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Ipotesi irruzioni fredde in Novembre: le possibilità secondo gli ultimi dati

Antonio Iannella di Antonio Iannella
31 Ott 2025 - 11:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il mese che sta per aprirsi, un tempo, quando i cambiamenti climatici non ancora avevano operato lo stravolgimento che è sotto gli occhi di tutti, spesso regalava prime discese di aria fredda, talvolta anche di un certo spessore. Fino agli anni 70/80, i fiocchi comparivano già per la festività di Ognissanti e Commemorazione dei defunti fino a quote collinari o talvolta fino in pianura, anche con più ritorni di puntate fredde nel corso di novembre.

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Da tanti anni ciò non accade più e le ragioni sono più che note, per di più, non solo mancano le irruzioni fredde precoci novembrine, ma latitano significative fasi fredde per l’intero decorso invernale.

 

Oramai la nuova era climatica è connotata da tipicità circolatorie tali che in qualche modo hanno inibito fortemente azioni polari verso le medie e basse latitudini emisferiche, le quali, semmai e anche con molta fatica, possono avere qualche chance in più nel cuore dell’inverno e, più spesso, in coda.

Tuttavia, nonostante il trend “ammazza freddo” piuttosto consolidato, ogni stagione ha una evoluzione a sè e, nelle dinamiche atmosferiche, nulla è dato per scontato. I modelli matematici, inficiati di dati statistici in parte ancora abbastanza datati, con l’avvento di novembre, mese di trapasso tra l’autunno e l’inverno, propinano, di tanto in tanto, scenari simil invernali.

 

Diverse emissioni nei giorni trascorsi hanno simulato qualche scenario meridiano più tagliente verso i settori centrali del nostro bacino, con cavi sub-polari associati a discesa di aria relativamente fredda, nel corso della seconda parte del mese.  Anche l’emissione ultima mattutina odierna del modello globale americano GFS, immagine in anteprima, simula un tipo barico mediamente freddo e instabile per appena dopo metà Novembre.

Ma, al di là dei singoli scenari proposti in qualche emissione modellistica, quante possibilità concrete ci sono di una irruzione precoce di aria fredda nel prossimo mese di novembre? Naturalmente, dopo i 7/8 giorni, la lettura di una possibile evoluzione barica, ancora più a scala circoscritta mediterranea centrale, si fa oltremodo aleatoria per ovvie ragioni di distanza temporale.

 

Semmai, qualche indicazione la si può cogliere da una valutazione di insieme delle emissioni modellistiche, non da una singola corsa e, magari ancor più, in considerazione di qualche indice prognostico di tipo stagionale. Insomma, qualche valutazione su un possibile andamento di massima per il decorso novembrino la si può anche azzardare, ma valutando tutta una serie di parametri complessivi e non già un singolo run modellistico, che, sostanzialmente, lascia il tempo che trova.

E, dunque, cosa può evidenziarsi dalla lettura di parametri stagionali verosimilmente più indicativi? Ebbene, analizzando lo stato attuale del Vortice Polare, con un index AO insistentemente positivo almeno per le prime due decadi di novembre, nonché analizzando la potenza del flusso zonale, con index Zonal Wind a velocità medie o medio-alte almeno fino al 20, per molti giorni a venire la circolazione non sarebbe chiaramente favorevole a fasi fredde, almeno fredde a tal punto da avare connotazioni invernali.

 

Sono previsti alcuni tagli talora più meridiani, uno prossimo, nella prima parte della prossima settimana, dal 3/4 al 5/6 novembre, e un secondo dal 17 al 22/23 del mese, tuttavia, entrambi potrebbero portare fasi termiche in media o un po’ anche sotto media, ma non ci sarebbero i presupposti tali per freddo serio, nè per scenari con neve bassa.

Questi scenari sarebbero da escludersi in maniera categorica, soprattutto in riferimento al primo moderato calo termico di inizio settimana prossimo. Al più, stando ai dati attuali, potrebbero esserci le condizioni per freddo moderato e per fiocchi a quote di media-bassa montagna, 1200/1400 m su Alpi e in Appennino, nel secondo step, quindi secondo scenario ipotizzato, il tutto con maggiore probabilità sul finire della seconda decade o, ancor più , con l’avvento della terza.

 

Naturalmente anche il dato medio ensemble e quello proveniente da index più tarati per una evoluzione stagionale, possono cambiare e proporre qualche scenario più simil invernale, ma, a oggi, le indicazioni sono queste e, per di più, da considerare sempre che in tempi di acclarato surriscaldamento, ipotesi tiepide possono intervenire all’improvviso e comunque essere preminenti rispetto a quelle più fredde.

Maggiori dettagli su possibili scenari freddi precoci, nei nostri periodici aggiornamenti su andamento barico mensile a scala euro-atlantica. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

  (METEOGIORNALE.IT)

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