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Meteo: uragani sul Mar Mediterraneo, c’è un rischio sempre più alto

Cicloni simil tropicali, ecco quando si formano e perché possono tramutarsi in tempeste così pericolose

Mauro Meloni di Mauro Meloni
15 Set 2023 - 18:30
in Ad Premiere, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il nostro Mar Mediterraneo può ospitare condizioni meteo adatte per figure cicloniche con caratteristiche equiparabili a quelle dei cicloni tropicali. Recentemente abbiamo seguito con attenzione il ciclone mediterraneo ribattezzato “Daniel”, risultato l’evento meteo più mortale del 2023.

 

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Dopo il Ciclone Daniel, si ha paura di nuove tempeste simil tropicali
Rischio uragani mediterranei

I danni prodotti dal Ciclone Daniel sono stati immensi prima in Grecia e parte dei Balcani meridionali. A seguire, la furia del ciclone si è abbattuta in Libia causando migliaia di morti e distruzione. Ciò è avvenuto dopo che il ciclone, stazionando sulle calde acque del Mar Mediterraneo, ha acquisito caratteristiche simil tropicali.

 

Le figure cicloniche di questo tipo sono chiamate attraverso l’acronimo TLC, entrato sempre più nel vocabolario comune di chi segue la meteorologia. Questi particolari cicloni non possono avere la forza, la grandezza e tanto meno la potenza devastatrice degli uragani alle latitudini tropicali oceaniche.

 

Sono passati quasi 3 secoli da quando Ruggiero Boscovich, illustre uomo di Scienza e progettista dell’Osservatorio di Brera, scriveva come “sui nostri mari, alcune volte, si sono vedute sorgere tempeste somigliantissime ai spaventosi uragani d’America”.

 

TLC significa “Tropical Like Cyclones”, ovvero cicloni simili a quelli tropicali. Il fatto di essere denominati TLC è legato proprio al fatto che sono nettamente diversi dai caratteristici “cicloni extratropicali” di casa nostra. Sono cicloni extratropicali quelli che trasportano le comuni perturbazioni tra l’Europa ed il Mediterraneo.

 

Medicanes gli uragani di “casa nostra”

Come accade per gli uragani tropicali, anche quelli sul Mediterraneo seguono la classificazione basata sulla Scala Saffir-Simpson, in base all’intensità del vento medio in prossimità dell’”occhio”. Gli uragani di casa nostra possono raggiungere al massimo l’intensità come quella della categoria 1 dei cicloni tropicali.

 

Solo in epoca abbastanza recente, a partire dall’inizio degli anni 2000, è stata coniata la definizione di “Medicanes”. Tale termine racchiude due parole per descrivere la forma più rara ed intensa dei tipi di TLC possibili nel Mediterraneo, ovvero i “Mediterranean Hurricanes” (gli uragani mediterranei).

 

La somiglianza con le tempeste o i tifoni tropicali si evince quindi da una serie di fattori. Anzitutto essi sono caratterizzati internamente da un cuore caldo anche in quota ed inoltre sono caratterizzati da un meccanismo “barotropico” piuttosto che quello “baroclino” tipico dei cicloni extratropicali.

 

Ciò significa che questo tipo di ciclone diventa autonomo ed è in grado d’alimentarsi col semplice contributo del calore latente fornito dal mare. Non a caso la loro genesi è favorita quando i mari dispongono ancora di parecchio calore (immagazzinato in estate) nei mesi autunnali. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: ciclone Danielciclone mediterraneociclone tropicaletempestauragano
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Mauro Meloni

Mauro Meloni

Passione innata per la meteorologia, fin da piccolissimo, con particolare predilezione per la neve ed i fenomeni estremi. In campo da oltre vent’anni, con esperienza maturata a partire dal 2002 attraverso la collaborazione costante su Meteo Giornale e diversi altri portali di meteo e scienza. Esperto nella comunicazione digitale, attualmente mi occupo di redazione contenuti, grafica e supporto nella gestione della linea editoriale

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