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      Home » Incubo d’Inverno: quando l’Alta Pressione africana strappa via la stagione
      A Scelta dalla RedazioneCambiamento climaticoMeteo News

      Incubo d’Inverno: quando l’Alta Pressione africana strappa via la stagione

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 06/12/2025
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      8 Min Lettura
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      Incubo di chi è appassionato della stagione invernale, l’incubo di coloro che vorrebbero la neve d’inverno, l’incubo di chi desidera un clima nella norma. Ma un grande incubo anche per gli operatori turistici in ambito invernale. Che cosa, esattamente? Ebbene: l’alta pressione africana.

       

      In un contesto di Cambiamento Climatico dove quasi tutto può succedere, anche se i modelli matematici stagionali non danno indicazioni né traccia di eventuali ondate di calore africano, questi fenomeni possono essere insidiosi, soprattutto in un contesto di Vortice Polare debole. Infatti, un Vortice Polare debole genera scambi di masse d’aria secondo i meridiani: abbiamo aria fredda che scende verso sud e aria più calda che sale verso nord.

       

      Spesso quest’aria calda che risale verso nord è associata a quelli che vengono chiamati promontori di alta pressione e, siccome in Europa questi promontori durante la stagione invernale sono diventati – come si suol dire – di casa, può succedere che, nonostante gli indici di comportamento del clima favorevoli, la La Niña, che teoricamente dovrebbe darci un inverno più freddo rispetto ad altri, ecco, un periodo con alta pressione africana potrebbe capitare. E ciò nonostante il freddo che magari potrebbe attardarsi tra Scandinavia, Russia e Italia. Ci si potrebbe ritrovare, assieme ad alcuni Stati europei, in quell’area del limbo dell’inverno, dove l’inverno viene strappato via e si palesa una situazione atmosferica nuova: quella dell’alta pressione.

       

      Al momento, per fortuna, non abbiamo previsioni meteo da parte dei modelli matematici che dicano che questo succederà e che sia imminente. Quindi ne stiamo solo discutendo come possibilità, a livello teorico, che durante l’arco dei tre mesi della stagione invernale possa concretizzarsi un evento meteo così estremo come quello di un anticiclone di origine africana con temperature esageratamente superiori alla media. Anche se, in alcune aree d’Italia, durante le fasi di alta pressione invernale – anche con anticicloni africani – si verificano le cosiddette inversioni termiche e quindi, per esempio in Pianura Padana, il grande caldo non si percepisce più di tanto. Da queste parti le temperature elevate avvengono quasi esclusivamente quando soffiano correnti sciroccali locali, oppure da nord con venti di caduta dalle Alpi, chiamati favonio. Qui si crea una situazione del tutto diversa rispetto ad altre regioni italiane: c’è un microclima, c’è questa tendenza alla formazione di uno strato di aria fredda che attenua gli eccessi di calura che invece altrove si fanno sentire.

       

      Altrove, queste alte pressioni possono regalare giornate mitissime, con temperature che possono superare anche i 20°C in pieno inverno e minime che difficilmente scendono sotto la soglia dei 15°C. Questo evento fa parte del Cambiamento Climatico, delle fluttuazioni del clima e, soprattutto, di una sinottica estremamente favorevole – in questo caso – al grande caldo. Queste situazioni sono già avvenute in passato ed è quindi sempre opportuno parlarne. Noi spesso vi parliamo del rischio del freddo, perché il freddo è la predominante della stagione invernale, in linea teorica. Poi, se ci saranno condizioni atmosferiche di alta pressione persistente come quelle che vi sto narrando, allora ne parleremo. Ma, al momento, i modelli matematici non ci dicono che arriverà questo gran caldo fuori dalla media, che arriverà un anticiclone stratosferico.

       

      È vero che, osservando quelle cartine di molti siti web, si intravedono colori verso il rosso e l’arancione, ma tenete conto che sono grafiche che vanno interpretate. Inoltre, va interpretato anche l’aspetto climatico locale, in particolare quello al suolo, che è ben diverso dalla temperatura stimata alle alte quote, magari alla quota di 850hPa, che è un livello preso come riferimento nella libera atmosfera per la temperatura. L’Italia peraltro si trova piuttosto arroccata tra i monti e quindi ci sono le vallate dove, come abbiamo detto prima, si creano inversioni termiche: qui, anche se ci sono anticicloni a cuore caldo, la temperatura non sale eccessivamente, mentre il calore si fa sentire sui monti. Qui sì, perché non essendoci inversioni termiche le temperature possono salire sensibilmente – questo succede anche nella regione alpina, per esempio.

       

      Tuttavia, queste alte pressioni hanno anche un tasso di umidità molto basso e, nonostante le alte temperature, con umidità contenuta, soprattutto all’ombra, la neve nelle Alpi ha un potere di fusione molto limitato quando la radiazione solare è bassa. Ovviamente parliamo dell’inverno. Gli effetti di un anticiclone africano invernale non sono i medesimi dei mesi di Giugno, Luglio, Agosto o Settembre: per esempio, gli effetti sono limitati proprio per la radiazione solare estremamente contenuta.

       

      Al momento, come detto, non abbiamo una tendenza meteo che indichi l’arrivo di anticicloni così mostruosi. Quindi, per ora, li consideriamo come possibilità che possano realizzarsi se ci fosse un vero e proprio sconquasso della circolazione atmosferica. E questo può capitare, perché è avvenuto molto spesso negli ultimi dieci anni, quando abbiamo visto una riduzione sensibile delle condizioni meteorologiche invernali. Riduzione dovuta soprattutto alla formazione di alte pressioni nel Centro Europa. Noi, in Italia, siamo molto esposti alle correnti africane, nonostante in Africa quest’anno, tutto sommato, la situazione atmosferica sia stata favorevole anche alla neve sui monti. Ma, sapete, tutto può cambiare rapidamente. C’è un’evoluzione molto rapida del tempo atmosferico, soprattutto – come ho detto prima – quando c’è un Vortice Polare estremamente debole. Ebbene, in queste situazioni si possono creare anche alte pressioni così insidiose.

       

      Tuttavia, questi anticicloni africani sarebbero quasi una novità: qualcosa si è visto in questi anni, però non si prospettano frequentemente. Li vedrei come un’estrema situazione meteorologica, figlia del Cambiamento Climatico – sicuramente – della fluttuazione del clima, molto probabilmente, ma anche del conseguente meteo estremo. Quindi, anche se vi parliamo di possibilità di eventi di freddo – possibilità non significa certezza – tra l’altro ne parliamo con molto anticipo. Non vi diciamo che succederà la settimana prossima, domani o nel prossimo fine settimana. Molto spesso forniamo informazioni che sono volutamente generaliste, perché quello è fare una sorta di analisi a lungo raggio. Ed è ciò che ci piace di più, ed è ciò che molti di voi vengono qui a leggere.

       

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