
(METEOGIORNALE.IT) Siamo appena reduci da una fase più autunnale che primaverile in questo maggio. Gli ultimi giorni sono stati contrassegnati da una instabilità diffusa sull’Italia, con rovesci e temporali anche di una certa consistenza su diverse aree e, soprattutto, specie poi nelle ultime ore, anche con un campo termico decisamente sotto media.
Il tutto, a causa di un cavo instabile nord-atlantico che ha insistito per diversi giorni sul Mediterraneo centro settentrionale, ma che sta evolvendo con asse verso l’Est Europa e che, dunque, lascerà spazio progressivamente all’alta pressione dietro di sé.
A questo punto, le domande degli italiani, anche legittime, sono le seguenti: prenderebbe finalmente piede quest’alta pressione? Durerebbe a lungo? Partirebbe il volto stabile e magari simil estivo di questa primavera oramai all’epilogo? La risposta in linea di massima è sì, ma con puntualizzazioni d’uopo.
Con buona probabilità, sulla base dei dati ultimi elaborati dai maggiori centri di calcolo mondiali e ancora più da quello europeo ECMWF, appare abbastanza verosimile l’assenza di azioni depressionarie di una certa strutturazione verso il Mediterraneo centrale, probabilmente per tutto il prosieguo di questo mese.
Dunque, le condizioni bariche prevalenti si annunciano all’insegna di un andamento pressorio più medio alto che non medio basso e, quindi, con anomalia barica leggermente positiva. L’evoluzione di massima, per i rimanenti 14 giorni di maggio, è sintetizzata nell’immagine di copertina: in essa appare chiara un’anomalia pressoria prevalente su gran parte del continente, colori giallo-arancio-rosso, mentre soltanto ai margini nord-occidentali e sud-orientali potrebbe aversi un’anomalia barica negativa con azioni depressionarie un po’ più conclamate.
Relativamente al Mediterraneo, poi, tutta la parte centro occidentale potrebbe vedere una componente anticiclonica decisamente più strutturata, mentre la parte orientale potrebbe essere maggiormente interessata da un’azione più persistentemente instabile con perno depressionario principale tra il Mar Nero, il Mar Caspio e la Turchia.
In questa configurazione barica di massima, che rappresenterebbe una sintesi circolatoria dei prossimi 15 giorni circa, l’Italia potrebbe essere influenzata in maniera abbastanza variegata da settore a settore, sia dalla componente anticiclonica più strutturata sull’Ovest del bacino, che da quella instabile presente sui settori estremi orientali del Mediterraneo.
Abbiamo già evidenziato poco sopra che, in termini barici, con buona probabilità saremmo su livelli medi o anche medio-alti, quindi grossi cali di pressione non se ne vedebbero, perlomeno al suolo.
Tuttavia, infiltrazioni, di tanto in tanto e di più in quota, di correnti più fresche dai quadranti continentali o settentrionali in genere e legate all’area depressionaria sull’estremo Sudest Europa e in prossimità della Turchia, potrebbero essere senz’altro in grado di infastidire la performance anticiclonica con imput a instabilità temporalesca soprattutto diurna, instabilità che potrebbe presentarsi in diverse fasi e a vasta scala sul territorio, in particolare sulle aree interne.
Andando più nel dettaglio e a step di giorni, l’evoluzione prevederebbe, dopo il break più stabile di oggi pressochè ovunque, con tempo mediamente asciutto o solo fastidi occasionali su qualche rilievo del Centrosud e dell’Ovest Piemonte, il ritorno di rovesci o di locali temporali pomeridiani e serali per domani, lunedì 18, essenzialmente al Nord e sulla Liguria.
Mediamente buono sul resto dell’Italia, salvo qualche scaramuccia isolata su area etnea in Sicilia e su qualche rilievo del Centrosud Appennino. Per martedì 19, dopo una mattinata all’insegna del sole prevalente, nelle ore pomeridiane potrebbero tornare locali rovesci e temporali, questa volta di più sui rilievi tra Emilia Romagna, Toscana, sul Centro Sud Appennino in genere e anche su Calabria Tirrenica centro meridionale, su Sud Puglia, su Alpi di Nordest e, occasionalmente, su qualche area insulare. Generalmente buono altrove.
A seguire, dal 20 al 23 circa, quindi per 4 giorni della prossima settimana, con buona probabilità potrebbe aversi la fase anticiclonica più performante fino a fine mese, ossia la fase con andamento pressorio più convincente e, dunque, con tempo decisamente più stabile a larga scala sul territorio, semmai in questa fase andrebbero considerati fenomeni, essenzialmente pomeridiani, molto circoscritti a qualche rilievo del Sud Italia, segnatamente della Calabria, qui magari con sconfinamento anche verso coste tirreniche, occasionalmente della Lucania, Sud Campania, altri possibili fenomeni isolati sui rilievi tra Lazio e Abruzzo, del Nord Appennino e su qualche altro alpino.
Per l’ultima settimana di maggio, quindi dal 24/25 del mese e fino al 31, persisterebbero condizioni medie di insistente, moderata alta pressione al suolo, ma i dati ultimi indicherebbero qualche segnale di cedimento barico in quota, dove potrebbero infiltrarsi in misura maggiore correnti più fresche settentrionali continentali e anche con contributi nord-atlantici.
Ciò comporterebbe una maggiore compromissione del tempo, specie per azione convettiva diurna e nelle ore più calde, quindi con maggiore rischio di rovesci e soprattutto di temporali che potrebbero sostanzialmente essere presenti un po’ tutti i giorni e diffusamente sul territorio a partire proprio dal weekend 24/25 prossimo.
In linea di massima, i fenomeni temporaleschi più ricorrenti e anche più intensi riguarderebbero il Piemonte, i settori alpini e prealpini in genere, ma diffusamente anche le pianure del Nord e tutto l’Appennino; ci sarebbero, tuttavia, le condizioni affinchè i temporali, per l’ultima settimana di maggio, possano espandersi a fasi alterne anche verso le coste in genere, sebbene non tutti i giorni.
Magari le coste tirreniche centrali e quelle occidentali di entrambe le isole maggiori, potrebbero vedere temporali meno ricorrenti, su diverse di queste aree anche assenti o comunque più occasionali. Infine, circa il campo termico, la linea tendenziale media sarebbe per valori in crescita rispetto a quelli decisamente freschi delle ultimissime ore, ma comunque ancora sotto media, fino al 24 maggio circa, sulle aree del medio e basso Adriatico, qui per una maggiore influenza di correnti settentrionali anche con ventilazione più sostenuta;
valori in aumento più apprezzabile, invece, sulle regioni settentrionali, del medio-alto Tirreno e sulla Sardegna, con valori che tornerebbero in prevalenza nelle medie su queste aree o localmente anche un po’ sopra media sul Piemonte.
Dal 25 fino a fine mese, poi, le temperature sono attese in ulteriore aumento un po’ ovunque, con valori più dichiaratamente sopra media ancora al Nord, sul medio alto Tirreno e sulla Sardegna, ma tendenti a porsi leggermente sopra media, soprattutto sul finire del mese, anche sul medio basso Adriatico e al Sud. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF) (METEOGIORNALE.IT)
