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Limitarsi alla mera interpretazione delle pur autorevoli proiezioni stagionali ha poco senso. Ricordiamoci che si tratta di proiezioni, peraltro su larga scala. Un conto è ipotizzare quale sarà lo scenario meteo climatico “medio”, un altro conto è scavare tra le maglie di una media che evidentemente potrebbe avere attorno a sè deviazioni standard importanti

 

Il clima, d’altronde, dev’essere analizzato in termini di “andamento medio” e in tal senso è giusto ricordare che le varie proiezioni modellistiche – europee ed americane – sono orientate bene o male nella stessa direzione. In direzione di un Inverno paragonabile ai 3 precedenti: anticiclonico. Quindi mite, quindi con poca pioggia, quindi con poca neve.

 

E’ bene però ricordare una cosa: non si può avere la pretesa, oggi, di conoscere per filo e per segno il tipo di interazioni climatiche che potrebbe emergere a lavori in corso. Una delle variabili più importanti da considerare, ad esempio, è quella che si chiama “Vortice Polare”.

 

Le proiezioni modellistiche non tengono conto, non potrebbe essere diversamente, di quella che potrebbe essere l’evoluzione di sistema ciclonico più complesso. Ipotizzare il “solito Inverno” vorrebbe dire ipotizzare un Vortice Polare come al solito potentissimo. Ma sappiamo, invece, che quest’anno sta già evidenziando enormi difficoltà.

 

Ovvio, non è detto che tale debolezza non rientri. Potrebbe succedere, quindi, che nel bel mezzo dell’Inverno assorba disturbi di vario genere. A quel punto, quindi, l’ipotesi del “non Inverno” potrebbe realizzarsi, o comunque potrebbe scaturirne una stagione invernale mediamente mite.

 

Mediamente, perché poi non è detto che i vari scostamenti dalla media non possano sfociare in alcuni eventi rilevanti. Eventi freddi, eventi gelidi, questo si vedrà.

 

Ricordiamoci, infatti, che i pattern climatici più importanti – sui quali abbiamo giustamente concentrato le nostre analisi – ad oggi propenderebbero per disturbi stratosferici imponenti. Disturbi significa flussi di calore in direzione della Stratosfera e flussi di calore stratosferici vorrebbe dire probabili indebolimenti del Vortice Polare.

 

Addirittura si potrebbe ipotizzare una dinamica da “split”, ovvero disturbi talmente impattanti da portare alla totale destrutturazione del Vortice stesso. Il che, tradotto in soldoni, vorrebbe dire masse d’aria gelida dirette verso sud. E tutto ciò potrebbe accadere anche all’interno di un Inverno mediamente mite, ragion per cui i ragionamenti – complessi – sul prossimo Inverno debbono necessariamente considerare tutte le variabili possibili. Quindi tutti gli scenari possibili, a prescindere da ciò che in questo momento lasciano intravedere gli autorevoli centri di calcolo internazionali.

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