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      Home » Meteo: quando l’impatto del gelo verso l’Italia, complice il Vortice Polare
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      Meteo: quando l’impatto del gelo verso l’Italia, complice il Vortice Polare

      L’inverno potrebbe fare sul serio ma è presto per dirlo, con Dicembre che partirà in modo piuttosto soft

      Mauro Meloni
      Mauro Meloni
      Pubblicato: 28/11/2025
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      4 Min Lettura
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      Inverno maturerà solo verso Gennaio
      Possibilità di gelo sull’Italia

       

      Nonostante le ottime premesse derivanti dal meteo di quest’ultima parte di Novembre, non ci dobbiamo per questo attendere una stagione invernale rigida o nel segno delle grandi nevicate. Da anni ci attendiamo un inverno degno di essere chiamato tale e quest’anno sembrano esserci delle possibilità, ma non certezze.

       

      Non sempre il freddo di fine novembre prelude ad un inverno altrettanto importante. La debolezza del Vortice Polare è un qualcosa che non si è osservato negli ultimi anni e potrebbe giocare a favore. Al momento la debolezza del Vortice Polare in stratosfera non si riflette nei piani più bassi dell’atmosfera.

       

      Cosa significa tutto questo? Al momento non c’è nulla di concreto. La certezza è semmai legata ad una retromarcia dell’inverno nella prima parte di Dicembre. Le perturbazioni dall’Atlantico non mancheranno, ma non ci sarà traccia di irruzioni fredde rilevanti in Italia e in buona parte dell’Europa.

       

      Volendo dare uno sguardo d’insieme, l’inverno 2025-2026 si prospetta particolarmente interessante secondo gli ultimi aggiornamenti forniti dal prestigioso centro meteo NOAA/NCEP degli Stati Uniti. Ma non solo, anche il Centro Meteo Europeo (ECMWF), mostra scenari di marcata variabilità.

       

      Dinamicità invernale e prospettive di locali irruzioni fredde o gelide

      Le proiezioni indicano infatti una maggiore vivacità e dinamismo con precipitazioni superiori alla media in area mediterranea e più in generale sul Sud Europa tra Dicembre e Gennaio. Si prospetta un clima invernale molto variabile, senza i lunghi periodi di alta pressione degli ultimi inverni.

       

      Le temperature dovrebbero mantenersi nel complesso superiori alla norma, ma senza anomalie eclatanti. Ci saranno delle chanches per nevicate anche abbondanti sulle Alpi e sugli Appennini. Gennaio potrebbe essere il mese più favorevole, con interferenze fredde dall’Europa Centro-Orientale.

       

      Le irruzioni fredde o persino gelide, interagendo con il Mediterraneo, potrebbero favorire quindi nevicate anche a quote basse, trovandoci nel momento centrale dell’inverno. Si tratterebbe di episodi comunque fugaci, nulla a che fare con le grandi ondate di freddo del 2012 o quelle avvenute nel 2015, 2017 e 2018.

       

      Sulla base dei modelli elaborati dal NOAA ed ECMWF, l’Italia potrebbe sperimentare alcune ondate di aria fredda provenienti dall’Artico Russo, con un aumento delle probabilità di neve nelle zone montuose e, in condizioni favorevoli, persino su qualche zone di pianura.

       

      Sulle regioni settentrionali il rischio di nevicate parrebbe maggiore di altri anni, grazie a locali condizioni atmosferiche che facilitano il formarsi di un “cuscinetto” di aria gelida, tipico della Val Padana. Gennaio sarebbe il mese ideale, grazie anche alla radiazione solare ancora bassa.

       

      Mai negli ultimi anni si è verificata una prospettiva ideale anche per nevicate sino a località pianeggianti italiane. Le sorti dell’inverno che sta per partire sono legate in primis al Vortice Polare e poi alla nuova fase di La Niña, fenomeno con impatto meteo globale che può parzialmente contribuire.

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      TAG:geloinvernotemperaturevortice polare
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