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Meteo: neve a BASSA QUOTA a fine Novembre, salgono le quotazioni

Davide Santini di Davide Santini
03 Nov 2025 - 17:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) I dati meteo a livello italiano parlano chiaro. A ottobre la neve è qualcosa relegato oltre i 2000 metri. Difficilissimo vederla in pianura, praticamente impossibile oramai con i cambiamenti climatici. Quando invece arriva novembre, la situazione cambia sensibilmente.

 

Cresce infatti la possibilità di vedere le prime imbiancate a quote molto basse, soprattutto nella seconda metà del mese. Ciò non dipende unicamente dal raffreddamento progressivo dell’atmosfera, ma anche da un insieme di indici dinamici dell’atmosfera.

 

Il motivo della neve

Verso la fine dell’autunno, infatti, aumenta la frequenza delle saccature profonde sul bacino del Mediterraneo, quelle depressioni che riescono a incanalare contemporaneamente masse d’aria fredda provenienti dal Nord Europa e correnti umide di origine atlantica o marittima.

 

Si crea così una sorta di scontro tra masse d’aria molto diverse. Si tratta della condizione ottimale per la formazione di nevicate anche a bassa quota. In ottobre, invece, capitano queste situazioni Ma le temperature sono troppo alte e quindi riesce a nevicare, nella migliore delle ipotesi, poco sotto i 1000 metri.

 

È per questo motivo che, se l’autunno è dinamico è sufficientemente freddo, è possibile avere fiocchi anche quasi a quote di pianura. E il tutto persino in epoca di riscaldamento globale. Vi ricordate la nevicata di fine novembre 2024? Nevicò a Torino, Biella, Verbania e Varese.

 

Neve autunnale e ghiacciai

Le nevicate precoci e abbondanti, soprattutto in montagna, oltre a essere molto belle, costituiscono una risorsa fondamentale per gli equilibri ambientali dell’arco alpino. Quando gli accumuli di neve alle alte quote si verificano tra ottobre e novembre, tendono a compattarsi durante l’inverno, quando fa molto freddo.

 

Questa è un’ottima cosa perché si viene a creare uno strato più resistente, che può durare fino all’inizio dell’estate. Questo manto agisce come una vera e propria barriera protettiva per i ghiacciai, rallentandone la fusione durante i mesi più caldi. Anche se sappiamo che comunque, nonostante questo, i ghiacciai purtroppo sono malati terminali.

 

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Facendo un confronto col mese appena passato, in ottobre, per osservare nevicate al di sotto dei 1000 o 1200 metri, servono irruzioni fredde di grande intensità, spesso di origine artica o continentale. Solo queste masse d’aria riescono a spingere la colonna termica fino a valori sufficientemente bassi da consentire la formazione della neve anche nei fondovalle e sulle prime colline. Soprattutto sul finire del mese.

 

Con l’avanzare di novembre, però, la soglia delle nevicate si abbassa per ovvi motivi. L’atmosfera perde calore, i suoli si raffreddano e la probabilità che la neve faccia la sua comparsa anche in collina aumenta sicuramente e se la massa d’aria d’origine è sufficientemente fredda può farlo addirittura fino in pianura. Insomma sembra proprio che oramai ci siamo. Basterà attendere ancora qualche settimana e le reali possibilità di vedere fasi meteo nevose fin in pianura o nei Fondovalle sarà concreta.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpiaria freddaatmosferaautunnoBiellacambiamenti climaticiclimaclima italianocorrenti umidefreddofusione dei ghiacciaighiacciaiinvernomanto nevosometeometeorologiamontagneneveneve in pianuranevicata 2024nevicatenovembreottobrepianuraprecipitazioniprevisioni meteoriscaldamento globalesaccature mediterraneetemperatureTorinoVareseVerbania
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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