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      Home ยป Il NOAA prospetta le peggiori nevicate da 15 anni. La dinamica
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      Il NOAA prospetta le peggiori nevicate da 15 anni. La dinamica

      Neve dโ€™inverno tra statistiche e realtร : perchรฉ le percentuali non bastano

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 08/11/2025
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      12 Min Lettura
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      Nellโ€™ultima settimana ho preparato parecchi articoli sulla possibilitร  di avere, durante la stagione invernale, nevicate. Il mio collega ha elaborato percentuali sulla probabilitร  di neve osservando il modello matematico europeo e confrontandolo con altri valori e indici di comportamento del clima. Tuttavia, quei numeri hanno un valore relativo. In passato si diceva spesso che un certo evento aveva un tempo di ritorno di cinquantโ€™anni. Quel valore รจ effettivamente puramente statistico e, quando si parla di numeri cosรฌ distanti tra loro, il margine di errore si amplifica.

       

      Qualche anno fa, ricordo cadde la neve su alcune aree della Sicilia, dove si diceva che le nevicate avvenivano una volta ogni 100 anni; eppure lโ€™anno successivo, negli stessi luoghi, si ebbe una nuova nevicata. In teoria, significherebbe che ora bisogna attendere 200 anni per averne unโ€™altra. Ma le cose non stanno proprio cosรฌ: quel numero รจ una grandezza che costruiamo per dare un significato a un evento atmosferico. Perchรฉ ne abbiamo bisogno? Per comprendere e definire gli eventi atmosferici futuri, soprattutto quelli rilevanti.

       

      In Italia, per esempio, non assegniamo un valore del genere alla pioggia: possiamo dire che, in un certo mese, ci sono cinque giorni di pioggia medi e cadono 100 millimetri (รจ un esempio puramente indicativo). Eppure, con il clima che cambia, osserviamo non piรน quei cinque giorni di pioggia del passato, ma uno solo, durante il quale possono cadere 100 millimetri magari in unโ€™ora. Questo, perรฒ accade davvero: lo abbiamo visto in molte localitร  italiane negli ultimi tempi e, addirittura, nellโ€™ultimo anno questo accentuarsi di precipitazioni intense e concentratissime sembra essersi incrementato.

       

      La fisica dellโ€™atmosfera ci dice che oggi รจ presente una maggiore quantitร  di umiditร ; quindi, teoricamente, aumenta la precipitazione possibile. Ma i numeri che poi si realizzano sono spesso superiori a quelle percentuali: un aumento del 7% di umiditร  non si traduce in un aumento del 7% delle precipitazioni, bensรฌ in manifestazioni irregolari e a tratti estreme.

       

      E torniamo cosรฌ allโ€™Inverno, alle ondate di freddo e al punto di vista dei matematici: stiamo osservando un caos pazzesco, probabilmente dovuto a un Vortice Polare piuttosto debole. Sul Nord America, per esempio, รจ imminente unโ€™irruzione di aria fredda che porterร  temperature invernali da ondata di gelo fin sul nord della Florida e sul Golfo del Messico: situazioni meteo estreme. Sarebbe come se in Italia arrivasse dโ€™improvviso aria fredda siberiana. Da noi, perรฒ, questo non succederร : state tranquilli. In Italia avremo, per ora, lโ€™influenza soprattutto dellโ€™Oceano Atlantico e delle alte pressioni, con una certa difficoltร  ad avere precipitazioni sulle regioni settentrionali. Questa, quantomeno, sembra essere la situazione possibile per questa parte di Novembre; poi, in seguito, vedremo. Come ho detto, cโ€™รจ davvero molto caos.

       

      In questo caos, quando terminerร  lโ€™irruzione di aria fredda sul Nord America, avremo probabilmente una discesa fredda sullโ€™Europa. Bisognerร  valutare, e ce lo diranno i modelli matematici, dove questโ€™aria fredda si arresterร : potrebbe interessare solo la parte settentrionale del continente, in particolare il settore orientale e la Scandinavia, ipotesi al momento abbastanza plausibile. Per quanto riguarda lโ€™Italia, non ci sono previsioni chiare e nette. Una proiezione vista oggi su un modello matematico estremamente autorevole mostra perfino la formazione di una bassa pressione in transito sul Mediterraneo, capace di catalizzare il freddo dal Nord Europa trascinandolo verso sud attraverso la Valle del Rodano. Ma parliamo di previsioni a lunghissimo termine: รจ una possibilitร  teorica, non una vera e propria previsione.

       

      Al di fuori della teoria, ci sono gli indici climatici. Questi sembrano propensi a indicare la possibilitร  di un Inverno piรน freddo rispetto agli ultimi anni, forse agli ultimi quindici; includo lโ€™Inverno 2011-2012, quando si verificรฒ la famosa ondata di gelo di Febbraio. รˆ difficile dire se avremo piรน freddo del 2011-2012, che come media climatica non fu neppure un Inverno rigido, nonostante il grande freddo delle prime due settimane di Febbraio.

       

      Gli indici di comportamento sono parametri globali che possono influenzare lโ€™Europa e, quindi, fornire probabilitร . Potrebbe perรฒ accadere che quella probabilitร  si concretizzi non in Italia, ma su un altro continente, per esempio sul Nord America, che ha una potenzialitร  di ondate di freddo da record (per questi tempi) ben maggiore rispetto allโ€™Europa. Nel nostro continente, infatti, per avere freddo intenso serve lโ€™espansione dellโ€™aria siberiana; ricordo che lโ€™aria polare, pur molto fredda, non รจ gelida quanto quella siberiana. Tuttavia, anche la polareย in arrivo dalla Scandinavia puรฒ determinare, persino nel contesto attuale di cambiamento climatico, eventi nevosi a bassa quota, anche in pianura.

       

      A quel punto, sarร  poi da vedere da dove e come giungerร  lโ€™aria fredda, per capire per esempio se e dove potrebbe nevicare sulla Pianura Padana; mentre un simile evento potrebbe portare neve a bassa quota sulle regioni tirreniche e sulla Sardegna. Nel Novembre del 2001, per esempio, in Sardegna a fine mese si ebbe una nevicata a quote molto basse, specie nelle zone interne (non in pianura). Dunque, questi eventi sono possibili anche nel nostro decennio, anzi, quinquennio, pur contraddistinto da temperature molto alte, perchรฉ ormai quasi ogni mese superiamo i valori piรน elevati misurati sulla terra. Parliamo di misure: non stiamo dicendo che, nella storia geologica, non ci sia mai stato piรน caldo. Ricordiamolo.

       

      Cโ€™รจ poi lโ€™altra massa dโ€™aria: lโ€™aria Artico marittima. Giร  in passato, quando il clima era meno mite di oggi, portava precipitazioni nevose solo sopra una certa quota in Italia. Era origine di maltempo proveniente da Nord-Ovest che interessava soprattutto le regioni tirreniche e le meridionali, portando tanta neve sullโ€™Appennino, sui monti della Sardegna e sui monti della Sicilia.

       

      Neve. Un elemento necessario nel nostro mare รจ la formazione di una bassa pressione: umiditร  e precipitazioni che si mescolano poi con lโ€™aria fredda. Lโ€™aspetto piรน favorevole per avere neve a bassa quota resta lโ€™aria di origine siberiana; per vederla, teoricamente, servirebbe un Stratwarming marcato. Ma abbiamo visto che puรฒ succedere anche senza. Quindi, anche se i modelli stagionali non prevedono lโ€™arrivo di aria siberiana (perchรฉ non possono prevederlo con questa precisione), il fenomeno puรฒ comunque realizzarsi al di lร  delle previsioni.

       

      Tutte le percentuali sulle cittร  che abbiamo elaborato sono unโ€™altra cosa: si basano su numeri, percentuali e pochi fattori selezionati. Qui, invece, stiamo allargando il campo: osserviamo i vari indici di comportamento del clima, che sono numerosissimi.

       

      Il mio รจ un articolo discorsivo che vuole spiegare le potenzialitร  degli eventi meteorologici estremi che possono ancora verificarsi. Di certo, come emerso anche dagli articoli sulle cittร , la quota neve che in passato si associava a determinate sinottiche tende oggi a essere piรน alta, perchรฉ lโ€™aria in Italia รจ effettivamente piรน calda rispetto al passato. Ma non cosรฌ tanto da escludere le precipitazioni nevose. Su questo circolano teorie e opinioni, ma nessuno di noi ha la sfera di cristallo per dire che un certo fenomeno non succederร .

       

      Alcuni eventi, infatti, avvengono quasi inspiegabilmente. La nevicata sul settore Nord-Ovest del 28 Dicembre 2020 fu ai limiti, eppure caddero 20 centimetri di neve su Milano: le strade furono ricoperte nonostante lโ€™isola di calore urbana. Cadde neve un poโ€™ dappertutto sul settore centro-occidentale del Nord e tantissima neve sulle Alpi nei giorni successivi: alzandosi la quota neve, nevicรฒ copiosamente sui rilievi a bassissima quota, anche a 800 metri, dal 28 Dicembre fino al giorno dellโ€™Epifania, con accumuli fino a 2 metri. Fu un estremo meteo piuttosto importante, avvenuto appena cinque anni fa; in cinque anni la temperatura non รจ salita di 2 ยฐC.

       

      Anche quando si parla di temperature in aumento, bisogna sempre specificare il periodo di riferimento: periodo preindustriale, ultimi ventโ€™anni o trentโ€™anni? Bisogna dare i numeri con precisione. Molto spesso, perรฒ, si citano indicazioni generiche e si parla dello scioglimento dei ghiacciai mostrando fotografie dei primi del Novecento. A mio avviso, in questo caso sono delle forzature: allโ€™inizio del Novecento eravamo alla fine della Piccola Era Glaciale, cioรจ alla massima espansione dei ghiacciai (per esempio alpini e in altre aree del globo), dopo circa 300 anni di periodo freddo. Successivamente si tornรฒ a condizioni piรน miti che non avevano nulla a che fare con il Riscaldamento Globale: quello lo abbiamo visto in modo piรน netto soprattutto dalla fine degli Anni Novanta (sebbene nel corso del secolo fosse giร  percepibile).

       

      รˆ difficile distinguere quale percentuale sia responsabilitร  delle emissioni e quale delle fluttuazioni climatiche: la fine della Piccola Era Glaciale non รจ dovuta allโ€™inquinamento da anidride carbonica, ma a una fluttuazione del clima. Peraltro, anche questa Piccola Era Glaciale resta un mistero. Ve ne fu forse unโ€™altra, persino piรน intensa, attorno allโ€™anno ‘500, durata alcune centinaia di anni. Sono fenomeni naturali, talvolta innescati da massicce eruzioni vulcaniche o da variazioni solari.

       

      Ora, perรฒ, stiamo vivendo una crescita esagerata della temperatura che ha davvero poco a che fare con le fluttuazioni naturali ed รจ causata proprio dalle emissioni dei gas serra, aggravate anche da metano liberato, per esempio, dal permafrost in fusione.

       

      Queste dinamiche, legate al cambiamento climatico, stanno accentuando lโ€™aumento della temperatura. I modelli climatici non avevano tenuto conto di alcuni parametri; in certi casi hanno anche esagerato alcune proiezioni. Tuttavia, lโ€™aumento termico cโ€™รจ e, dal 2030, purtroppo supereremo la soglia di 1,5 ยฐC rispetto al periodo preindustriale, indicata dagli Accordi sul Clima come punto di difficile ritorno. Questo significa che, per tornare a condizioni piรน normali, dovremo investire molto: convertire la produzione di energia elettrica, muovere auto e industrie con energia pulita e smettere di immettere altra COโ‚‚ in atmosfera.

       

      Credit: World Meteorological Organization, NOAA Climate.gov, ECMWF, Met Office, IPCC

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      TAG:aria siberianacambiamento climaticoneve invernaleondate di freddovortice polare
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