
Per una volta non guardiamo al meteo di casa nostra. Qui da noi fa troppo caldo per il periodo e ce ne siamo accorti tutti. Diamo invece uno sguardo alle alte latitudini, nelle remote regioni artiche. Lassù sta prendendo forma il grande protagonista dell’inverno: il Vortice Polare.
Questa imponente figura atmosferica è la padrona delle sorti dell’inverno. In questo articolo andremo a scoprire Intanto come si forma e poi che effetti potrebbe avere nel primo mese invernale, ovvero dicembre.
La nascita
Con il progressivo avanzare dell’autunno, il sole illumina sempre meno le regioni artiche, fin quasi a lasciarle completamente al buio. La riduzione della radiazione solare porta a un rapido raffreddamento del Polo Nord. Per questioni termodinamiche, le temperature superficiali iniziano a calare sensibilmente.
Questo raffreddamento si avverte soprattutto sulle vaste distese settentrionali dell’Eurasia, dove compaiono le prime gelate e le prime nevicate dell’anno, in particolare in Siberia. Fenomeno che è già accaduto oramai da oltre un mese.
Il calo termico comporta un abbassamento della pressione atmosferica. Può capitare anche che sulla colonna d’aria la stratosfera abbia una sorta di pressione inferiore rispetto alla media. Si tratta di quella parte dell’atmosfera compresa tra circa 8 e 50 chilometri di quota. Tale riduzione di pressione nelle zone polari crea un marcato contrasto con le aree a latitudini più basse, dove la pressione rimane relativamente più alta.
Questo sbalzo di pressione dà origine a un’enorme circolazione depressionaria che ruota attorno al Polo e che si estende verticalmente dalla troposfera fino alla stratosfera. Questo è il vortice polare. L’attore protagonista del periodo freddo.
Forte o debole?
Ebbene subito precisare che il suo comportamento non è mai costante né tantomeno uguale ogni anno. Vediamo un distinguo. Quando il vortice si presenta forte e compatto, riesce a trattenere l’aria gelida entro i confini del Polo, o comunque delle altissime latitudini. In questa configurazione, il freddo non riesce a penetrare verso sud e, di conseguenza, gran parte dell’Europa e del Mediterraneo – Italia compresa – vivono fasi di tempo stabile, con alte pressioni dominanti e temperature più miti del normale. È capitato spesso questo tipo di pattern meteo negli ultimi inverni.
Diametralmente opposto quando Il vortice comincia a essere altalenante o entra in crisi. In tal caso, la sua struttura si indebolisce e può addirittura frammentarsi in più nuclei distinti. Questi cocci gelidi possono spostarsi verso sud, raggiungendo talvolta l’Europa centrale o meridionale. È proprio in queste fasi di disturbo che aumentano le probabilità di assistere a vere e proprie ondate di gelo anche nel nostro Paese.
Possibili scenari per l’Europa e l’Italia
Come detto, un vortice indebolito apre la strada a discese di aria gelida verso latitudini più basse. In tal caso, le masse d’aria polare possono scivolare verso l’Europa, provocando episodi di freddo intenso e condizioni di maltempo diffuso. Secondo le tendenze attuali, tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre non è escluso che parte di quest’aria fredda riesca a raggiungere anche l’Italia. Ma sono necessarie due precisazioni molto importanti.
La prima è che stiamo parlando del range probabilistico. Non è sicuro che ci sia un riscaldamento stratosferico nella prima metà di dicembre. Però è probabile. La statistica Rema a favore. Anche se non è una certezza.
La seconda è che, qualora ci fosse qualsiasi sorta di Stratwarming, non è sicuro che il nocciolo gelido che si stacca dal Polo arrivi proprio da noi.
Spesso e volentieri è capitato che sia virato più a oriente. Lasciando all’Italia solo le briciole. Ecco perché parliamo in termini probabilistici e non di previsioni meteo. Se il vortice è debole è POSSIBILE un periodo freddo sull’Italia, se invece è compatto non c’è la benché minima speranza.