
(METEOGIORNALE.IT) L’andamento della stagione invernale, naturalmente, è influenzata in maniera essenziale dallo stato del Vortice Polare in tutta la sua verticale. In particolare, la sezione stratosferica del Vortice Polare ha una influenza importante sulla strutturazione dell’intera figura vorticosa.
Ebbene, in questa fase stagionale, oramai di fine autunno, molto delicata per la strutturazione del Vortice Polare invernale, rileviamo, e già da diversi giorni, una sostanziale crisi strutturale nella sezione stratosferica del VP stesso. I valori termici su metà almeno del Circolo Polare corrispondente alla sezione stratosferica, segnatamente, in questi giorni, in corrispondenza dell’artico Canadese/Siberiano orientale, sono superiori alla norma di diversi gradi, di molti gradi, poi, in particolare nella parte medio-bassa della sezione stratosferica, intorno ai 23.000/24.000 m: a questa altitudine vi è, attualmente, un eccesso termico di almeno 10° rispetto alla media.
Una anomalia senz’altro importante, ancora più, poi, in questa fase, nella quale i valori termici mediamente sono tra i più bassi, per prevalenti raffreddamenti di tutta quella sezione, raffreddamenti che hanno costituito una norma negli ultimi 4/5 anni se non di più, appunto tra fine autunno e dicembre.
Dunque, una importante rivoluzione in questa stagione 2025, rivoluzione in atto, con un VPS molto debole, fiaccato da un importante “Warming” in azione tra Siberia orientale e Canada.
Un riscaldamento che dura già da giorni e che ha già determinato una influenza negli strati più bassi, quindi sul Vortice Polare Troposferico, destrutturandolo e comportandone una disposizione meridiana in corrispondenza dell’Europa, sebbene non ancora schiettamente meridiana, al punto che una anomala circolazione fredda di tipo invernale sta già riguardando tutto il Centro Nord del vecchio continente, in sfondamento imminente anche sull’Italia, proprio nelle prossime ore. Ma la rivoluzione termica in Stratosfera, non finirebbe qui.

Le dinamiche disegnate dal prestigioso modello europeo ECMWF e riferite all’andamento termico sempre in quella sezione alta atmosferica e in corrispondenza della calotta polare, sarebbero per una reiterazione del riscaldamento, che diverrebbe via via anche più esteso e consistente tra fine mese e i primi di Dicembre.
A seguire, potrebbe, invece, iniziare un processo graduale di “stemperamento” del Warming. Per il corso della prima decade di dicembre, infatti, l’andamento dello Zonal Wind, ossia del flusso zonale (grafico immagine sopra) sembrerebbe dare segni di ripresa, dopo un azzeramento netto verso fine novembre (ma ripresa non particolarmente pimpante) e, di conseguenza, anche il campo termico nella sezione stratosferica potrebbe iniziare a perdere qualche grado, ma in maniera molto graduale.
Nel frattempo, così come testimonia l’immagine di copertina, elaborata dal Centro di Calcolo Europeo e riferita alla strutturazione barica del VPS verso gli inizi di dicembre, intorno ai 23.000/24.000 m, la trottola polare sarebbe più palesemente dislocata verso l’Artico Siberiano e con asse orientato verso l’Est Europa, puntante proprio l’Italia. In sede artica canadese/groenlandese, prenderebbe piede una possente alta pressione, mentre in corrispondenza dell’atlantico medio, sarebbe presente una seconda azione depressionaria.
Questo schema, se confermato, e i presupposti per esserlo sarebbero buoni, sarebbe schiettamente invernale, soprattutto per il Centro Est Europa e anche per il Mediterraneo centro orientale.
Uno schema che, magari, potrebbe riflettersi negli strati più bassi troposferici con qualche giorno di latenza, quindi se in Strato è atteso agli inizi di dicembre, nella sezione troposferica potrebbe avere effetti dal 6/7 dicembre e verso metà mese.
Dunque, approssimativamente per quelle date, dal 6/7 dicembre, potrebbero esserci i presupposti, in Troposfera, per un blocco deciso e medio alto alla circolazione atlantica, specie in coincidenza con il moderato aumento del flusso zonale, atteso ugualmente per quelle date, flusso che potrebbe incentivare, come primo impatto, l’onda atlantica a sollevamenti meridiani sostanziosi e più verosimili in corrispondenza dei settori centro occidentali del continente europeo.
Ci sarebbero i presupposti, con queste dinamiche, addirittura per l’arrivo del gelo russo-siberiano verso l’Italia, approssimativamente dopi il 6/7 dicembre o comunque tra la seconda e la terza settimana di dicembre. Prendiamo questo scenario, però, come verosimile, stanti le manovre attuali e nel breve-medio termine analizzate, naturalmente non certo, ma, d’altronde, in meteo nulla è certo.
Va sottolineato, però, che ci sono manovre altamente predisponenti una fase anche di crudo inverno per il Centro Est Europa, Italia compresa. Continueremo ad analizzare i possibili scenari di inizio inverno, nei nostri periodici aggiornamenti sul medio-lungo termine. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)
