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Immacolata con caldo primaverile: Italia con alta pressione, picchi oltre 20°C

Federico De Michelis di Federico De Michelis
24 Nov 2025 - 18:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) L’evento freddo in atto sta scemando gradualmente: infatti transita una perturbazione che richiama aria più mite. Ma mentre questa perturbazione proseguirà verso sud, ma attenzione, richiamerà aria fredda proveniente dai Balcani e le temperature sulla penisola italiana si abbasseranno nuovamente. Non possiamo però parlare di un’ondata di gelo in arrivo, anche perché il gelo è qualcosa di diverso. Anche se, effettivamente, negli ultimi anni non siamo di certo abituati a vedere situazioni di gran freddo, in particolare in questo periodo dell’anno.

 

Possiamo discutere di un’ondata di freddo piuttosto pesante per essere novembre. Nel frattempo farà il suo esordio l’alta pressione europea sulle regioni settentrionali italiane dalla Francia. Contemporaneamente si formerà un centro di bassa pressione sul Mar Tirreno che si porterà verso le regioni meridionali italiane e richiamerà aria fredda dai Balcani, aumentando nuovamente il freddo soprattutto al Nord e, stavolta, sulle regioni adriatiche, che saranno più esposte. La fase fredda interesserà anche il Sud, dove ci sarà pure maltempo e dunque neve sui rilievi.

 

Avremo quindi una condizione atmosferica invernale anche al Nord nonostante la presenza dell’alta pressione, perché soprattutto nelle valli e in pianura si verificherà l’inversione termica che manterrà il freddo piuttosto marcato, soprattutto durante gran parte di questa settimana, prima però dell’invasione di aria molto calda in quota che scuoterà il clima europeo. Ed è questo ciò di cui vi stiamo raccontando ormai da due giorni.

 

L’Italia sarà interessata con elevata probabilità verso l’Immacolata, ovvero dicembre, da aria via via sempre più calda. Questa però avrà un’efficacia al suolo molto differente rispetto a quanto succede in estate: innanzitutto si sentirà parecchio nelle aree esposte, quindi, ad esempio, le temperature saliranno sensibilmente sulle Alpi e Prealpi; in Val Padana resisterà inizialmente la bassa temperatura derivante da un cuscinetto di aria fredda, stabilizzato dalla presenza dell’alta pressione che tende a comprimere l’aria nei bassi strati e, complice l’alta umidità, favorirà anche la formazione di nebbie. Questo non sarà a favore di un aumento termico, ma di una conservazione del freddo: è possibile quindi che in pianura si verifichino gelate notturne.

 

Come dicevamo, nel resto d’Italia avremo questo evento di freddo con maltempo, ma con tendenza a un sensibile miglioramento in Toscana e Marche. Invece la variabilità sarà piuttosto marcata sulle regioni meridionali, parte della Sardegna e soprattutto la Sicilia, con questa aria fredda che giunge da nord-nordest. Poi, come annunciato, arriva il caldo che si dovrebbe manifestare con un’onda piuttosto considerevole attorno al 6-7 dicembre: siamo piuttosto distanti come data e la rotta di questa massa d’aria molto calda associata all’alta pressione è comunque ancora in via di definizione.

 

Alla quota di 1500 metri sul livello del mare, ovvero in libera atmosfera 850 hPa, sono previste anomalie talmente marcate da risultare quasi fuori scala: si potrebbe dire addirittura valori anche di oltre 15°C superiori alla norma. Non tale valore, però, si riscontrerà diffusamente al suolo, attenzione.

 

Le zone più esposte d’Italia avranno comunque un aumento notevolissimo della temperatura: parliamo quindi di Alpi, Prealpi, regioni tirreniche, Appennino, Sardegna, Sicilia, ma soprattutto Toscana, Lazio, Sardegna, dove si potrebbero verificare picchi termici anche superiori ai 20°C. Ed ecco che, come annunciato dai miei colleghi, si potrebbe persino tornare al mare: di certo non per fare il bagno come in piena estate, ma saranno comunque belle giornate da passare al sole, nonostante la durata del giorno ormai estremamente limitata. Verso questo bel fine settimana – ed è anche lungo, quello dell’Immacolata – si prospetta al momento una fortissima area di alta pressione.

 

Novità quindi molto rilevante e, devo dire, interessante per tutti coloro che avranno la possibilità di stare alcune ore all’aria aperta. Di certo, però, ne pagheremo le conseguenze in termini di anomalia del nostro clima, che vede nuovamente l’Italia in prima fila insieme alla Francia, alla Penisola Iberica e all’Europa centrale, di fronte ad anomalie termiche con temperature estreme verso il caldo.

 

Possiamo comunque dirci “fortunati” quest’anno perché stiamo vedendo anche eventi di freddo, però subito seguiti da eventi di caldo eccezionale. Se ci fate caso, questa situazione atmosferica riflette una linea nota soprattutto agli studiosi, che si chiama cambiamento climatico, e contempla l’estremizzazione delle condizioni meteo, passando da periodi di freddo con temperature anche sotto media a periodi con valori parecchio sopra la norma. Anche perché non abbiamo avuto a 850 hPa -15°C sotto la norma – sarebbe stata un’ondata di gelo – e questa si sarebbe espansa rapidamente verso il suolo, perché l’aria fredda è più pesante dell’aria calda e avrebbe quindi rapidamente preso posto nei bassi strati, facendoci sentire un gran freddo. Ma così non è stato.

 

Si è parlato di questo riscaldamento della stratosfera: al momento non ci sono elementi propensi a mostrarci un’interazione tra stratosfera e troposfera. Un evento del genere – lo Stratwarming – non vuol dire che arriverà il gelo in Italia, ma segnala che si potrebbero verificare condizioni meteorologiche estreme con ondate di gelo. Tuttavia potrebbe, e questo vuol dire che la situazione atmosferica va seguita per osservarne l’evoluzione.

 

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON e ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: 850 hpaalta pressionearia freddacambiamento climaticoinversione termicaondata di freddoval padana
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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