
(METEOGIORNALE.IT) La prima metà di settembre è stata piuttosto piovosa al Nord, mentre al Sud ci sono state fasi meteo fin troppo calde. Adesso ci aspetta una settimana di caldo sopra le righe per tutti. Oltretutto, per una volta, l’intero stivale rimarrà sotto la cupola dell’alta pressione.
Ma quello che emerge nella parte finale del mese, in particolare dopo il 21-22 settembre, è qualcosa di davvero interessante. Vedendo gli scenari a lungo termine, potrebbe verificarsi la classica “tempesta equinoziale”. Ma di cosa stiamo parlando? Scopriamolo insieme in questo articolo.
Facciamo alcune delucidazioni
Ricordiamo, come sempre, che il passaggio da una stagione all’altra non avviene mai in maniera netta. Le fasi intermedie sono da sempre caratterizzate da improvvisi sbalzi verso il freddo e poi ritorni di caldo. Non è raro, in questi periodi, trovarsi nell’incertezza su come vestirsi. Al mattino c’è freddo e abbiamo le maniche lunghe ma poi nelle ore centrali ci si può quasi abbronzare. Per non parlare poi di quando piove, situazione in cui ci copriamo di più.
La tempesta è equinoziale è un termine tecnico che non è ovviamente campato per aria. Si tratta di situazioni meteo che si manifestano in prossimità degli equinozi, quando arriva una perturbazione davvero organizzata e piove per due o tre giorni in buona parte dell’Italia. Oltretutto, con tale termine si intendeva anche la fine definitiva di qualunque speranza di caldo.
Capiterà anche quest’anno?
La risposta è sì. Perché è qualcosa di fisiologico. Da sempre, settimane e settimane di calura, arriva il colpo di grazia alla stagione estiva. Anche un secolo fa esisteva. Solo che nel corso dei decenni si è spostato progressivamente sempre più in là nel tempo. Ma quest’anno potrebbero anticipare i tempi.
Secondo le proiezioni attuali, alcuni modelli vedono che dal 23 settembre l’alta pressione delle Azzorre potrebbe spingersi verso nord. Questo movimento favorirebbe la discesa di correnti fredde polari dirette dapprima verso l’Europa centrale, per poi scendere ulteriormente di latitudine. Cosa comporterebbe? Semplice. Masse d’aria più fredde concentrate sul Nord Europa che, una volta avanzate, riuscirebbero a raggiungere il Mediterraneo. Nascerebbe un ciclone?
Dobbiamo vedere passo dopo passo
Non possiamo certo dire sì o no. Possiamo solo affermare quanto segue. Qualora questo scenario si concretizzasse, assisteremmo a un vero e proprio crollo termico, con valori che scenderebbero ben al di sotto delle medie stagionali anche di diversi gradi.
Parallelamente, ci potremmo aspettare con piogge estese, temporali localmente intensi. Magari le prime nevicate anche sui 2500 metri. Attenzione però che tutto questo andrà confermato. Sarà utile vedere i prossimi aggiornamenti meteo per capire se i modelli si focalizzeranno su questa strada, oppure fiuteranno qualcos’altro.

Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
