
(METEOGIORNALE.IT) Negli ultimi giorni il Sole ha dato spettacolo, lanciando nello spazio due enormi nubi di plasma magnetizzato – le cosiddette espulsioni di massa coronale (CME) – che si stanno dirigendo verso la Terra. La tempesta geomagnetica che potrebbe derivarne, potrebbe dar vita ad una meravigliosa aurora boreale.
Le due esplosioni solari sono partite il 9 e 10 novembre dalla stessa zona del Sole, la stessa che poche ore fa ha prodotto anche un’imponente eruzione di classe X5.1, tra le più potenti di questo ciclo solare. La particolarità è che la seconda nube si sta muovendo più in fretta della prima e potrebbe raggiungerla e inglobarla lungo il percorso. Quando questo accade si parla di “tempesta cannibale”, un termine suggestivo che indica la fusione di due CME in un unico fronte d’urto molto più energetico del normale.
Dall’eruzione solare all’aurora boreale
Ma prima di entrare nei dettagli, vale la pena ricordare cosa accade realmente in questi momenti.
Il Sole è un’enorme sfera di gas incandescente, composta principalmente da idrogeno ed elio, dove reazioni di fusione nucleare liberano quantità immense di energia. Questa energia segue un ciclo di attività di circa 11 anni, durante il quale il campo magnetico solare si inverte e varia l’intensità di macchie solari, eruzioni e CME.
Le eruzioni solari sono improvvisi rilasci di energia magnetica dalla superficie del Sole, o più precisamente dalla sua corona, lo strato più esterno e caldo dell’atmosfera solare.
In quei momenti, il campo magnetico si riconfigura bruscamente e lancia nello spazio milioni di tonnellate di plasma a milioni di chilometri orari.
Quando l’espulsione è diretta verso la Terra, la nube di particelle cariche viaggia per uno o due giorni attraverso il Sistema Solare e può interagire con il campo magnetico terrestre, generando spettacolari effetti visivi e geomagnetici.

Aurora boreale, anche in Italia?
Gli esperti del NOAA, l’agenzia statunitense che monitora il meteo spaziale, stimano che l’impatto combinato di queste due onde di plasma possa generare tra oggi e domani una tempesta geomagnetica di categoria G3, cioè “forte” secondo la scala ufficiale che va da G1 (debole) a G5 (estrema).
Una tempesta geomagnetica è, in pratica, la risposta della Terra a un urto magnetico proveniente dal Sole.
Quando la CME raggiunge il nostro pianeta, il vento solare comprime la magnetosfera, la gigantesca bolla che ci protegge dalle particelle cariche, deformandola e inducendo correnti elettriche nello spazio e nella ionosfera.
Effetti sulla Terra e sui sistemi tecnologici
Questo provoca disturbi elettromagnetici che possono interferire temporaneamente con le comunicazioni radio, satelliti e sistemi GPS, ma nella maggior parte dei casi si tratta di effetti limitati e di breve durata.
Nel caso di una tempesta di livello G3, come quella attesa, possiamo aspettarci piccole interferenze sulle onde corte radio, leggere deviazioni nei segnali GPS o disturbi alle trasmissioni in alta frequenza.
Nulla che possa mettere in pericolo la vita quotidiana o le reti elettriche.
Solo in presenza di eventi eccezionali, come le tempeste di livello G5, possono verificarsi blackout estesi o danni alle infrastrutture spaziali, come avvenne nella famosa tempesta di Carrington del 1859, la più potente mai registrata, che interruppe i telegrafi in Europa e America e generò aurore visibili fino a Roma e Cuba.
Dove si vedrà l’aurora boreale
La parte più affascinante di tutto questo riguarda però le aurore boreali.
Se la previsione dovesse avverarsi, l’indice Kp – che misura l’intensità delle perturbazioni geomagnetiche su una scala da 0 a 9 – potrebbe salire fino a 7, un valore che in teoria permetterebbe di vedere aurore molto più a sud del solito, forse persino fino al Nord Italia.
Cos’è un’aurora boreale
Si tratta di un fenomeno ottico che si verifica quando le particelle cariche provenienti dal Sole penetrano nella magnetosfera e si incanalano lungo le linee del campo magnetico terrestre, dirette verso le regioni polari.
Quando queste particelle entrano in contatto con ossigeno e azoto nell’alta atmosfera, li eccitano, facendoli emettere luce visibile.
- L’ossigeno genera tonalità verdi e rosse;
- L’azoto produce sfumature azzurre o viola.

Aurore boreali anche a latitudini insospettabili
Di solito le aurore si manifestano oltre i 60° di latitudine (in Scandinavia, Canada, Alaska, Islanda), ma durante le tempeste più forti il campo magnetico terrestre si estende verso sud, permettendo alla danza luminosa di apparire anche in Germania, Francia o Italia settentrionale.
In questi casi, le aurore osservabili da noi non saranno le classiche cortine verdi dei cieli artici, bensì deboli bagliori rossastri o archi fissi (SAR), visibili solo con fotocamere sensibili o lunghe esposizioni. Sono comunque un segnale straordinario: la prova visibile della connessione tra il Sole e la Terra, mediata dal magnetismo e dall’energia.
Il Sole si trova oggi in una fase di massima attività del suo ciclo undecennale, e in questi periodi è normale assistere a eruzioni e tempeste di questo tipo. Ogni 11 anni circa, infatti, il campo magnetico solare si inverte, e con esso aumenta il numero di macchie solari, cioè regioni più fredde e instabili dove si accumula energia magnetica. È proprio da queste aree che partono le eruzioni più intense, come quella di classe X5.1 di questi giorni.
Le classi delle eruzioni solari
Le classi si dividono in base all’intensità dei raggi X emessi:
- Classe C: deboli, quasi innocue;
- Classe M: moderate, possono produrre piccole tempeste geomagnetiche;
- Classe X: le più forti, capaci di generare disturbi su scala planetaria.
Ogni numero che segue la lettera indica la potenza relativa (ad esempio X1 è il minimo livello della categoria, X10 è dieci volte più intensa).
L’eruzione di classe X5.1 di questi giorni rientra quindi tra le più energetiche dell’attuale ciclo solare, che raggiungerà il suo massimo tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
Spettacolo naturale, non pericolo
Fenomeni simili si erano già verificati lo scorso anno, provocando disturbi più forti ma senza conseguenze rilevanti.
Anche questa volta, quindi, non c’è motivo di allarme: si tratta di un grande spettacolo naturale, capace di ricordarci quanto il nostro pianeta sia legato all’energia del Sole.
La cosiddetta “tempesta cannibale” non è un pericolo, ma un’occasione rara per osservare come il Sole e la Terra dialogano attraverso invisibili fili magnetici.
Un promemoria silenzioso ma potente: viviamo sotto l’influenza costante di una stella viva e imprevedibile, che plasma il clima spaziale e, indirettamente, anche la nostra vita quotidiana.
Per molti fotografi e appassionati di astronomia, queste giornate rappresentano un momento di grande attesa.
Se il cielo sarà limpido e le condizioni giuste, potremmo persino assistere – anche solo per pochi istanti – ad una stupenda aurora boreale sopra l’Italia. (METEOGIORNALE.IT)



