
(METEOGIORNALE.IT) I prossimi 7 giorni certamente non saranno monotoni sotto l’aspetto meteo all’interno del Mediterraneo. Niente alta pressione, niente bel tempo, niente mitezza, ma solo tanta vivacità e soprattutto la prima ondata di freddo artico della stagione che porterà prima il maltempo, poi il gelo notturno e infine un’altissima probabilità di neve in pianura su diverse nostre regioni.
Neve in pianura, la prima possibilità
Questa ondata di freddo è ormai giunta alle porte del Mediterraneo, sarà responsabile di un sensibile peggioramento su tutto lo Stivale nelle prossime 48 ore. Già in questa circostanza, e soprattutto nel corso di questo venerdì, arriverà qualche veloce nevicata fino a quote piuttosto basse sulle regioni del Nord, specie tra Emilia occidentale, Liguria, basso Piemonte e Lombardia. I fiocchi di neve potrebbero imbiancare anche le bassissime quote nelle valli alpine e prealpine. Sarà proprio questa la primissima occasione per rivedere qualche fiocco di neve a bassa quota dopo tantissimo tempo.
Dal gelo alla neve di Lunedì
Ma l’occasione più ghiotta per la neve a bassa quota o addirittura in pianura arriverà lunedì 24 novembre, esattamente dopo una piccolissima pausa nel weekend. Ricordiamo infatti che tra sabato sera e domenica tornerà il cielo sereno su gran parte del Nord, specie sul Nord-Ovest, mentre il maltempo si sposterà sul Centro-Sud dove pioverà a più riprese e ci sarà un importante rischio di locali nubifragi o intensi temporali. Tuttavia, riguardo al maltempo atteso sul Centro-Sud, ne riparleremo in altri editoriali dedicati.
Temperature in picchiata
Con il ritorno del cielo sereno al Nord si attiverà il classico fenomeno dell’irraggiamento notturno, questa volta molto più accentuato sia dalla calma di vento sia dalla presenza di aria molto fredda a tutte le quote. Il Nord Italia infatti sarà ancora avvolto da una massa d’aria fredda di origine artica con temperature fino a –4°C a 1500 m di altitudine: in una notte serena come quella prevista tra sabato e domenica la colonnina di mercurio crollerà a picco su tutte le pianure e le basse quote portandosi al di sotto dello zero.
Non a caso si prevede una notte gelida fino all’alba di domenica, con minime fino a –3 o –4°C nelle principali località di Piemonte, Lombardia, Emilia e anche nelle valli valdostane, in Trentino Alto Adige e nelle zone interne della Liguria. Nelle zone di campagna e nelle conche addirittura le temperature minime potrebbero scivolare molto facilmente al di sotto dei –5 o –6°C.

Dove nevicherà in pianura
Insomma, nell’arco di poche ore verrebbe a svilupparsi uno strato d’aria gelida nei bassi strati che avrebbe un’importanza fondamentale a inizio prossima settimana, nel momento in cui arriverà un’altra perturbazione dal Nord Atlantico.
Questo fronte instabile ricco di precipitazioni atteso dalla giornata di lunedì sovrasterà il cuscinetto d’aria gelida presente nei bassi strati su gran parte del Nord-Ovest, favorendo l’arrivo della neve a bassissima quota o addirittura in pianura.
Le città più favorite saranno, stando agli ultimi aggiornamenti del centro meteo americano GFS:
- Torino, Novara, Vercelli, Asti, Alessandria, Milano, Pavia, Varese, Bergamo, Brescia, Como, Lecco, Piacenza, Parma
- Aosta, Trento, Belluno, Sondrio, Bolzano e gran parte dell’arco alpino e prealpino
Non è ancora chiaro l’arrivo della neve sul resto dell’Emilia Romagna, sul Veneto e sul Friuli Venezia Giulia fino a quote pianeggianti poiché la temperatura potrebbe non essere sufficientemente bassa su questi territori.
In ogni caso precisiamo che le previsioni di neve in pianura al momento sono molto variabili, soprattutto per quel che riguarda gli accumuli. In caso di precipitazioni molto intense potremmo accumulare qualche centimetro di neve nelle principali città, ma dobbiamo tener conto che l’intera perturbazione tenderà rapidamente a muoversi verso est, regalando tutt’al più qualche ora di maltempo e di neve. Per tale motivo accumuli di neve un po’ più interessanti, dovuti anche alle temperature sotto lo zero, li troveremo essenzialmente in collina o al di sopra dei 600 m di altitudine
Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)



