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      Home » Meteo, MELISSA non è finita: dopo la Giamaica, il suo potere potrebbe sconvolgere l’Europa
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      Meteo, MELISSA non è finita: dopo la Giamaica, il suo potere potrebbe sconvolgere l’Europa

      L’energia rilasciata da Melissa potrebbe innescare ondate di maltempo e irruzioni fredde precoci sull’Europa centro-occidentale e sul Mediterraneo

      Angelo Ruggieri
      Angelo Ruggieri
      Pubblicato: 29/10/2025
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      3 Min Lettura
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      L’uragano Melissa entrerà nella storia come il ciclone tropicale più potente che abbia mai colpito la Giamaica. Al landfall ha raggiunto la categoria 5 (Saffir-Simpson) con venti medi oltre 290 km/h e pressione minima di 892 hPa, valori paragonabili ai più violenti uragani mai registrati nell’Atlantico.

      Contents
      • Da uragano tropicale a tempesta extratropicale
      • Un impatto sull’Atlantico e sul meteo europeo
      • Prospettive per novembre: più piogge e primi raffreddamenti

       

      Nei prossimi giorni Melissa inizierà a perdere le proprie caratteristiche tropicali: la struttura simmetrica con nucleo caldo si attenuerà e la tempesta si trasformerà in un ciclone extratropicale man mano che risalirà l’oceano verso latitudini più alte. La perdita di energia termica sarà compensata da un aumento dell’estensione del sistema, che assumerà dimensioni continentali.

       

      Da uragano tropicale a tempesta extratropicale

      Il processo di transizione comincerà con l’indebolimento e l’asimmetria dell’outflow in alta quota, elemento chiave che finora ha alimentato la tempesta. Di conseguenza il nucleo caldo tenderà a dissolversi e la convezione si riorganizzerà in bande frontali, tipiche dei cicloni delle medie latitudini.

       

      In questa fase si formerà una profonda depressione extratropicale con diametro stimato oltre 1.200 km e un gradiente barico simile a quello delle tempeste nord-europee di fine inverno.

       

      Un impatto sull’Atlantico e sul meteo europeo

      Pur perdendo la natura tropicale, Melissa continuerà a influenzare fortemente la circolazione atlantica. Il potente flusso in uscita (outflow) agirà sulla corrente a getto polare come un vero “stimolo dinamico”, favorendo una marcata ondulazione del flusso tra America ed Europa. A ridosso di Terranova potrà strutturarsi un jet streak con venti in quota che potrebbero superare i 300 km/h.

       

      Anomalie geopotenziali 500 hPa novembre

      Questa dinamica altererà il percorso delle perturbazioni atlantiche, scavando una saccatura profonda dall’Islanda alla Penisola Iberica. In presenza di un robusto anticiclone sulla Scandinavia, il quadro potrebbe sfociare in un blocco atmosferico capace di condizionare il tempo europeo per diversi giorni.

       

      Prospettive per novembre: più piogge e primi raffreddamenti

      Se il blocco atlantico dovesse consolidarsi, l’Europa centro-occidentale e l’Italia potrebbero andare incontro a fasi di maltempo più frequenti, con la possibilità di prime irruzioni fredde precoci per la stagione.

       

      L’evoluzione post-Melissa, quindi, non si limiterà a un cambiamento locale sull’oceano, ma potrà incidere in modo significativo sul meteo di novembre in Europa, segnando un possibile punto di svolta verso la stagione invernale.

       

      Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE per le previsioni meteorologiche.

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      TAG:allerta uraganociclone extratropicaleuragano Melissa
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