
(METEOGIORNALE.IT) Con l’arrivo del mese di novembre i meteo appassionati si pongono una serie di interrogativi. Sarà davvero una stagione ricca di neve? Il periodo in essere sarà caratterizzato da frequenti perturbazioni? Vedremo abbondanti precipitazioni sulle Alpi e sugli Appennini? E la neve in pianura? In questo articolo, cercheremo di dare una risposta a queste domande.
Esame delle tendenze invernali passate: periodi miti e anticiclonici
Prima di tutto, evidenziamo per bene il seguente concetto. Risulta assolutamente impossibile prevedere con precisione l’arrivo di un’ondata di freddo a distanza di mesi. Di conseguenza, non possiamo affermare con certezza se e quando arriverà il gelo. Ma, come detto, possiamo analizzare le tendenze degli inverni passati per avere un’idea di cosa potrebbe aspettarci.
Analizzando le tendenze degli inverni passati, emergono due possibili scenari per l’inverno 2025-2026. Il primo è un periodo mite e anticiclonico, che è lo scenario più probabile basandosi sulle statistiche, esattamente come è successo sovente negli anni recenti. Il secondo scenario è un inverno perturbato, con frequenti affondi umidi atlantici, che non è così raro come potrebbe sembrare. In fondo, anche lo scorso gennaio 2025 è stato decisamente ricco di perturbazioni…
Correnti umide atlantiche
Ricordiamo che i flussi umidi che vengono dall’Oceano Atlantico sono generalmente miti. Considerando le temperature elevate delle acque superficiali, è probabile che queste correnti portino precipitazioni in forma liquida fino a una certa quota. Pertanto, anche in caso di un inverno perturbato, la neve sulle coste e in pianura è praticamente impossibile e molto rara. Non si forma con questo tipo di correnti.
Per avere nevicate diffuse servono le correnti orientali. O comunque la formazione di un profondo minimo in Buona posizione che richiami da un lato aria gelida da Est e dall’altro flussi umidi occidentali. Solo con questa modalità riesce a nevicare ad esempio in Valle Padana oppure sulle coste di Liguria e Toscana.
Un inverno piovoso e mite: un’ipotesi plausibile
Se consideriamo un inverno piovoso come scenario possibile, allora potremmo aspettarci un pattern molto nevoso oltre i 1500-1800 metri di quota. Con le stagioni invernali che tendono a diventare sempre più miti, è importante sottolineare che l’unico modo per evitare un’invernata dominata da alte pressioni è avere una stagione frequentemente piovosa.
Questa comunque Sarebbe un’ottima cosa. Ricordiamo due delucidazioni. La prima è che questo novembre è partito molto male e pioverà pochissimo nei prossimi 10 giorni. Non va per niente bene per essere il mese più perturbato dell’anno. In secondo luogo è che la neve in alta quota è assolutamente essenziale Non solo per l’ecosistema, ma anche proprio perché funge da riserva idrica quando arriverà l’estate con le sue fasi meteo bollenti e le piogge scarseggeranno…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)
