Anzitutto ci sarà da valutare il potente affondo depressionario nord atlantico destinato almeno inizialmente all’Europa occidentale. Perché se è vero che in prima istanza supportare la rimonta anticiclonica è altrettanto vero che i centri di calcolo internazionali continuano a vederne una parziale espansione verso levante.
Tale espansione potrebbe forzare la resistenza anticiclonica, perlomeno sul fianco occidentale, consentendo alle piogge di ripresentarsi su parte d’Italia. Nello specifico sul Nordovest, in Sardegna e sulle centrali tirreniche. Questa, al momento, potrebbe essere l’iniziale distribuzione dei fenomeni.
Successivamente ci sarà da valutare l’eventuale coinvolgimento di altre regioni, che potrebbe avvenire nel momento in cui il promontorio anticiclonico dovesse cedere. Di schianto o meno lo vedremo, comunque potrebbe cedere perché nel mentre un’irruzione artica di una certa imponenza potrebbe prendere piede sull’Europa centro settentrionale.
Dinamica, giusto dirlo, particolarmente complessa perché almeno inizialmente andrebbe a mischiarsi col flusso atlantico. A quel punto potrebbe aprirsi una crisi depressionaria particolarmente ampia e profonda, capace di coinvolgere pesantemente anche il Mediterraneo e quindi le nostre regioni.
Ma ciò che stiamo valutando, ormai da tempo, è qualcosa di ben più consistente e che potrebbe avvenire tra l’ultima decade di Novembre e la prima di Dicembre. L’argomento è sempre quello: la debolezza, cronica, del Vortice Polare. Debolezza che potrebbe sfociare in qualcosa di ben più “grave”, nel senso che potrebbe addirittura spezzarsi.
Comunque, al di là che possa rompersi o meno diciamo che il periodo indicato potrebbe portarci una gigantesca azione artica capace di estendersi facilmente sul Mediterraneo. A quel punto l’Inverno meteorologico esordirebbe letteralmente col botto, col freddo intenso, con le prime nevicate a bassa o bassissima quota.
Sicuramente sui rilievi, laddove è giusto che arrivi. Poi valuteremo eventualmente il coinvolgimento di altre zone come ad esempio quelle collinari del Centro Sud e delle due Isole Maggiori. Dipenderà dall’entità del freddo e dalla traiettoria dell’irruzione, due elementi sui quali al momento è impossibile pronunciarsi.