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Home A La notizia del giorno

MILANO senza neve: cosa sta succedendo e quando potremmo vederla

Andrea Meloni di Andrea Meloni
06 Ott 2025 - 12:50
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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Neve a Milano: un’immagine che fino a 15 anni fa potevamo catturare dal vivo, ma che oggi, per rivederla, dobbiamo affidarci all’intelligenza artificiale.

(METEOGIORNALE.IT) Mi chiedono spesso come mai non cada più la neve in Pianura Padana, o meglio, come mai le nevicate siano diventate praticamente assenti. I più giovani ormai quasi non le ricordano.

 

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Proprio l’altro ieri, parlando con alcuni diciottenni, mi raccontavano che da piccoli avevano visto nevicare, ma oggi la neve sembra scomparsa. In effetti, l’ultima nevicata seria risale al 28 dicembre 2020, un evento che ha interessato soprattutto il Nord-Ovest italiano, in particolare la Lombardia e il Piemonte orientale.

A Milano caddero 20 cm di neve, ma si ebbero quantitativi superiori nelle zone più a nord della città e addirittura 60 cm in una sola giornata sulle Prealpi. Fu un evento straordinario, accompagnato da temperature piuttosto rigide, anche se su Milano i valori non furono particolarmente bassi.

Tuttavia, appena cessò di nevicare, la neve a Milano iniziò a sciogliersi rapidamente, soprattutto nel centro città, proprio a causa della temperatura relativamente mite. Nei giorni successivi, però, si verificò una gelata e in Pianura Padana la neve rimase al suolo anche oltre Capodanno. Questo avvenne grazie al fenomeno delle inversioni termiche, che portano alla formazione del cosiddetto cuscinetto d’aria fredda, un elemento fondamentale per la tenuta della neve al suolo.

 

Il ruolo del cuscinetto d’aria fredda

A rendere possibile quella nevicata su Milano fu l’arrivo, nei giorni precedenti, di aria fredda. Nulla di straordinario, ma sufficiente a creare le condizioni ideali per la formazione del cuscinetto padano. Quando successivamente arrivò una perturbazione, le condizioni per la neve si realizzarono pienamente.

Queste sono le cosiddette nevicate da addolcimento: si chiamano così perché, durante il transito di una perturbazione da ovest, la temperatura in quota tende ad aumentare, interrompendo il flusso d’aria fredda. Si crea così un ricambio d’aria che, se incontra al suolo un cuscinetto freddo ben strutturato, può generare precipitazioni nevose anche abbondanti.

 

Ma perché oggi non nevica più?

La domanda che sorge spontanea è: come mai oggi non si forma più questo cuscinetto d’aria fredda, e quindi non nevica più in Pianura Padana?

Attribuire tutto ciò al cambiamento climatico è una semplificazione eccessiva. Il cambiamento climatico è reale e innegabile, ma nel caso delle nevicate padane si tratta piuttosto di una mancata coincidenza di condizioni atmosferiche.

Molto spesso, durante l’inverno, in Pianura Padana non si verificano precipitazioni per lunghi periodi. Eppure, fa freddo, tanto che gelano anche i laghetti, come accaduto lo scorso inverno persino a Milano città. Ma nonostante ciò, non è nevicato, se non per una spruzzata di nevischio alla fine di novembre, quando l’Europa fu colpita da una forte ondata di freddo precoce.

 

Il nuovo regime pluviometrico

Manca, dunque, la combinazione tra aria fredda e precipitazioni. E questo è legato anche a un cambiamento del regime pluviometrico. Cosa significa? Che le precipitazioni avvengono in modo diverso rispetto al passato: piove meno spesso, ma quando piove, lo fa in modo molto più intenso.

In questo scenario, se in futuro dovesse verificarsi una coincidenza favorevole – ovvero aria fredda al suolo e perturbazione in transito – potremmo assistere a nevicate eccezionali, con accumuli forse anche doppi rispetto al passato.

 

Il caso del 6 gennaio 2024: occasione mancata

Un esempio è il 6 gennaio 2024. A Milano piovve intensamente, con accumuli tra 60 e 70 mm, in un contesto termico che sembrava perfetto per la neve. Ma la quantità d’aria fredda presente nei giorni precedenti fu insufficiente, e così nevicò solo in quota. Piuttosto, in tutto il mese ci fu solo quella pioggia durata poco più di 12 ore, ed il totale di piovosità mensile fu superiore alla media. Ma ci rendiamo conto che ormai piove con modalità mal distribuita?

Pensate se ci fosse stato un cuscinetto d’aria fredda ben strutturato sarebbero potuti cadere tra i 60 e i 70 cm di neve in un solo giorno. Una nevicata da record, superiore – nell’arco di 24 ore – persino a quella del 1985, quando in quattro giorni caddero 90 cm di neve su Milano, passata alla storia come la nevicata del secolo.

 

Una coincidenza che (per ora) non arriva

In sintesi, oggi non nevica più su Milano e in Pianura Padana non tanto e non solo per il cambiamento climatico, ma soprattutto perché non si verificano più quelle coincidenze atmosferiche favorevoli: un’irruzione d’aria fredda sufficientemente marcata, seguita da una perturbazione da sud-ovest – direzione che storicamente porta le nevicate più abbondanti.

 

Tutto questo accadeva con maggiore frequenza fino al 2013, poi qualcosa è cambiato. Attribuire tutta la colpa al cambiamento climatico è probabilmente corretto solo in parte. Potremmo essere anche in presenza di una fluttuazione climatica di lungo periodo, che modifica i pattern atmosferici senza però cancellare la possibilità, in futuro, di una nevicata eccezionale.

Quando avverrà? Difficile dirlo. I modelli stagionali non sono in grado di prevedere eventi così specifici. Ma una cosa è certa: prima o poi, la neve tornerà a sorprendere anche Milano. Servirà solo la giusta coincidenza.

 

Credits:

  • U.S. Environmental Protection Agency – Climate Change Indicators: Snowfall
  • NOAA Climate.gov – Climate Change: Global Temperature
  • NASA Global Precipitation Measurement Mission
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • Nature Climate Change – Winter melt trends portend widespread declines in snow water resources
  • Nature Climate Change – A precipitation shift from snow towards rain leads to a decrease in streamflow
  • Nature Climate Change – Agricultural risks from changing snowmelt
  • Nature Climate Change – Slower snowmelt in a warmer world
  • U.S. EPA – Climate Change Indicators: Heavy Precipitation
  • NOAA National Centers for Environmental Information

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: cambiamento climaticocuscinetto aria freddainversione termicamodelli meteorologicineve Pianura Padananevicate milanopattern atmosfericiprecipitazioni invernaliregime pluviometricoriscaldamento globale
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Andrea Meloni

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Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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