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Le regioni italiane che rischiano più BLACKOUT durante le ondate di freddo: ecco perché

Perché il freddo aumenta il rischio di blackout in Italia

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
14 Nov 2025 - 18:20
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Quando arriva una ondata di freddo intensa, non è solo il meteo a cambiare: anche la rete elettrica italiana viene messa alla prova.

 

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(METEOGIORNALE.IT) I picchi di consumo per il riscaldamento, il vento forte, la neve pesante sui cavi e le infrastrutture già fragili possono aumentare il rischio di black-out, soprattutto in alcune aree del Paese. Ma quali sono le regioni italiane più esposte e perché?

 

Perché il freddo mette sotto stress la rete elettrica

Durante le ondate di freddo molti italiani accendono contemporaneamente stufe elettriche, pompe di calore, termoconvettori e altri sistemi di riscaldamento. Il risultato è un forte aumento della domanda di energia in poche ore, spesso concentrata al mattino e in serata.

 

Se questo avviene mentre la produzione è limitata (ad esempio per scarso contributo da rinnovabili come fotovoltaico ed eolico) o se ci sono problemi sulle linee di trasmissione, il sistema può andare in difficoltà. In queste situazioni, le zone terminali o strutturalmente più deboli della rete sono quelle che rischiano di più interruzioni, cali di tensione e disservizi elettrici.

 

Nord Italia: pianure energivore e valli isolate

Il Nord Italia è una delle aree più delicate quando si parla di black-out in inverno. Da un lato ci sono le grandi città e le aree metropolitane con consumi altissimi, dall’altro valli e zone montane più esposte agli effetti del maltempo.

  • Piemonte e Lombardia: in queste regioni coesistono poli industriali, grandi centri urbani e aree montane. Durante le ondate di gelo la richiesta di energia aumenta in modo significativo e, in presenza di neve pesante, ghiaccio e vento forte, i cavi e le linee aeree possono subire guasti, con conseguenti interruzioni locali.
  • Triveneto (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia): qui il rischio è legato soprattutto a nevicate abbondanti, gelicidio e vento in quota, che possono danneggiare tralicci e linee nelle aree alpine e prealpine, con ricadute anche sulle aree di fondovalle.

 

In molte zone di montagna, un singolo guasto su una dorsale può isolare intere vallate: per questo, durante una forte irruzione artica, il Nord è spesso tra i primi a registrare disservizi.

 

Appennino e aree interne: reti più fragili e difficili da raggiungere

Le zone interne appenniniche, tra Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo e Molise, sono particolarmente esposte al rischio di black-out localizzati durante gli episodi di maltempo invernale.

 

Qui la combinazione di fattori è spesso la stessa:

  • Reti elettriche più diradate rispetto alle aree urbane costiere;
  • Territorio complesso, con vallate, versanti ripidi e strade difficili;
  • Neve bagnata e pesante che si accumula su cavi e alberi, causando caduta di rami e interruzioni;
  • Tempi di intervento più lunghi per i tecnici, soprattutto in caso di ghiaccio e frane.

 

In queste regioni, anche una perturbazione non eccezionale può creare problemi se accompagnata da vento forte, neve umida e temperature oscillanti attorno allo zero, condizioni ideali per disagi alla rete elettrica.

 

Sud e Isole: meno freddo, ma non per questo immuni

Al Sud Italia, in Sicilia e Sardegna, le ondate di freddo intenso sono meno frequenti, ma quando arrivano possono comunque creare situazioni critiche, soprattutto in alcune aree specifiche.

  • Sardegna interna e montuosa: in presenza di irruzioni artiche, la neve può raggiungere quote medio-basse, con accumuli importanti sui rilievi. Le linee elettriche più isolate possono soffrire ghiaccio, vento e accumuli di neve.
  • Aree rurali del Sud: qui le reti possono essere meno ridondanti, e un singolo guasto può mettere in difficoltà zone relativamente estese. Se il freddo arriva dopo lunghi periodi miti, l’aumento improvviso dei consumi per il riscaldamento può sorprendere la rete locale.

 

In generale, il rischio di black-out al Sud è spesso legato più a temporali violenti, vento e alluvioni che al freddo in sé, ma le ondate di gelo più intense restano comunque un fattore da monitorare.

 

Perché alcune regioni rischiano di più

Non è solo una questione di temperatura: a determinare il rischio di black-out in inverno entrano in gioco diversi elementi:

  • Densità dei consumi: più persone e più industrie significano maggiore richiesta di energia.
  • Qualità e ridondanza della rete: dove sono presenti più linee alternative, il sistema regge meglio eventuali guasti.
  • Esposizione al maltempo: aree soggette a nevicate intense, ghiaccio, vento e gelicidio sono più vulnerabili.
  • Accessibilità: se le squadre di intervento faticano a raggiungere una linea danneggiata, i tempi di ripristino si allungano.

 

Per questo, le regioni del Nord e le aree interne appenniniche restano, in media, le zone più sensibili durante le ondate di freddo più severe.

 

Come prepararsi: consigli pratici per famiglie e territori

In attesa delle prossime irruzioni fredde, è utile adottare qualche semplice misura di prevenzione:

  • Dotarsi di una piccola torcia a batterie o ricaricabile sempre pronta.
  • Tenere carichi smartphone e dispositivi prima dell’arrivo del maltempo.
  • Informarsi sui canali ufficiali (Protezione Civile, gestori di rete) in caso di allerta meteo.
  • In zone isolate, valutare soluzioni di backup energetico (gruppi elettrogeni, power bank capienti, sistemi fotovoltaici con accumulo).

 

Capire quali sono le regioni italiane più a rischio di black-out durante le grandi ondate di freddo non serve a creare allarmismo, ma a parlare di prevenzione e resilienza energetica. Con informazioni chiare e infrastrutture più moderne, anche il freddo più intenso può essere affrontato con maggiore sicurezza. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: allerta neveblackoutrete elettrica nazionale
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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