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Aria africana in arrivo sull’Italia: quanto durerà e quali effetti porterà

Italia nella girandola del meteo: tra venti africani e irruzioni fredde artiche.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
04 Ott 2025 - 17:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Osservando i modelli matematici per una proiezione dei prossimi 15 giorni, sembra davvero di vivere una sorta di girandola atmosferica, in cui le diverse elaborazioni prospettano continue variazioni, soprattutto dopo il quinto giorno di previsione.

 

Era ovvio che le previsioni, dopo alcuni giorni di validità, deteriorassero la loro affidabilità: è normale che, in una stagione di transizione, i modelli siano meno stabili e meno precisi. Tuttavia, questa volta, l’instabilità previsionale è legata a una serie di condizioni atmosferiche estremamente anomale, che stanno avendo conseguenze evidenti.

Posso citarne alcune tra le più rilevanti.

 

Innanzitutto, gli uragani che si sono formati a ridosso dei Caraibi, invece di dirigersi — come spesso accadeva in passato — verso il Golfo del Messico, hanno seguito una traiettoria verso nord-nord-est, spingendosi fino al bacino di mare tra l’Islanda e le Isole Britanniche, trasformandosi in cicloni extratropicali. Tuttavia, appena una settimana fa, un ciclone di origine tropicale ha mantenuto le proprie caratteristiche tropicali e ha interessato perfino le Isole Azzorre, per poi raggiungere il Portogallo, dove è infine divenuto extratropicale.

Questo sistema ha provocato una serie di precipitazioni torrenziali sulla Spagna orientale, sulle Isole Baleari, a tratti sulla Sardegna meridionale e sulla Sicilia.

 

Un’altra anomalia rilevante, che si è verificata direttamente sul continente europeo, è stata la recente irruzione di aria fredda nei primi giorni di ottobre, proveniente da nord-nord-est, dunque dalla Russia. Tale afflusso ha determinato un sensibile abbassamento delle temperature anche in Italia, mentre il picco di freddo ha colpito in modo più marcato i Balcani, dove si sono registrate nevicate a quote bassissime — persino intorno ai 200 metri — e anomalie termiche negative fino a -10 °C sulla media di quattro giorni, accompagnate da maltempo e alluvioni.

 

Un’ulteriore anomalia è collegata proprio ai cicloni citati prima: una volta raggiunto il mare a ovest delle Isole Britanniche, questi sistemi, divenuti extratropicali, richiamano aria fredda artica dal Polo Nord, dove è iniziato un rapido e intenso raffreddamento stagionale. Il contrasto tra l’aria gelida polare e quella di origine tropicale innesca una maggiore violenza ciclonica, rendendo le basse pressioni più profonde e potenti, in grado di spostarsi verso l’Europa e, in parte, di coinvolgere anche l’Italia.

 

Questa dinamica, tuttavia, è destinata a cambiare. È infatti prevista la formazione di un anticiclone in prossimità delle Isole Britanniche, che devierà verso nord i cicloni, mentre si aprirà un varco per il passaggio di infiltrazioni di aria umida provenienti dal basso Atlantico, attraverso il Portogallo e la Penisola Iberica, fino al Mediterraneo. Qui, le acque ancora calde, nonostante il recente raffreddamento, favoriranno la nascita di fenomeni di instabilità atmosferica e di nuove basse pressioni.

 

In questo contesto, si avrà anche un richiamo di aria calda dall’Africa, che innalzerà sensibilmente — ma solo temporaneamente — le temperature, prima che il passaggio delle perturbazioni riporti i valori su livelli più consoni alla stagione. Questo tipo di tempo potrebbe persistere per diversi giorni, causando anche eventi meteo estremi in ampie aree del Mediterraneo, particolarmente vulnerabili alle correnti orientali.

 

C’è poi un altro aspetto interessante: gran parte del Nord Italia potrebbe rimanere senza precipitazioni, aprendo la strada a una situazione siccittosa simile a quella di molti autunni recenti, caratterizzati da tempo stabile e assenza di piogge.

 

In sintesi, i prossimi 15 giorni si preannunciano estremamente anomali e incerti, anche se uno scenario con una buona dose di affidabilità è quello che prevede il transito di sistemi perturbati provenienti dal Mediterraneo occidentale, alternati a flussi di aria calda africana. In questo quadro, non mancheranno episodi di caldo intenso, come dimostrano i 36 °C registrati in Spagna nella giornata di giovedì.

 

L’Africa, ancora molto calda, continua a spingere verso nord bolle d’aria rovente in tempi rapidissimi. Tuttavia, anche l’Artico farà la sua parte: nel corso delle prossime due settimane è prevista una nuova irruzione di aria fredda proveniente dalle regioni artiche, destinata a raggiungere l’Europa centrale, coinvolgendo le Isole Britanniche e la Scandinavia. Qui si attende una precoce ondata di freddo, con possibili nevicate a bassa quota nel Regno Unito e nevicate più diffuse in Scandinavia.

 

Per concludere, si può dire che l’estate 2025 sia terminata precocemente rispetto agli anni passati, pur restando in linea con la tendenza recente. Ci stiamo avviando verso una stagione autunnale dai tratti molto diversi rispetto a quelli di alcuni decenni fa: un autunno mediterraneo dominato da un complesso intreccio di correnti africane, perturbazioni atlantiche e aria polare, con un rischio crescente di fenomeni meteo estremi.

 

Credits

  • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – Climate Variability
  • Nature Scientific Reports – Mediterranean Climate Impacts
  • Frontiers in Marine Science – Mediterranean Heat Content
  • Science Advances – Arctic Oscillation Summer Patterns
  • Remote Sensing Journal – Mediterranean Warming Trends
  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
  • Climate Prediction Center – Arctic Oscillation Index
  • Mediterranean Marine Heat Waves Research
  • npj Climate and Atmospheric Science – Mediterranean Warming Drivers
  • ScienceDirect – Mediterranean Temperature Trends
  • ResearchGate – North Atlantic Oscillation Studies

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anomalie atmosfericheanticiclone mediterraneoaria polarecicloni extratropicaliclima mediterraneoFenomeni meteo estremiinstabilità previsionaleirruzione aria freddamaltempo autunnaleoscillazione articaperturbazioni atlanticheriscaldamento globalestagione transizionetemperatura superficiale marevariabilità climatica
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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