori termici superiori alla norma. E ciò è qualcosa di forte.
Negli ultimi anni, si è inoltre osservato un progressivo deficit di ghiaccio marino, con effetti particolarmente pronunciati sul lato europeo del Polo. Negli Stati Uniti e in Canada, questo scenario meteo si traduce in frequenti e intense ondate di aria fredda, chiaramente collegate all’amplificazione artica. In Europa, invece, nelle fasi attuali prevalgono ondate di caldo. Ma attenzione che non è detto che continui sempre così.
Approfondiamo meglio la questione
Parliamo di Jet Stream. Si tratta di un flusso d’aria ad alta quota, che scorre da ovest verso est e separa le masse di aria fredda polare da quelle più calde temperate. Una sorta di nastro trasportatore delle masse d’aria spiccatamente diverse tra di loro. In linea di principio, la velocità del Jet Stream dipende dalla differenza di temperatura tra il Polo e l’Equatore.
Più grande è la divergenza, più il flusso risulta veloce e lineare, mantenendo le correnti fredde confinate alle alte latitudini. Quando il Polo si riscalda (in relazione alle temperature!) più rapidamente dei Tropici, come accade durante l’amplificazione artica, la differenza termica diminuisce. Il risultato è un getto più lento.


Situazioni di blocco
Queste ondulazioni possono provocare veri e propri blocchi meteorologici. In Europa, negli ultimi anni, si è osservato un aumento della persistenza delle alte pressioni, fenomeno direttamente collegato all’amplificazione artica. In questi scenari, le onde atmosferiche possono rimanere immobili per periodi prolungati, causando effetti diversi a seconda della stagione.
In inverno possono essere causate da lunghe fasi di alta pressione e, successivamente, forte maltempo di stampo invernale. È quello che potrebbe succedere nel nostro Paese. Abbiamo avuto una prima parte di dicembre mite e anticiclonica, adesso è tempo di precipitazioni nevose a bassa quota.

Il fenomeno può colpire anche il Mediterraneo
Ovviamente nessuna parte dell’Europa è esclusa. Quando un’onda alta si stabilizza sopra l’Europa, intrappola aria calda tropicale che impedisce il ricambio atmosferico, generando periodi di clima mite fuori stagione. Esattamente come successo alcuni giorni fa, quando avevamo 20 gradi al sud e clima primaverile al Nord.
Al contrario, se un’onda scende verso sud, permette all’aria artica di penetrare a latitudini insolite, come osservato nel Nord America. L’ultima ondata di gelo che si può chiamare tale è stata nel febbraio 2021, anche se è passata in sordina perché ci ha solo sfiorato ed eravamo molto preoccupati per la situazione pandemica dell’epoca.
Cosa aspettarci
Secondo le tendenze meteo dell’autorevole modello ECMWF, l’Europa potrebbe sperimentare un raffreddamento persistente a partire da Natale. Le conseguenze sono presto dette. Neve a quote piuttosto basse, con probabilità veramente molto maggiori rispetto ad altri anni per eventi di freddo intenso e duraturo.
Negli ultimi decenni le festività natalizie sono state a volte quasi primaverili. Quest’anno promettono di avere condizioni meteo per lo meno invernali, senza scomodare gelo estremo, ma almeno un po’ di normalità climatica.
Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus (METEOGIORNALE.IT)
