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Nevica sempre meno in Valle Padana, ma qualcosa potrebbe cambiare a fine mese

Davide Santini di Davide Santini
04 Nov 2025 - 18:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Quando si parla di neve bisogna sempre evidenziare il contesto. Oltretutto, si può parlare di nevicate con una fase meteo mite e con forti precipitazioni nevose solo in quota, oppure con una lieve spolverata anche a livello di pianura.

 

In linea generale, quando masse d’aria di origine artica o russa scendono verso il Mediterraneo, la loro interazione con le correnti umide può generare rovesci intensi e, in determinate circostanze, precipitazioni nevose anche a quote relativamente basse. In questo articolo Vediamo le possibilità di avere la nevicata già a fine mese.

 

Cosa aspettarsi da Novembre

Nel corso della prima parte di novembre il pattern meteo è piuttosto bloccato. Da nord a sud ci si aspettano cieli sereni e temperature sopra la media laddove splende il sole. Le piogge risultano più probabili sulla Liguria di levante, sulla Sardegna e sulla Sicilia.

 

Questo perché un importante ciclone dovrebbe nascere tra il 7 e l’8 novembre. Non mancano però momenti asciutti accompagnati da nubi basse e nebbie diffuse, specialmente nelle ore notturne e mattutine. In genere le quota delle modeste nevicate si mantiene in media piuttosto alta, tra i 1800 e i 2000 metri. Basti pensare che il primo novembre è dedicato solo sopra i 2500!

 

Tutto cambia da metà mese

Per quanto riguarda la statistica, è proprio da metà novembre che cominciano le prime vere fasi meteo di stampo quasi invernale. Dalle regioni artiche della Russia possono infatti originarsi impulsi rapidi diretti verso sud-ovest, specialmente quando l’alta pressione mediterranea si ritira e il flusso atmosferico assume una direzione più meridiana.

 

Non si tratta di ondate di gelo durature, bensì di brevi irruzioni in grado di far calare sensibilmente le temperature. E soprattutto sono capaci di creare il famoso cuscino freddo. La stagione parte proprio da fine mese. Un tempo era possibile averlo già a metà mese e farlo durare fino a fine febbraio. Ma di recente, oramai, ce l’abbiamo da fine novembre a fine gennaio.

 

Perché nevica sempre meno in Valpadana

Un elemento spesso sottovalutato è che, storicamente, molte nevicate di pianura in Italia non si verificavano con temperature ampiamente sotto lo zero. Oggi, in situazioni simili a quelle del passato, è più facile registrare pioggia con 1–2 gradi piuttosto che neve con valori prossimi agli 0.

 

Questo perché non siamo in Bielorussia e quindi un aumento anche solo di un paio di gradi della colonna d’aria può far vanificare tutto. I problemi tendenzialmente sono due. Il primo è che il cuscino freddo dura di meno proprio perché mancano masse d’aria fredda. In secondo luogo, i richiami caldi sono troppo miti e spesso riescono a eroderlo con più facilità.

 

È qualcosa con cui dobbiamo convivere. È possibile Comunque avere delle ondate di gelo e nevicate abbondanti. Ma con questi due problemi saranno indubbiamente più rare e soprattutto brevi. Tante volte una fase meteo di stampo siberiano è cominciata con una bella nevicata e poi è girata in fretta in pioggia.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: analisi meteoautunnoboracambiamento climaticofreddoinvernoItalialibecciolimamediterraneoneveperturbazionipioggiaprecipitazioniriscaldamento globaletemperaturetramontanaval padana
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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