
(METEOGIORNALE.IT) Questo ottobre sarà ricordato per episodi meteo del tutto fuori dal comune. Andiamo per gradi. Non si è ancora osservata nessuna ondata di calore, elemento ormai consueto nelle cronache climatiche recenti del primo mese autunnale.
Le cosiddette “ottobrate”, ovvero quelle giornate dal sapore quasi estivo, dominate da un caldo asciutto e da cieli sereni, quest’anno sono state rarissime, sostituite da un quadro più fresco e instabile che segna un cambio di passo netto rispetto alle stagioni passate.
Un pattern anomalo
Negli anni precedenti, proprio in questo periodo, basti pensare al 2023, l’Italia era spesso investita da flussi subtropicali provenienti dal Nord Africa o dall’Atlantico, capaci di innalzare sensibilmente le temperature e regalare settimane di sole intenso. Il 2025, invece, si sta caratterizzando per una circolazione atmosferica di tipo meridiano, dominata da campi di alta pressione disposti in modo insolito e persistente sui settori occidentali dell’Europa.
Un tipo di pattern praticamente invernale, molto poco comune per l’autunno. Tali aree anticicloniche, estendendosi con facilità fino alle alte latitudini oceaniche e continentali, hanno favorito la discesa di correnti fredde verso le medie e basse latitudini, interessando anche il bacino del Mar Mediterraneo e quindi l’Italia.
Sarà un mese sicuramente non caldo
Questo assetto barico anomalo ha avuto conseguenze chiare sull’andamento termico. Penso che ce ne siamo accorti tutti. La maggior parte delle regioni italiane ha registrato temperature inferiori alla media stagionale, anche di gran lunga.
Volendo vedere, con eccezioni limitate ad alcune zone del Nord Italia, alla Sardegna e ai rilievi alpini e prealpini, dove si sono avuti valori più miti solo negli ultimi giorni. In queste aree, è bene ricordare che il lieve rialzo termico è dipeso non da correnti calde subtropicali, ma da flussi atlantici più temperati. Insomma, un leggero sopra media. Ma nulla di eccezionale.
Fine mese caldo?
Le ultime elaborazioni dei modelli meteo mostrano, però, un possibile cambiamento di scenario. Nonostante la tendenza generale resti improntata a un contesto fresco e dinamico, si affaccia l’ipotesi di una breve incursione calda di matrice nordafricana, prevista nel corso della terza decade del mese.
Secondo le analisi più recenti, questa impennata termica sarebbe collegata a un affondo del fronte perturbato subpolare diretto verso il Golfo di Biscaglia e la Francia. Tale movimento favorirebbe, lungo il margine ascendente della saccatura, l’attivazione di un flusso caldo proveniente dal Nord Africa, diretto verso il Mediterraneo centrale e, di conseguenza, anche verso la nostra penisola.
Caldo ma non per tutti
In questo contesto, il campo anticiclonico andrebbe a disporsi lungo i paralleli centro-meridionali del Mediterraneo, creando le condizioni per un richiamo di aria calda sahariana verso l’Italia. Come detto, non si tratterebbe di un episodio del tutto stabile, almeno a grandi linee: il flusso rimarrebbe infatti zonale e piuttosto umido, in particolare al Nord e sulle regioni centrali tirreniche, dove l’atmosfera si manterrebbe instabile. Con ripetute piogge a carattere di piovasco o rovescio.
Le regioni meridionali risentirebbero in modo più evidente di questo episodio caldo, ma con alcune differenze locali. In Campania, ad esempio, l’aumento delle temperature potrebbe risultare più contenuto, a causa della presenza di nuvolosità variabile e di rovesci irregolari lungo i settori occidentali.
Il Nord molto ai margini
L’aria più mite e umida si farebbe comunque sentire, almeno in parte, sul Nord Italia e lungo il medio e alto Tirreno, ma in maniera meno marcata rispetto ad altri posti. In queste zone, infatti, il flusso occidentale porterebbe nubi estese e precipitazioni frequenti, soprattutto su Liguria, Toscana e Lombardia occidentale.
Vale a dire: l’eventuale onda calda di fine ottobre non avrebbe le caratteristiche di un’ondata di calore duratura o eccezionalmente intensa. Sarebbe una cupola di breve durata e si tradurrebbe in un breve episodio mite. Nulla di veramente anomalo. Se allarghiamo un attimo lo sguardo, la sua presenza servirebbe quasi come pausa nel contesto autunnale, prima dell’arrivo di nuove perturbazioni atlantiche attese entro la fine del mese.
A fine mese nuovo maltempo
Secondo le ultime tendenze, infatti, dopo il temporaneo rialzo delle temperature, il flusso instabile nord-atlantico tenderà a riprendere vigore, orientandosi di nuovo in senso meridiano. Ciò favorirà una discesa di correnti più fresche e turbolente da nord-ovest, che riporteranno un generale calo termico e un aumento dell’instabilità atmosferica su gran parte del territorio.
A partire dal 28-29 ottobre, l’Italia potrebbe dunque essere investita da nuove infiltrazioni di aria fredda, con piogge diffuse al Nord e al Centro, rovesci sparsi sulle regioni adriatiche e un peggioramento progressivo anche al Sud. Le temperature tornerebbero a scendere sotto la media, ristabilendo un quadro pienamente autunnale. Insomma non ingigantiamo troppo. Nessuna ondata di caldo davvero eccezionale.
Un autunno davvero fuori dal comune
Sarà interessante osservare come questa evoluzione meteo modificherà l’andamento climatico dell’autunno. Quest’ultimo sta mostrando un comportamento in controtendenza rispetto a quelli precedenti, in cui l’anticiclone subtropicale dominava spesso la scena fino a novembre. Quest’anno, al contrario, sembra prevalere una dinamica più invernale, con ondulazioni marcate del getto polare, frequenti intrusioni di aria fredda e decisamente poca presenza di matrici africane.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
