
(METEOGIORNALE.IT) Le dinamiche bariche in riferimento a una possibile circolazione di tipo invernale per la prossima settimana, sono in linea di massima confermate da tutti i centri di calcolo, anche con i dati odierni.
Naturalmente, tra una emissione e l’altra possono esserci un po’ di variazioni nella disposizione dell’asse dei cavi d’onda depressionari e, dunque, piccole variazioni anche nella sostanza fredda associata all’azione instabile. Nell’aggiornamento mattutino ultimo del modello europeo ECMWF, si ravvisa un piccolo ridimensionamento termico generale, tuttavia la sostanza moderatamente fredda rimane per le regioni del Nord, come rimane il rischio di neve, la prima della stagione, a quote relativamente basse o anche basse per alcuni frangenti e su aree circoscritte.
Sempre quest’ultimo aggiornamento, indicherebbe una scarsa o minore possibilità a che i fiocchi possano scendere fino in pianura, tuttavia da qui a una settimana circa, certamente le simulazioni bariche e termiche dei modelli matematici potrebbero proporre ancora tanti variegati scenari e, alla fine, niente potrebbe essere escluso, nella fase di esecuzione reale dell’azione fredda, anche la comparsa di fiocchi pianeggianti.
Sembrerebbe, invece, essere confermato, con una certa continuità, una termica a 1400 m circa, con valori fino a -2/-3/-4° a quella quota, dunque con le condizioni di uno zero termico ricorrente sugli 800/1000 m, per alcune fasi in calo fino a 700 m circa, ma, specie in presenza di precipitazioni di una certa consistenza, con possibile ulteriore calo fino a 500 m.
Gli ultimi dati darebbero la fase più predisponente a buone precipitazioni e, nel contempo, a buone termiche per neve bassa, tra il pomeriggio di venerdì 21 novembre e l‘intera giornata di sabato 22. Stando sempre all’ultimo aggiornamento, una moderata termica fredda potrebbe persistere anche verso la mattinata di domenica 23, ma le precipitazioni, dalla sera di sabato 22, potrebbero farsi via via più deboli, con zero termico più alto e meno efficace per neve alle basse quote.

Nella mappa interna, abbiamo rilevato non tutte le nevicate attese nel peggioramento della prossima settimana, ma solo quelle previste, appunto, tra venerdì 21, specie dal tardo pomeriggio e verso sera, e sabato 22, intera giornata.
Per quella fase, la più fredda dell’evento invernale, ci sarebbe una diffusa possibilità di neve medio-bassa, ma via via anche bassa, in particolare tra le Alpi Marittime, colline del Cuneese, localmente dell’Alessandrino, anche dell’Astigiano e tutti i rilievi appenninici settentrionali, da quelli liguri più interni a quelli emiliani-romagnoli e Nord toscani.
Neve bassa anche su Alpi centro occidentali, ma qui, per la fase presa in esame, in forma debole e irregolare. Le nevicate potrebbero essere anche abbondati, con accumuli, intorno ai 900/1000 m, dai 10/15 cm, fino anche ai 20 o persino 30/40 cm, questi accumuli più sostanziosi, in particolare tra i rilievi emiliano-romagnoli e toscani, ma anche su Alpi di Nordest.
La quota dei 900/1000 m, sarebbe quella con zero termico più costante e, dunque, con neve più continua e con accumuli anche abbonanti in 24/30 ore. Ma, nella fase indicata, ossia tra il 21 e il 22 novembre, lo zero termico scenderebbe anche più giù, per qualche ora, fino a raggiungere, come rilevato spra, i 5/700 m, specie nelle ore serali-notturne e durante i fenomeni più intensi, per cui la neve solida cadrebbe fino a quote basse, 3/400 m con accumuli anche a queste quote di diversi centimetri e di più sulle colline appenniniche emiliano romagnole, localmente nelle valli friulane.
Ciò, stando all’ultimo aggiornamento. Abbiamo già rilevato che, da oggi a venerdì prossimo, potranno accorrere tante possibili variazioni bariche e termiche, tali da ridimensionare l’evento freddo al Nord, ma anche da potenziarlo.
Tuttavia, al di là delle possibili fisiologiche variazioni nei forecasts modellistici da oggi all’evento, ciò che sta trasparendo con buona costanza nelle emissioni da diversi giorni, è la possibilità di un evento meteo di tipo moderatamente freddo e invernale, in grado di portare la prima neve medio-bassa della stagione sui rilievi o in prossimità di essi, alpini e del Nord Appennino.
Conferme, altresì, per calo termico generale, ma freddo poco consistente per il Centro e ancora meno per il Sud, settori sui quali si scenderebbe solo di poco sotto media, con neve al più verso il 1000/1200 m sui rilievi tra Umbria, Marche e Nordest Lazio, localmente Nordovest Abruzzo, verso il 1500 altrove al Centro, ancora più in alto al Sud. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)
