
(METEOGIORNALE.IT) Difficile non restare colpiti dal Monte Lussari, appollaiato a quasi 1 790 metri nel cuore del Friuli-Venezia Giulia, dove l’Italia, l’Austria e la Slovenia si sfiorano. Non è una vetta gigantesca, eppure domina un paesaggio che si apre all’improvviso: la conca di Tarvisio sotto di sé, le Alpi Giulie tutt’attorno e, sullo sfondo, cime come il Jôf di Montasio o il Mangart che sembrano guardarlo da lontano.

Sulla cresta, quasi sospeso, vive un piccolo borgo con il celebre santuario quattrocentesco. Un luogo di pellegrinaggio che nel tempo è diventato anche un incontro di culture – italiane, slave, tedesche – mescolate nelle case in legno, nelle locande e in quell’atmosfera di confine che qui si respira senza nemmeno accorgersene.
Curiosa anche la geografia del monte: da qui le acque corrono in due direzioni opposte, verso il Mare Adriatico e verso il Mare Nero. Una sorta di spartiacque simbolico oltre che naturale.
E l’inverno? Lussari si veste spesso di bianco, abbastanza da garantire stagioni sciistiche regolari e panorami da cartolina. Non esiste però un dato ufficiale sulla nevosa annua, e insistere sarebbe inutile: le fonti raccontano paesaggi innevati ma non forniscono numeri certi. Ne consegue un quadro chiaro: nevica, talvolta molto, ma la quantità varia parecchio di anno in anno – come ormai accade in tante montagne intermedie delle Alpi.
Monte Lussari resta così: una cima non estrema ma intensamente identitaria, crocevia di popoli e storie, rifugio ideale per chi cerca silenzio, sentieri, neve o semplicemente un orizzonte più ampio. (METEOGIORNALE.IT)
