Tralasciando i tecnicismi, le dinamiche succitate stanno già avendo evidenti ripercussioni meteo climatiche. Tanto negli USA, tanto in Europa. Anche in Italia ovviamente. Ma come detto si ragiona sul medio e lungo termine, non nell’immediatezza degli eventi. Dovesse trattarsi di una singola irruzione resterebbe evidentemente un episodio isolato, invece no.
Seguirà l’irruzione della prossima settimana, altrettanto incisiva, poi potrebbe arrivarne una terza entro la prima settimana di Dicembre e stavolta potrebbe avere caratteristiche orientali. Quindi aria ancora più fredda, capace di far nevicare a quote inferiori rispetto a quelle già in netto calo di queste ore.
Chi segue giornalmente i nostri approfondimenti sa già che Dicembre potrebbe risultare il peggior mese invernale degli ultimi anni. Freddo, perturbato, con tante piogge e tanta neve. Se così fosse potremmo affermare che l’Inverno 2025-2026 risulterebbe profondamente diverso dai 3 precedenti.
Ma come detto diversi esperti in materia, soprattutto oltre Oceano, stanno già ragionando sulle possibili ripercussioni che le attuali dinamiche bariche potrebbero avere nei mesi di Gennaio e Febbraio. Perché se è vero che le autorevoli proiezioni stagionali modellistiche vorrebbero due mesi tutto sommati gradevoli – termicamente parlando – è altrettanto vero che i pattern climatici di quest’anno potrebbero letteralmente far saltare il banco.
Non è un caso, quindi, che su alcuni articoli pubblicati in portali meteo climatici a stelle e strisce si ipotizzi un Inverno tra i più freddi degli ultimi decenni. Anche in Europa. E se l’Europa dovesse rientrare all’interno di certe dinamiche atmosferiche le chances per un Inverno “pesante” crescerebbero esponenzialmente anche alle nostre latitudini.
Chiaro, l’Italia – più in generale il bacino del Mediterraneo – fa storia a sé, nel senso che per far sì che il grande freddo invada le nostre latitudini devono verificarsi certe condizioni. Condizioni ideali, come ad esempio quelle che stiamo osservando ultimamente, ovvero irruzioni artiche che trovano sbarramento anticiclonico sull’Europa sudoccidentale avendo come unica valvola di sfogo proprio l’Italia.
Molto dipenderà dal posizionamento delle strutture anticicloniche, che comunque potrebbero invadere frequentemente il Nord Europa. Così come sarà altrettanto importante il ruolo dell’Atlantico, che mai come quest’anno sembrerebbe voler starsene in disparte lasciando che il freddo se la veda da solo. Insomma, l’Inverno 2025-2026 potrebbe essere uno dei più freddi degli ultimi decenni e chissà che non possa verificare uno di quegli eventi storici che mancano da troppo tempo.